The Boys In the Band

The_boys_in_the_band con Costa
The_boys_in_the_band con Costa

The Boys In the Band
TEATRO NUOVO di Milano, dal 14 al 16 febbraio

A distanza di cinquant’anni dalla nascita del Movimento LGBT (giugno 1969, New York, Greenwich Village) e dopo le sei anteprime tenutesi a giugno allo Spazio Teatro 89 di Milano, inizia a breve la sua avventura per i teatri italiani THE BOYS IN THE BAND, l’opera teatrale del commediografo americano MartCrowley, diventata manifesto del Movimento stesso.

Pietra miliare della storia del teatro – prima commedia a tematica gay per il grande pubblico –  questo testo viene per la prima volta proposto al pubblico italiano grazie alla traduzione e all’adattamento di Costantino della Gherardesca, che lo produce accanto a Giorgio Bozzo, il regista.

Costantino della Gherardesca descrive così THE BOYS IN THE BAND: “Un testo pieno di vita e molto divertente da tradurre; le battute hanno saputo resistere al passare del tempo. La trama è ricca di sorprese, aggancia l’attenzione dello spettatore e lo trascina come un fiume in piena verso un finale rivelatorio che lascia senza fiato. I ragazzi di Crowley sono personaggi in cerca di emancipazione e di liberazione sessuale, eroi che lottano con le proprie nevrosi prima ancora che con una società che non li tollera. Sono personaggi complessi, non sono semplici maschere. Per quantonon facciano nulla per farsi amare è difficile non provare una profonda empatia nei loro confronti”.

Nella nuova versione di Costantino e Giorgio Bozzo, si è mantenuta intatta quella girandola di stati d’animo che ha segnato la cifra – e il successo – dell’originale. Una commedia estremamente ironica e divertente come una sit-com, caratterizzata da un ritmo incessante di battute, feroci e spiazzanti, che a quasi due terzi diventa un vero e proprio poderoso pugno nello stomaco, con momenti poeticamente drammatici.

I Boys di Crowleyfrugano l’uno nella vita degli altri, alzano veli, dicono l’indicibile, con cinismo, con sarcasmo, ma non senza amore e, in fondo, con la speranza di portarsi in salvo, tutti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Enrico Brignano: nuove date spettacolo

ENRICO BRIGNANO
ENRICO BRIGNANO

Inarrestabile successo per “Un’ora sola vi vorrei”, lo spettacolo teatrale di ENRICO BRIGNANO: il nuovo one-man show, prodotto e distribuito daVivo Concerti, aggiunge una nuova replica al Teatro Verdi di Firenze, prevista per giovedì 16 aprile, e un nuovo appuntamento previsto per giovedì 23 aprile al Teatro Team di Bari.

CALENDARIO DATE AGGIORNATO:
Cesena @ Carisport
Ancona @ Palaprometeo
Genova @ Teatro Carlo Felice
Bolzano @ PalaResia
Roma @ Teatro Brancaccio
Pesaro @ Vitrifrigo
Montecatini @ Teatro Verdi
Bassano del Grappa @ Palabassano2
Bologna @ Europa Auditorium
Firenze @ Teatro Verdi – NUOVA DATA
Bari @ Teatro Team – NUOVA DATA
Torino @ Teatro Alfieri
Verona @ Arena di Verona
Sanremo @ Teatro Ariston
Milano @ Teatro degli Arcimboldi

Teatro Palladium: “La Scimmia”

La scimmia - credit Manuela Pellegrini
La scimmia – credit Manuela Pellegrini

“La Scimmia” di e con Giuliana Musso,
dal 14 al 16 febbraio
al Teatro Palladium
venerdì 14 e sabato 15 ore 20,30; domenica 16 ore 18

Un essere per metà scimmia e per metà uomo appare sul palcoscenico. È un vero fenomeno: un animale che parla, canta e balla. Un buffone, un mostro comico. Nato dalle ferite dell’anima di Franz Kafka nel racconto “Una Relazione per un’Accademia”, rivive oggi dopo oltre cent’anni nello spettacolo “La Scimmia” di e con Giuliana Musso, per la prima volta a Roma, dal 14 al 16 febbraio al Teatro Palladium.

Protagonista sul palco la “scimmia” interpretata da una magistrale Giuliana Musso, racconta la sua storia a un pubblico di illustri Accademici, si rivolge all’alta società del pensiero e della scienza. Unica sopravvissuta a una battuta di caccia, catturata, ingabbiata e torturata, non può fuggire e per sopravvivere alla violenza sceglie l’adattamento: imita gli umani che l’hanno catturata, impara ad agire e a ragionare come loro.

