Leonardo Malaguti: “Dilettante”

Leonardo Malaguti
Leonardo Malaguti

Da venerdì 6 marzo sarà in rotazione radiofonica “DILETTANTE”, nuovo inedito di LEONARDO MALAGUTI, disponibile sulle piattaforme digitali e sui digital stores.
Con il suo nuovo singolo “Dilettante”, Leonardo Malaguti ci mette davanti a una condizione che accomuna tutti gli esseri umani, che come dilettanti apprendono da soli le lezioni che la vita impartisce ogni giorno. In cambio di questi insegnamenti c’è un tornaconto emotivo a cui nessuno può sottrarsi. La collaborazione con il trombettista Diego Ruvidotti ha contribuito ad arricchire l’arrangiamento del brano con sonorità jazz.

A proposito del singolo, Leonardo Malaguti racconta: «Ho scelto di uscire con “Dilettante” perché è particolarmente rappresentativo del mio percorso umano e artistico ed è in linea con i precedenti singoli caratterizzati da una melodia semplice ed accattivante, uniti a un testo che induce a riflettere».
Nel videoclip che accompagna il brano, diretto da Graziano D’Angelo, si passa da un’atmosfera musicale intima fatta di luci soffuse e sospensione temporale a uno scenario più reale ambientato nel backstage.

“Dilettante” è disponibile su Spotify al seguente link: https://spoti.fi/2wVMVSA

Stefania Tallini: “Nell’intramente”

STEFANIA TALLINI
STEFANIA TALLINI

Tai Chi e ispirazione musicale: Stefania Tallini protagonista del videoclip “Nell’intramente” tratto dal suo album “Uneven”

“Tra i migliori musicisti jazz internazionali” (Alceste Ayroldi, Jazzitalia)

“Appartiene di diritto alla nuova generazione del jazz italiano che varca i confini di altri generi inventando una “musica totale”, in sintonia con le orecchie globalizzate…”
(Claudio Sessa, Corriere della Sera)
“Una delle più nitide esponenti del jazz italiano” (Andrea Scaccia, Left)

Esce ufficialmente il videoclip dell’affascinante brano “Nell’intramente” della pianista e compositrice Stefania Tallini.

Tratto dal nuovo e decimo album “Uneven” prodotto da AlfaMusic, “Nell’intramente” narra di una visione onirica e di una corrispondenza tra il pianismo di Stefania Tallini e la pratica del Taij, che porta avanti con grande passione da diversi anni. Occupa un grande ruolo, dunque, nel nuovo disco che rappresenta per la Tallini una svolta energetica importante, raccontando una personalità istintiva ed emozionale in grado di firmare pagine di raffinata maestria compositiva. “Il Taiji, la lentezza dei gesti, l’essere dentro al movimento…così come immergermi nella profondità della musica e l’essere dentro al suono…”.

Un brano originale, il 7° nella tracklist del disco in cui Stefania Tallini ha voluto accanto a sé due grandi musicisti, per formare quello che ha poi scoperto essere “il trio dei suoi sogni”. Il batterista statunitense Gregory Hutchinson, definito da Jazz Magazine the drummer of his generation è difatti una delle figure più richieste nel panorama mondiale, che ha collaborato (e collabora) con nomi illustri come Dianne Reeves, Wynton Marsalis, John Scofield, Roy Hargrove, Diana Krall, Joshua Redman, Christian McBride e Maria Schneider. Tra i migliori contrabbassisti Europei, Matteo Bortone è un raffinato strumentista e compositore, vincitore del Top Jazz 2015, che vanta collaborazioni con Kurt Rosenwinkel, Ben Wendel, Tigran Hamasyan, Ralph Alessi e Roberto Gatto.

“L’imprevedibilità, la sorpresa di percorrere insieme nuove vie, l’esplorazione di diverse soluzioni possibili attraverso una libertà totale nel pensare la musica, il senso del gioco unitamente ad una fantasia viva, mi danno la misura di quanto questo sia il trio dei miei sogni, il cui profondo respiro artistico è ciò che libera la mia musica facendola volare in alto.”
Stella del jazz italiano, Stefania Tallini ha saputo esprimere il suo talento in diversi percorsi stilistici, dalla classica, al jazz, alla musica popolare brasiliana, anche attraverso importanti collaborazioni con grandi musicisti come Guinga, Bruno Tommaso, Enrico Pieranunzi, Andy Gravish, Gabriel Grossi, Javier Girotto, Gabriele Mirabassi, Corrado Giuffredi, Enrico Intra e la Civica Jazz Band.

Oltre ai progetti in “solo” e alla guida di ensemble su grandi palchi del panorama mondiale, Stefania Tallini ha portato le sue composizioni anche in ambito cinematografico e teatrale, dove ha collaborato con artisti del calibro di Mariangela Melato e Michele Placido.

