Una vita tranquilla

 

Regia di Claudio Cupellini

Con F. Di Leva, T. Servillo, M. D’Amore, J.Köhler, L. Sprengler

Drammatico, ITALIA 2010

Elisa Zini – Un bravissimo Toni Servillo è il protagonista di “Una vita tranquilla” secondo film di Claudio Cupellini. Rosario Russo (Toni Servillo), uomo di mezza età, da dodici anni vive in Germania dove gestisce insieme alla moglie Renate un albergo ristorante.

Una vita apparentemente tranquilla: una bella moglie, un bambino Mathias e un aiuto cuoco, Claudio, amico e italiano d’origine come lui. Tutto sembra perfetto. Un giorno di febbraio però una visita cambierà quella serenità tanto cercata: due ragazzi italiani chiedono ospitalità nell’albergo di Rosario.

Edoardo è il figlio di Mario Fiore, capo di una delle più potenti famiglie di camorra. Diego è l’altro, quel ragazzo che Rosario non ha mai visto crescere. Rosario lo riconosce subito perché Diego è suo figlio. Non si vedono da quindici anni, da quando Rosario si chiamava Antonio De Martino ed era uno dei più feroci e potenti camorristi del casertano.

Un film che mette in primo piano la relazione tra padre e figlio, viziata dalla mafia che incombe sulle loro vite e dalla quale non si può scappare. Nessuna distanza mette al sicuro dalle braccia tentacolari, potenti, della mafia, capace di ritrovarti in ogni momento. Rosario scappa dall’Italia fingendosi morto per salvarsi la vita e assicurare alla moglie e al figlio una tranquillità che si rivela inesistente.

Una vita tranquilla è un sogno che non si raggiungerà mai. Un figlio con un bisogno disperato del padre che, abbandonato al suo destino, entra a far parte di una famiglia mafiosa, perché la mafia rappresenta la normalità in certi posti. Un finale forte, ben girato dal regista Claudio Cupellini, alle prese con il suo secondo lungometraggio. Una semplicità disarmante la verità gridata dal figlio Diego che vuole salvare il padre da una morte certa in un finale per nulla scontato.

Delicato, forse un po’ lento in alcuni punti, ma da consigliare a tutti quelli che amano il cinema d’autore, alla ricerca di emozioni sussurrate, che rimangono addosso come la fresca brezza in una giornata di primavera.