“Deadwood Dick. Black Hat Jack”

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Joe R. Lansdale è lo scrittore texano che è stato capace, libro dopo libro, di conquistare i lettori di tutto il mondo. Durante la sua carriera, Lansdale ha usato vari registri narrativi e ha affrontato generi diversissimi: il noir, la fantascienza, l’horror… I suoi romanzi hanno mostrato la sua predilezione per l’uso di un linguaggio forte e di un black humour che ne costituisce l’originale cifra stilistica. Un sound unico che è protagonista anche nelle storie di Deadwood Dick.

In DEADWOOD DICK. BLACK HAT JACK, il cowboy afro-americano Deadwood Dick racconta infatti in maniera scanzonata una delle sue avventure più incredibili. Un’impresa epica durante la quale lui, il suo amico Black Hat Jack e una manciata di cacciatori di bufali dovettero fronteggiare l’attacco di centinaia di guerrieri Comanche, Cheyenne, Kiowa e Arapaho.

Un giorno in cui fu davvero difficile tenere lo scalpo in testa… La storia, sceneggiata da Mauro Boselli e con disegni e copertina di Stefano Andreucci, si ispira al racconto in cui Joe R. Lansdale rievoca la Seconda Battaglia di Adobe Wells del 27 giugno 1874. Il volume è inoltre corredato da un’intervista a Lansdale realizzata a cura di Luca Crovi e Seba Pezzani.

Sgarbi e Murano presentano libro a Palazzo Bonaparte

Palazzo Bonaparte - Vittorio Sgarbi e Francesco Murano
Palazzo Bonaparte – Vittorio Sgarbi e Francesco Murano

In occasione della mostra “Impressionisti Segreti”, martedì 4 febbraio a Palazzo Bonaparte si terrà la presentazione del libro di Francesco Murano, edito da Maggioli

Palazzo Bonaparte – Vittorio Sgarbi e Francesco Murano presentano il libro “L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte”

Tra gli errori più ricorrenti, in fatto di illuminazione, troviamo macchie sulle pareti, buchi di luce, riflessi sui dipinti e abbagliamenti molesti negli ambienti. “Brevettato, assieme al Politecnico di Milano, un sistema intelligente in grado di individuare, analizzare e illuminare puntualmente i dipinti e le sculture”, spiega l’autore

In occasione della mostra record di visitatori “Impressionisti Segreti”, martedì 4 febbraio 2020 alle ore 18 presso Palazzo Bonaparte – Spazio Generali Valore Cultura a Roma, Vittorio Sgarbi presenta il libro L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte di Francesco Murano edito da Maggioli. Tutti coloro che parteciperanno alla presentazione saranno omaggiati di uno speciale coupon che permetterà di visitare la mostra “Impressionisti segreti” a tariffa ridotta fino all’8 marzo, ultimo giorno di apertura della mostra (le riduzioni non sono cumulabili).

Un libro tra gli Impressionisti – Francesco Murano è oggi tra i più richiesti progettisti italiani d’illuminazione al servizio dell’arte ed è l’autore delle luci delle più importanti esposizioni in Italia come quelle ora in corso a Milano, a Trieste, a Bologna, a Napoli, a Melfi e a Roma dove in particolare sono visibili Canova. Eterna bellezza a Palazzo Braschi e Impressionisti segreti a Palazzo Bonaparte. Per l’occasione l’autore presenterà una prima ristampa del volume in oggetto.

“Sono particolarmente contento di questa presentazione romana – dichiara Francesco Murano – Innanzitutto perché la copertina del mio libro riproduce un quadro di Renoir, una delle opere più importanti dell’Impressionismo, corrente artistica ben approfondita nella mostra in corso a Palazzo Bonaparte, le cui tele esposte sono state anche mio oggetto di analisi e lavoro. In aggiunta Roma è la città dove mi sono laureato in Architettura e dove ho iniziato la mia attività di Lighting Designer, con l’illuminazione di Edward Hopper”.