RìdingTristocomico al Teatro Leonardo

Le ragazze raccontano_Riding Tristocomico
Le ragazze raccontano_Riding Tristocomico

Il RìdingTristocomico è uno spettacolo semplice di teatro comico missionario. La missione è accendere piccoli focolai di sommossa intellettuale, in grado di svegliare le menti più assopite dalla mondezza mediatica e di farlo a colpi di risate e schiaffetti culturali.

Il RìdingTristocomico vuol far la speranza anche agli italiani più scettici, quelli che pensano che la cultura in questo piccolo paese sia morta da tempo ma che nonostante tutto ne invocano la resurrezione. O almeno un ologramma.

Una selezione di racconti tratti dal blog umoristico e partigiano di madamepipì e dal libro ‘Fottuta Campagna (Fazi, 2016) adattatati per la scena, Arianna Porcelli Safonov trascina a forza chi ascolta, all’interno di quel mondo misterioso e rivoluzionario che è il ragionamento.

Sul palco in solitaria o con l’improvvisazione di pianoforte classico, campionamenti elettronici oppure orchestre jazz, Arianna miscela grammatica ricercata ad atmosfere quotidiane quanto paradossali denunciando i mali dell’epoca contemporanea.

Le letture acquisiscono gli abiti di eleganti pezzi di stand-up comedy ricreando mondi surreali ma anche
angoli putridi e crudi della società in cui ci hanno costretti a nascere senza chiedercelo prima.

Mrtedì 25 febbraio 2020
Teatro Leonardo
Via Andrea Maria Ampère, 1

Atelier Musicale: “Stravinsky in Jazz”

foto Andy Sugg (a sinistra) e Arun Luthra
foto Andy Sugg (a sinistra) e Arun Luthra

È un evento di primissimo piano il concerto dell’Atelier Musicale, la rassegna di jazz, classica e suoni contemporanei organizzata dall’associazione culturale Secondo Maggio, in programma sabato 25 gennaio alla Camera del Lavoro di Milano: sul palco dell’auditorium Di Vittorio si esibirà, infatti, il quintetto che fa capo a due grandi sassofonisti, l’australiano Andy Sugg e lo statunitense, di origine indiana, Arun Luthra (inizio live ore 17.30; ingresso 10 euro + 5 euro per la tessera associativa).

Affiancati da un’inusuale ritmica italiana composta da Antonio Zambrini (pianoforte), Caterina Crucitti (contrabbasso) e Tony Arco (batteria), Sugg e Luthra porteranno, nel programma della XXVI edizione dell’Atelier, un altro progetto legato alla trasversalità, allo sguardo del jazz verso il mondo della musica eurocolta.

In questo caso, l’ispirazione riguarda una delle opere più famose di tutta la storia musicale occidentale, la stravinskiana “Sagra della Primavera”, che nel jazz ispirò indirettamente anche “Rights of Swing”, il famoso album del sassofonista Phil Woods.

Jazz al Piccolo: “Orchestra senza confini”

EnricoIntra_fotoAttilioMarasco
EnricoIntra_fotoAttilioMarasco

PICCOLO TEATRO GRASSI
LUNEDI’ 20 GENNAIO, ORE 21

Ventiduesima edizione di Orchestra Senza Confini
organizzata dall’Associazione Culturale Musica Oggi
in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

OMAGGIO A COUNT BASIE

Con la CIVICA JAZZ BAND
solisti Emilio Soana e Marco Mariani (tromba), Andrea Andreoli (trombone),
Giulio Visibelli (sassofoni e flauto), Paolo Tomelleri (clarinetto),
Marco Vaggi (contrabbasso), Tony Arco (batteria)
e gli studenti dei Civici Corsi di Jazz della Civica Scuola di Musica C.Abbado di Milano

Direttori Enrico Intra e Luca Missiti

Programma:

Brani che percorrono l’intero cammino della big band basiana – Moten Swing, Tickle Toe, One O’Clock Jump, Jumpin’ At The Woodside, April in Paris, Lil’ Darlin, Shiny Stockings, Kid From Red Bank, Cute – scritti e arrangiati da Count Basie, Bennie Moten, Eddie Durham, Lester Young, Neal Hefti e Frank Foster

Introduzione al concerto a cura di Maurizio Franco

Direttore del’orchestra più longeva della storia del jazz, la cui attività è proseguita anche dopo la sua morte, oltre che pianista, compositore e arrangiatore, Count Basie è sinonimo di swing, di colori blues, di uso del riff come elemento costitutivo di brani spesso legati a una travolgente comunicativa e a un eccezionale dinamismo.

Partita da Kansas City per diventare una delle orchestre di punta dell’era dello swing, la compagine basiana ha mantenuto sempre lo spirito del piccolo gruppo e la potenza sonora della big band, anche se dagli anni Cinquanta gli arrangiamenti hanno progressivamente conquistato uno spazio maggiore rispetto al primo periodo di vita dell’orchestra.