Portogallo: luoghi instagrammabili

19-01-2021_posti-instagrammabili
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I LUOGHI INSTAGRAMMABILI DEL PORTOGALLO
Dal castello di Sintra ad Aveiro passando per le colorate Azzorre, ecco una serie di luoghi dove scattare meravigliose foto da condividere sui social

Con le sue città ricche di storia, spiagge dorate, l’Oceano Atlantico che accompagna i turisti in ogni dove, la rinomata tradizione enogastronomica e la calorosa accoglienza delle persone, il Portogallo è un paese in grado di conquistare il cuore di ogni visitatore. Lisbona e Porto sono certamente le due città più note del paese, ma ci sono tante altre città, luoghi e scorci che meritano di essere visitati e, perché no, fotografati per portarsi a casa un ricordo indelebile.

Ci sono alcuni posti del Portogallo che meritano di essere sì fotografati, ma poi condivisi anche sui social, tanta è la loro bellezza. Qui di seguito suggeriamo una serie di località che, se condivise sui social, scateneranno l’invidia dei follower.

IL COLORATO PALACIO NACIONAL DA PENA

Quando si organizza un tour a Lisbona non può assolutamente mancare una visita al Palacio Nacional da Pena. Questo castello balza subito agli occhi: svetta su una piccola collina, quasi come se dominasse l’intera regione e le sue facciate sono interamente dipinti con colori sgargianti che vanno dal giallo al rosso. Anche gli interni del palazzo sono altrettanto ricchi di fascino mentre tutt’attorno al castello è presente un meraviglioso parco con sentieri nascosti, decorazioni e splendidi punti panoramici. Insomma, scattare una foto qui, oltre che a essere un rito per tutti coloro che visitano la capitale lusitana, è quasi un dovere!

IN BALIA DELL’OCEANO A NAZARE’

Uno dei luoghi più rinomanti del Portogallo per la pratica del surf è Nazarè. Qui, infatti, si ritrovano surfisti provenienti da tutto il mondo per cavalcare le maestose onde dell’Oceano Atlantico – non è un caso che proprio a Nazarè è stata cavalcata l’onda più alta mai registrata. Questo luogo diventa ancora più magico se si raggiunge il faro, da cui si gode di una vista mozzafiato soprattutto durante il tramonto, quando ormai il sole si nasconde piano piano dietro l’orizzonte riflettendo la sua luce sull’Oceano. Una foto in questo colorato momento della giornata è d’obbligo per portare a casa con sé un Portogallo unico.

AVEIRO, UNA CITTADINA CHE GALLEGGIA SULL´ACQUA

Aveiro è adagiata tra il mare e la laguna ed è attraversata da canali che un tempo ospitavano i moliceiros, ovvero antiche barche tradizionali. Oggi queste colorate imbarcazioni vengono utilizzate per emozionanti crociere sul fiume, da cui si gode di viste privilegiate. Un luogo quasi magico e incantato dove scoprire l’autenticità di questa terra. Perché non scattare una foto proprio qui?

I COLORI DELLE AZZORRE

São Miguel è l’isola più rinomata delle Azzorre e qui la natura la fa da padrona, tanto che è stata battezzata “isola verde”. Sono tanti i luoghi e gli scorci di rara bellezza che incantano i turisti, ma ce ne è uno che merita senza dubbio una visita (e quindi uno scatto!): stiamo parlando di Lagoa da Sete Cidades, un posto suggestivo situato all’estremità occidentale dell’isola. È un luogo di miti e leggende dove è possibile visitare un lago vulcanico formato a sua volta da due laghi più piccoli, uno blu e l’altro verde separati da un ponte ad archi.