L’importanza della luce – Ogni anno in Italia si svolgono moltissime mostre nelle quali vengono esposte migliaia di opere d’arte, dipinti, disegni e sculture illuminate da luce artificiale o naturale. La luce utilizzata serve principalmente ad illuminare le opere esposte, ma svolge anche altre funzioni. Come quella di permettere la lettura delle didascalie e delle grafiche introduttive, di rendere più o meno luminosi gli ambienti, di delineare i percorsi, le vie d’uscita e quelle di sicurezza, di illuminare i bookshop e le biglietterie, fino a mettere in evidenza i banner d’ingresso delle esposizioni. di luce sulle pareti.

Illuminare una mostra d’arte, quindi, presuppone conoscenze tecniche articolate e specifiche che si maturano in anni di esperienza e che non possono essere apprese solo dalla lettura dei comuni testi di illuminotecnica. L’autore, nel suo libro, argomenta magistralmente quali accorgimenti seguire, quali sono gli errori più comuni e come evitarli. Secondo Murano, in sintesi, sono cinque le regole d’oro per non sbagliare la luce: 1) conoscere le opere e l’artista; 2) studiare il luogo e l’allestimento; 3) calibrare gli apparecchi e la tecnica; 4) stare sempre al servizio dell’artista che è più importante di noi; 5) lasciarsi appagare dall’opera e dalla sua luminosa bellezza.

“Ho recentemente brevettato, assieme al Politecnico di Milano, un sistema intelligente applicato all’illuminazione delle opere d’arte – dichiara Murano – Questo sarà in grado di individuare, analizzare e illuminare puntualmente i dipinti e le sculture. Bisognerà quindi stabilire i parametri che guideranno le loro prestazioni: questo compito spetterà a tutti coloro che lavorano per la conservazione e per la valorizzazione delle opere d’arte”.

Gli errori in fatto di illuminazione – “L’errore principale nel quale spesso si incorre – spiega Francesco Murano – è quello di considerare l’illuminazione delle opere d’arte un’attività secondaria rispetto alla cura che in generale si pone negli allestimenti. Di conseguenza i costi riservati alla progettazione, spesso non prevista, e alla realizzazione dei sistemi di illuminazione sono molto ridotti e vengono perciò impiegati personale e apparecchi non adeguati con risultati che sono sotto gli occhi di tutti”.

Tra gli errori più ricorrenti troviamo macchie di luce sulle pareti, buchi di luce, riflessi sui dipinti e abbagliamenti molesti negli ambienti. Episodi che ricorrono anche in molte mostre importanti, a causa della pessima abitudine di indire per gli allestimenti gare al massimo ribasso, arrivando a penalizzare proprio tale aspetto. “Per quanto riguarda le mostre ben illuminate – aggiunge l’autore – potrei far riferimento a quella di Leonardo o a quella di Caravaggio, entrambe a Palazzo Reale, con luci realizzate da Barbara Balestrieri, grande professionista dalla grande sensibilità la quale, purtroppo, ci ha lasciato e alla quale voglio dedicare un mio ricordo”.

Il libro – L’illuminazione delle opere nelle mostre d’arte intende riordinare e sistematizzare le conoscenze tecniche e progettuali necessarie a un progettista d’interni per illuminare un dipinto di Raffaello, un disegno di Leonardo, un’opera di Warhol o il teschio di Damien Hirst. Questo breve trattato, anche in formato ebook, illustra gli elementi preliminari da prendere in considerazione (abbagliamenti, riflessi, ombre, vicinanza delle opere), le diverse tecniche da adottare in base al taglio critico adottato dal curatore e al progetto di allestimento (colore delle pareti, sistema di illuminazione già esistente, acquisizione dei dati di progetto, sorgenti da utilizzare, temperatura di colore), e le scelte progettuali di puntamento delle luci per quadri, sculture, ma anche dell’ambiente espositivo e delle grafiche introduttive.

