We want sax

Titolo originale Made in Dagenham.

Regia di Nigel Cole

Con Sally Hawkins, Bob Hoskins, Miranda Richardson, Geraldine James, Rosamund Pike.

Drammatico, Gran Bretagna 2010

Elisa Zini – Il film è ambientato in una cittadina dell’Inghilterra, Dagenham, a fine anni Sessanta. La fabbrica Ford, in quegli anni, rappresenta il cuore industriale del Paese e offre lavoro ad una parte molto ampia della comunità, permettendo la sopravvivenza a migliaia di famiglie negli anni della rivoluzione culturale.

Cinquantacinquemila operai, stipendiati dignitosamente, sono trasferiti nella nuova sede centrale. Nello storico e vecchio edificio rimangono centottantasette donne, operaie alle macchine da cucire, costrette a sopravvivere in condizioni di lavoro disagiate e sottopagate rispetto ai propri mariti.
Nonostante la pesante discriminazione le operaie continuano il loro lavoro con serietà e responsabilità cucendo i tessuti di rivestimento dei sedili Ford fino a quando, declassate senza motivo ad operaie senza qualifica, decidono di far sentire la propria voce.

 

Grazie al sostegno di un sindacalista acquistano coraggio e trascinate dal carisma di un’operaia, Rita O’Gardy, iniziano una lunga ma inarrestabile battaglia per rivendicare un trattamento economico pari a quello dei colleghi uomini. Le donne con astuzia, caparbietà e ironia organizzano il primo sciopero della storia mirato ad offrire l’uguaglianza salariale e la parità dei diritti delle donne lavoratrici. La tenace lotta riuscirà a far sentire la voce delle donne in parlamento, fin nell’ufficio del ministro Barbara Castle, che si schiererà, coraggiosamente al loro fianco.

 

Regista di talento Nigel Cole, che al suo debutto in veste di autore conquistò un vasto pubblico con l’esilerante commedia L’Erba di Grace. Un ensamble di ironia, tradizione inglese e cinema impegnato che si amalgamo piacevolmente senza sottrarre dignità al tema trattato. In questo racconto temi importanti come i diritti e il lavoro non perdono sobrietà e verità quando vengono lambiti da fine ironia e un po’ di leggerezza: ne sono piacevolmente accompagnati. Un film ricco di contenuti nascosti che affiorano tra momenti di ilarità e attimi più drammatici. La lotta per la pari retribuzione salariale diventa così non più un fine ma un mezzo tramite il quale le donne delle case popolari entrano in politica, quella vera, fatta di scelte concrete, scontrandosi con la politica ad appannaggio dei maschi, “acculturati” troppo spesso avidi di solo potere. Alla domanda che un giornalista pone a Rita O’Gardy, “perché continuate a combattere?” Rita, con poche parole risponde:”Perché è giusto”. Un film divertente, commuovente e soprattutto onesto: il cuore del racconto nasce dalle testimonianze di alcune reali protagoniste dell’evento storico che nel ’68 ha posto le basi per la conquista di quei diritti che devono essere uguali per tutti.