La scimmia dunque deve dimenticare la vita nella foresta, rinunciare a sé stessa, ignorare la chimica del proprio corpo e così imparare. Impara il nostro linguaggio, impara ad ignorare l’esperienza, a pensare senza sentire.

“La Scimmia” è il racconto di una strategia di sopravvivenza che prevede la perdita di sé stessi e del proprio sentire nel corpo. È la descrizione di un’iniziazione inevitabile alle solite vecchie regole del gioco del patriarcato, che impone la rinuncia all’intelligenza del corpo, al sapere dell’esperienza e dell’emozione. Si tratta di una rinuncia drammatica: senza quella voce interiore, integra e autentica, come si può esprimere l’intelligenza empatica così indispensabile alla sopravvivenza del vivente?

“La coscienza di Zeno”

Zeno - Corrado Tedeschi Laila Pozzo-1_low
Zeno – Corrado Tedeschi Laila Pozzo-1_low

Dal 14 febbraio al 1 marzo, in prima nazionale al Teatro San Babila di Milano, Corrado Tedeschi sarà Zeno, protagonista de “La coscienza di Zeno”, tratto dal grande classico di Italo Svevo. Ad accompagnarlo sulla scena Claudio Moneta, Roberta Petrozzi e Camilla Tedeschi e le musiche dal vivo si Gianluca Sambataro, per la regia di Marco Rampoldi.

Zeno Cosini, sotto la giuda dell’emblematico Dottor S., ripercorre analiticamente i momenti principali della sua esistenza. Ciò che nel romanzo è affidato alla scrittura di un diario, sul palcoscenico acquista l’evidenza di una rievocazione concreta, gli spettatori sono invitati ad assistere a una sorta di seduta psicoterapeutica aperta al pubblico.

Con le armi dell’ironia e del sarcasmo, Corrado/Zeno affonda le mani nella vita di ‘un uomo che inciampa continuamente nella vita’ per cercare di trovare l’origine della sua inettitudine e del suo costante senso di inadeguatezza, dal difficile rapporto col padre alle complesse relazioni con l’universo femminile, a causa delle quali Zeno si trova da una parte ad avere come moglie una donna per cui non prova nessuna attrazione, dall’altra a inseguire costantemente passioni chimeriche e fugaci, per parlare poi degli antagonisti che finiscono per diventare amici, fino all’ossessivo obiettivo del liberarsi dal vizio del fumo.

Dopo il grande successo de “L’uomo dal fiore in bocca”, debuttato al Teatro Franco Parenti oltre vent’anni fa ma in replica per oltre quindici anni, Corrado Tedeschi torna a Pirandello, ancora con la regia di Marco Rampoldi.

Dragpennyopra

foto_Dragpennyopera_valentinabianchi
foto_Dragpennyopera_valentinabianchi

È l’alba. Nel cortile di un carcere, un plotone di vedove attende l’esecuzione del bandito Macheath. Polly, Peachum, Jenny, Lucy, Tigra: donne che tradiscono, che lottano, donne che si usano a vicenda. Cuori neri dalla nascita o anneriti dalla vita, che pulsano vitali in uno scenario desolato. Saranno loro a dare vita a questa storia: una storia di amore, morte, sesso e soldi. Macheath è l’unico uomo, il bandito, l’eterno assente, e suscita in questi cuori neri sentimenti assoluti.

Lo spettacolo è ispirato a “The Beggar’s Opera” di John Gay, commedia musicale scritta nel 1728, in cui l’autore miscelava la musica colta e la canzone da osteria, adattando canzoni già note al pubblico.

Allo stesso modo le Nina’s Drag Queens attingono al repertorio della musica contemporanea e lo reinventano all’interno di un cabaret agrodolce, sotto il segno di un umorismo amaro e politicamente scorretto.

La frammentazione dello spazio scenico procede di pari passo con un testo esploso, mescolato a canzoni in playback, coreografie, continui cambi di punto di vista, continui dentro-fuori dall’azione scenica. Nel guardare a ‘The Beggar’s Opera’ non si può prescindere dalla versione di Brecht/Weil.

MTM Teatro Leonardo
Dal 20 e 23 febbraio 2020
PRODUZIONE NINA’S DRAG QUEENS