Una luce quando è ancora notte


Una luce quando è ancora notte
Valentine Goby
228 pag. 16 euro
Guanda Editore

7 marzo 2015, di Elisa Zini – Mila, militante politica nella Resistenza francese, incinta di quattro mesi giunge nel campo di concentramento di Ravensbruck, novanta chilometri a nord di Berlino, dopo circa cinque giorni di viaggio, in condizioni disumane, all’interno di un “carro bestiame”.
Valentine Goby, vincitrice del Prix des Libraires assegnato dalle librerie francesi, miscela storia e finzione in una cruda e magica alchimia.
“Si entra nelle baracche dalle finestre, impossibile individuare volti già visti, le vive e le morte si avvicendano senza interruzione e la tenda del Block 25, sul terreno fangoso dove pullulano i vermi, si riempie di prigioniere prima che siano portati via i cadaveri. E’ come un’enorme poltiglia, dice Teresa, i corpi, i visi conosciuti si alterano talmente che non riesci più a collegarli all’immagine che ne avevi il giorno prima, nel giro di qualche ora perdi letteralmente la faccia”.
Vent’anni, prigioniera politica per semplice senso del dovere, nessun eroismo. Non verrà fucilata e questo la rincuora. Ignora cosa sia Ravensbruck, la quarantena, l’inverno gelido che sembra non finire mai, il tempo perché non possiede più l’orologio e la Kinderzimmer, la camera dei neonati.
Il libro è dedicato a Jean-Claude Passerat, Guy Poirot, Sylvie Aylmer, bambini di Ravensbruck e a Marie-Jo Chombart de Lauwe, puericultrice della Kinderzimmer di Ravensbruck, militante infaticabile.
Un racconto umano, da respirare a pieni polmoni.
Una storia che penetra nelle ossa come il vento gelido d’inverno, senza dare tregua.
Un romanzo per non dimenticare.