Biografia dell’autore – Francesco Murano è docente della Scuola di Design e membro del laboratorio “Luce e colore” del Politecnico di Milano. Architetto, ha conseguito un master presso la Domus Academy e un dottorato di ricerca in disegno industriale con una tesi di laurea dal titolo “Le figure della Luce“. Ha svolto ricerche accademiche, scientifiche, programmi e attività di progettazione per importanti industrie italiane ed estere concentrandosi sulla progettazione illuminotecnica e illuminando molte delle più importanti mostre d’arte in Italia e all’estero.

Sergio Bologna: presentazione del libro “Ritorno a Trieste. Scritti over 80, 2017-2019″

Sergio Bologna
Sergio Bologna

Martedì 4 febbraio 2020 alle ore 18, presso la Fondazione Luigi Micheletti (Via Cairoli 9, Brescia), sarà presentato il libro “Ritorno a Trieste. Scritti over 80, 2017-2019″ scritto da Sergio Bologna e edito da Asterios.

Ne discuteranno con l’autore: René Capovin (Fondazione musil), Romano Colombini (Presidente Commissione Scuola ANPI Brescia), Marino Ruzzenenti (Fondazione Micheletti).

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con ANPI Brescia – Commissione Scuola “Dolores Abbiati” e la Casa della Memoria.

“Sono tre i campi d’interesse cui il libro fa riferimento: la storia contemporanea, le trasformazioni del lavoro e la logistica, in particolare il suo segmento marittimo-portuale. La storia contemporanea è la materia in cui mi sono laureato e che ho insegnato all’università, ma di essa fa parte anche la mia esperienza politica, la mia attività di militante, è storia che ho ricostruito dai documenti e storia che ho vissuto. Gli altri due campi d’interesse sono invece capitati per caso nel mio percorso, si sono materializzati quando a 50 anni ho dovuto ricominciare daccapo. A questa frattura esistenziale però non ha fatto riscontro alcuna frattura mentale, culturale. Anzi, il mio metodo di pensiero è rimasto lo stesso. Ed è questo che conferisce unitarietà al trattamento di argomenti così distanti tra loro, sia pure con notevolissimi intrecci” [Sergio Bologna].

Sergio Bologna (Trieste, 1937) ha insegnato in varie Università, in Italia e in Germania. Si è occupato di storia del movimento operaio, ha partecipato alla fondazione di riviste quali «Classe operaia» e «Primo Maggio». Espulso dall’Università, ha scelto di fare il consulente e in questa veste è stato coordinatore del settore merci del Piano Generale dei Trasporti e della Logistica (1998-2000), membro del Comitato scientifico per il Piano Nazionale della Logistica (2010-2012) ed esperto del CNEL sui problemi marittimo-portuali.

Paolo Gambi lancia il suo nuovo libro su Amazon

Paolo Gambi
Paolo Gambi

Paolo Gambi, il poeta della contemporaneità liquida, lancia il suo nuovo libro su Amazon

“La bellezza sta già salvando il mondo, ma ognuno deve fare la propria parte”. A sostenerlo è Paolo Gambi, scrittore, poeta, giornalista, docente ed ex mental coach, che ha fatto della crescita personale il fil rouge della sua vita e della sua arte.

Proprio per questo ha collezionato varie esperienze professionali, scrivendo ben 28 libri e firmandone alcuni insieme a personaggi come il Cardinal Ersilio Tonini, Ettore Gotti Tedeschi, Alessandro Cecchi Paone, Alessandro Meluzzi, Raoul Casadei.

Vincitore del Premio Guidarello per il Giornalismo d’Autore nel 2012, del Premio Rimini Europa nel 2016, del San Domenichino nel 2018 e nel 2019 del premio Loris Malaguzzi per la poesia, nel 2014 è stato nominato dall’Ambasciata italiana Testimonial del mese della cultura italiana nel Principato di Monaco.

Paolo Gambi è stato anche ospite di varie trasmissioni tv oltre che radiofoniche (spesso legge poesie in Rai), non mancando di amplificare la sua presenza sui social.