Paola Dongu

Assessore Magoni: il turismo sta morendo

Magoni-Lara
Magoni-Lara

TURISMO, ASSESSORE MAGONI: SETTORE STA MORENDO, ROMA DICHIARI SUBITO ‘STATO DI CRISI’. LOMBARDIA IN CAMPO CON AZIONI CONCRETE

“Il ministro Franceschini si è accorto che stanno distruggendo il turismo, settore nevralgico dell’economia nazionale? A lui ribadisco per l’ennesima volta, nel giro di pochi mesi, la necessità di dichiarare lo ‘stato di crisi’ del turismo. Sperando che questa volta il mio appello venga accolto. Tutto ciò accade mentre a Roma sono alle prese con la ricerca dei ‘costruttori’ e il turismo viene demolito. Si perde tempo a rilanciare un Governo ormai ‘sfiduciato’, quando ci sono migliaia di famiglie e professionisti in tutta Italia che stanno attraversando un periodo particolarmente difficile, con evidente preoccupazione per le loro attività, a rischio fallimento”. Lo dice Lara Magoni, assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale, Moda e Design, in merito alla preoccupante situazione del turismo lombardo e italiano.

I dati del turismo sono durissimi: secondo la fotografia scattata da Isnart-Unioncamere, il 2020 si è chiuso con 78 milioni di arrivi e 240 milioni di presenze turistiche in meno in Italia a causa dell’emergenza Covid: un bilancio che riporta il turismo indietro di 30 anni.

“La crisi pandemica – aggiunge Lara Magoni – ha inferto profonde ferite al turismo: il 2020 si chiude con 53 miliardi di euro in meno rispetto al 2019. E il 2021 non lascia presagire niente di buono, per i primi tre mesi già si stima una perdita di ricavi di 7,9 miliardi di euro. Per questo è fondamentale approntare un deciso piano di rilancio del comparto, coinvolgendo istituzioni, stakeholder e professionisti del settore. Ma ancora una volta il Governo, dopo essersi dimenticato della montagna – che per la nostra regione rappresenta il 40% del territorio – dimostra di non avere le idee chiare e di essere in totale stato confusionario, come si è visto ad esempio nell’ultimo Dpcm che consentirebbe di raggiungere le seconde case anche fuori regione, indipendentemente dalla fascia di colore della zona. Se questo fosse confermato, si tratterebbe di un’ulteriore penalizzazione per alberghi e strutture ricettive. Non è più tollerabile agire con mezze misure”.

“In Regione Lombardia – conclude l’assessore Magoni – stiamo lavorando duramente per trovare soluzioni e misure condivise affinché il turismo possa superare questa crisi e ripartire al meglio possibile. Non vogliamo lasciare nessuno indietro e solo insieme potremo farcela”.

Paola Dongu

 

Valtellina da record!

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Valtellina da record! 5 primati che rendono la Valtellina il luogo ideale da visitare nel 2021

Autenticità, natura e ricca tradizione enogastronomica. La Valtellina, con le sue numerose possibilità, è un luogo in grado di conquistare il cuore di qualsiasi turista. Ma forse non tutti sanno che la Valtellina è patria di numerosi record italiani ed europei. di seguito trovate un motivo – anzi 5 – per cui vale la pena inserire questo territorio nei luoghi da visitare.

1. La pista illuminata più lunga d’Europa
La Valtellina è una delle principali mete per gli amanti degli sport invernali: qui si possono vivere piacevoli esperienze per riscoprire il lato autentico della montagna. Una novità della stagione invernale 2020/2021 è la super panoramica del Baradello ad Aprica che, con i suoi 5,5 km di lunghezza, è la pista illuminata più lunga d’Europa. Il tracciato presenta un dislivello di circa 800 metri e 300 punti luce che accompagnano gli sciatori lungo tutto il percorso, per permetter loro di scoprire la bellezza di questo territorio anche di notte, al chiaro di luna. La pista è aperta tutti i venerdì fino a fine febbraio per la pratica dello sci alpinismo e delle ciaspole in notturna.

2. Il ponte tibetano più alto in Italia
Cosa c’è di più bello se non ammirare paesaggi mozzafiato dall’alto, per scoprire luoghi nascosti che normalmente non vedremmo? E se poi tutto ciò avviene sospesi nel cielo, l’esperienza diventa ancora più emozionante e magica. Il Ponte nel Cielo è il ponte tibetano più alto in Italia e uno tra i più alti in Europa: misura 243 m di lunghezza e 140 m di altezza. Collega i due versanti della Val Tartano ed è stato costruito sopra l’omonimo torrente con 700 assi di legno. Grandi e piccini possono accedere all’attrazione e potranno ammirare la Val Tartano, dalla diga di Colombera al maggengo Frasnino fino al fondovalle della Valtellina che culmina con il lago di Como.