Poi è arrivata la poesia: “Ho scelto la Poesia in modo particolare: non pubblicandola. Mi sono a lungo limitato a dare qualche verso ai seguaci su Instagram, con un discreto riscontro lungo gli anni (al momento circa 22.900 follower su instagram)” – racconta l’autore, che ad un certo punto ha deciso di riavvicinarsi all’editoria, ma seguendo la sua esigenza di vivere nel tempo presente approfittando delle occasioni che offre: “di solito in Italia gli scrittori autopubblicano su Amazon con l’obiettivo di arrivare poi a essere notati da un grande editore. Io ho fatto il percorso inverso, non a caso, come un salmone: dopo molti libri nel gruppo Mondadori, ho scelto Amazon. Credo che questa scelta sia in piena coerenza con la mia identità artistica: mi dà libertà, contatto diretto con i lettori. E mi fa sentire proiettato verso il futuro”.

La sua ultima raccolta si intitola “L’enigma del paguro, La memoria della magnolia, L’approdo del salmone” e sta già riscontrando un certo successo, anche a livello di vendite.

Però per Paolo Gambi “mettere poesie sulla carta equivale a ucciderle”, quindi è sempre alla ricerca di luoghi (fisici e non solo) che la possano ospitare.

È per questo che sta lanciando “Un Paguro in Salotto”, un house tour poetico su invito e, all’insegna della contaminazione, ha partecipato alla mostra “I Dreamed a Dream – Chapter 1” in corso (fino al 7 marzo) alla galleria Marignana Arte di Venezia con dei contributi poetici ispirati all’arte visiva esposta.

Mario Castelnuovo: 38 anni di carriera

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Oggi, 25 OTTOBRE 2019 è arrivato in radio “GUARDALALUNANINA” singolo estratto dall’omonimo COFANETTO. Già presente in tutti i negozi, digital store e sulle piattaforme streaming “GUARDALALUNANINA” uno speciale cofanetto che contiene 2 CD + un libro di Mario Castelnuovo.

Il cantautore romano commenta: “Non è semplice riassumere 38 anni di carriera di un artista , eppure…“GUARDALALUNANINA” ci riesce.” – continua – “Si tratta di 2 CD e di un libro, e fin qui sembrerebbe normale, ma all’interno dei solchi c’è il respiro del pubblico che mi segue da anni, o quello mio, solitario, mentre svelo la nudità delle mie canzoni appena nascono, e che poi diventano adulte con la complicità dei miei amici musicisti. E poi ci sono gli incontri, con Goran, con Rino, e ognuno lascia qualcosa che si porta con me nei concerti, nell’anima”.

Il libro non è un’autobiografia, ma piuttosto un diario di sentimenti, un brogliaccio confuso e affascinante attraverso dediche di maestre lontane, racconti dai quali è possibile individuare la fonte di alcune canzoni, acquarelli, ritratti, poesia e scarabocchi.

L’uscita del cofanetto è accompagnata in radio dal singolo “GUARDALALUNANINA”, un brano che racconta la cruda e struggente cronaca di un parto e di tutta la laboriosa eroicità delle donne nella nostra società. “Quest’anno ricorre il 35esimo anniversario di NINA, una canzone a cui devo molto” – commenta Mario Castelnuovo – “NINA è diventata grande, o piccola, fate voi. Oggi si chiama GUARDALALUNANINA”.

Tracklist “GUARDALALUNANINA”
CD1: “Mandami a dire”, “Lettera dall’Italia”, “Oceania”, “Sette fili di canapa”, “Il mago”, “Sul nido del cuculo”, “Buongiorno”, “Ma vie je t’aime”, “Annie Lamour”, “La guerra è finita”, “Santa Maria delle Caramelle”, ” Nina”.
CD2: “La scogliera”, “Via della luna”, “Dialogo d’amore”, “Il lupo”, “La nuvola”, “Inchiostro”, “Madonna di Venere”, “Stella del Nord”, “Aida”, “Papà vicino e lontano”, ” Viale dei persi”, “Rondini del pomeriggio”, “Gli innamorati coi capelli bianchi”, “Guardalalunanina”.