3. L’area terrazzata più vasta d’Italia
Con oltre 850 ettari di vigne lungo 2500 km di muretti a secco (la cui arte di costruzione è stata riconosciuta come patrimonio UNESCO), la Valtellina è l’area terrazzata più vasta d’Italia. Qui infatti vengono prodotti vini noti in tutto il Bel Paese, come per esempio lo Sforzato, il primo passito rosso secco che ha ricevuto la dicitura DOCG ed è in grado di conquistare i palati più esigenti. I terrazzamenti della Valtellina regalano quindi non solo un viaggio all’insegna delle prelibatezze enogastronomiche locali, ma anche una full immersion nella cultura e nella tradizione del territorio.

4. Il paese più alto d’Italia
Qui, tra le alte vette delle Alpi, si trova Trepalle, frazione di Livigno, che vanta diversi record. Con un’altezza di 2.069 m s.l.m., è noto per essere il paese più alto d’Italia e questa posizione gli conferisce altri due record: custodisce la parrocchia più alta d’Italia ed è anche uno dei paesi più freddi d’Italia. Qui, infatti, i freddi venti del Nord oltrepassano le barriere montuose e nel 1956 si registrò la temperatura più bassa in territorio italiano: 41 gradi sotto lo zero.

5. Il monolito più grande d’Europa
La Val Masino, valle laterale della Valtellina, è nota per essere il paradiso per gli amanti dell’arrampicata. Proprio qui si trova il Sasso Remenno, il più grande monolito d’Europa, con un volume di oltre mezzo milione di metri cubi, sceso a valle a causa di un grosso franamento dalla Valle di Preda. Qui, la natura è padrona di casa: tra vette che sfiorano il cielo, laghi e torrenti che corrono tra gli alberi, questo luogo regala tuffi nella montagna più pura.

Paola Dongu

Turismo invernale in ginocchio

Turismo invernale
Turismo invernale

“Prendiamo atto dell’ipotesi annunciata dal Governo di un nuovo rinvio dell’apertura degli impianti di risalita (prevista nell’attuale DPCM il 18 gennaio) e del conseguente incremento della crisi di tutto il comparto turistico invernale della montagna, e chiediamo al governo di assumere un impegno serio nei confronti di questo settore, garantendo ristori certi, immediati e proporzionati alle perdite subite”.

A dichiararlo sono Massimo Sertori (Assessore alla Montagna Regione Lombardia), Antonio Rossi, (Sottosegretario della Regione Lombardia), Daniel Alfreider, (Vicepresidente della Provincia Autonoma di Bolzano), Luigi Giovanni Bertschy (Vicepresidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta), Sergio Bini (Assessore al Turismo Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia), Federico Caner (Assessore al Turismo Regione Veneto), Roberto Failoni (Assessore al Turismo Provincia Autonoma di Trento), Fabrizio Ricca (Assessore allo Sport Regione Piemonte), Daniele D’Amario (Assessore al Turismo Regione Abruzzo), che ieri hanno partecipato alla Commissione Speciale Turismo della conferenza delle Regioni e delle Province autonome. All’ordine del giorno l’approfondimento in relazione al protocollo e alle linee guida di utilizzo degli impianti di risalita nelle stazioni e nei comprensori sciistici, testo che sarà sottoposto alla valutazione da parte del Comitato Tecnico scientifico del Governo.

“Durante i lavori della Commissione – continuano i rappresentanti delle Regioni – sono emerse le richieste che saranno avanzate al Governo, in particolare una data garantita di apertura, ristori certi e immediati e proporzionati al minor fatturato della stagione agli impianti di risalita e a tutte le attività correlate (come rifugi, alberghi, maestri di sci, servizi, ecc). Stabilita una data certa sarà necessario dare continuità all’attività degli impianti di risalita nel rispetto delle limitazioni previste dalle linee guida del protocollo approvato dal CTS. La dinamica della diffusione del virus, e quindi la suddivisione delle zone a colori, determinerà, le relative limitazione in ordine alla mobilità delle persone piuttosto che al restringimento dei servizi”.

Tutto il turismo legato alla montagna, in condizioni normali, sviluppa almeno 20 miliardi di euro durante una stagione invernale.

“Si tratta di un comparto che oggi soffre alcuni miliardi di mancato fatturato e che rischia, a crisi epidemica finita, di non avere più la forza di rialzarsi. Per questo è necessario mettere in campo misure immediate e proporzionate per le imprese e per i lavoratori stagionali”. Questo è il grido d’allarme mandato al Governo dalle Regioni, disponibili da subito nella collaborazione istituzionale per trovare una soluzione condivisa e immediata.

Paola Dongu

Nasce Holiders, l’app per la ripresa del turismo

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Holiders, l’app 100% made in Italy per la ripresa del turismo

L’idea innovativa di una Travel Tech company: consigli di viaggio da consulenti locali per vivere la città come un vero local

Si chiama Holiders ed è la nuova app che permette, ai viaggiatori di tutto il mondo, la pianificazione del viaggio grazie ai consigli di esperti locali, in un modo del tutto innovativo. La promessa ai suoi utenti è semplice e trasparente: viaggiare in maniera autentica ed al di fuori dei soliti circuiti tradizionali, scoprendo i luoghi attraverso gli occhi di chi li abita.

Holiders, una nuova opportunità per il turismo italiano
L’idea che propone Holiders ai viaggiatori è tanto originale quanto audace: sarà infatti il consulente locale di riferimento (l’Holider) a pianificare per intero il viaggio dell’utente.
Chiunque può diventare un consulente locale: chi ha già esperienza nel turismo – come ad esempio guide turistiche, host di case vacanze, travel influencer e travel blogger – o anche semplicemente chi conosce il suo territorio e vuole aggiungere un guadagno extra fornendo consigli di viaggio.
L’applicazione ha integrato tutto quello che un viaggiatore può desiderare: voli, treni, autonoleggio, bus, ma anche hotel, case vacanza, bed and breakfast, campeggi, oltre che esperienze, tour ed attività, musei e ticket, ristoranti, bar e tanto altro.
I consulenti locali possono proporre ai viaggiatori quindi qualsiasi tipo di soluzione e creare il viaggio perfetto!

Il pensiero del fondatore
“Negli ultimi anni, quando ancora non si sentiva parlare di Covid, il mercato del turismo italiano si è spostato verso viaggi self-made e low-cost. La nascita e la diffusione di nuove piattaforme che permettono di usufruire di esperienze locali, ha spinto sempre di più i viaggiatori a ricercare nei viaggi qualcosa di autentico che solo un locals può conoscere. Un viaggio “like a locals”, che però, nella maggior parte dei casi si limita alla durata dell’esperienza scelta, non accompagnando il viaggiatore durante tutto il suo percorso turistico. Grazie ad Holiders gli utenti potranno ricevere consigli su tutto ciò che riguarda il loro viaggio, dove mangiare, come spostarsi, dove alloggiare, cosa vedere, ma non solo, anche suggerimenti su dove ammirare tramonti mozzafiato oppure scattare una foto indimenticabile. Ad oggi, con lo sguardo rivolto al post pandemia, Holiders, grazie alla sua rete di consulenti locali, potrà fornire anche informazioni circa lo stato della pandemia e delle relative restrizioni dando indicazioni utili, puntuali e locali ai nostri viaggiatori”

La startup 100% made in sud cresce grazie a fondi europei.
Holiders nasce nel 2017, grazie all’idea di Giampiero Ammaturo, che ha unito le sue competenze professionali nel digital con la sua passione per i viaggi. La startup innovativa è stata sviluppata anche grazie al contributo del Mibac, che già nel 2019 ha finanziato il progetto considerandolo di interesse socio-culturale. Oggi è stata selezionata anche da Bravo Innovation Hub, l’acceleratore che ha premiato le 10 imprese più innovative nel turismo e nella Cultura nel Mezzogiorno.

Holiders in numeri
23 consulenti di viaggio locali 21 regioni presenti oltre 4000 visitatori unici oltre 200.000 tour ed esperienze uniche 27 milioni di strutture ricettive 220 compagnie aeree

Paola Dongu