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venerdì, Settembre 11, 2026

«Governare significa trasformare i numeri in scelte concrete»

Vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Novate, Giacomo Campagna racconta i risultati raggiunti, le difficoltà affrontate e le scelte che segneranno la seconda parte del mandato. Una conversazione che parte dai conti pubblici e arriva al nodo politico della responsabilità di governo.

Dopo due anni di mandato, qual è il bilancio della sua esperienza in Giunta?

È un bilancio positivo, ma non autocelebrativo. Quel che sta distinguendo il lavoro di questa
maggioranza sono il realismo e la concretezza. Abbiamo reso più solidi i conti, protetto i servizi essenziali e rafforzato la struttura comunale. Soprattutto, abbiamo cercato di trasformare il bilancio da adempimento tecnico a strumento politico: ogni scelta finanziaria deve rendere visibili le priorità dell’Amministrazione e produrre risposte concrete per i cittadini. La direzione è quella giusta; ora dobbiamo aumentare la velocità, la capillarità e la riconoscibilità degli interventi.

Qual è stato il passaggio più difficile sul piano finanziario?

Mantenere l’equilibrio di bilancio in una fase segnata dall’aumento dei costi energetici e delle materie prime, senza ridurre le prestazioni essenziali. Abbiamo continuato a destinare risorse al welfare, alla scuola e alle fragilità, rafforzando nello stesso tempo il recupero dell’evasione fiscale locale. L’equità comincia da qui: se tutti contribuiscono, il Comune può distribuire meglio il carico e garantire servizi più efficaci. Abbiamo inoltre cercato fondi regionali, europei e legati al PNRR per sostenere investimenti e manutenzioni senza costruire un indebitamento insostenibile.

Avete investito anche sulla macchina comunale. Perché considera questo punto così importante?

Perché nessuna politica pubblica è credibile se l’ente non dispone delle persone necessarie per attuarla. Abbiamo ereditato una condizione di sottorganico che costringeva molti uffici a lavorare in emergenza permanente. Portare l’organico da una consistenza vicina alle ottanta unità ai circa cento dipendenti di oggi significa dare continuità ai servizi, ridurre progressivamente i tempi di risposta e restituire agli uffici la possibilità di programmare. Non è un costo accessorio: è un investimento nella capacità del Comune di funzionare.

Sul welfare, quali scelte segnano maggiormente il cambio di impostazione?

Con l’assestamento generale del luglio 2026, per la prima volta dopo molti anni il pareggio di bilancio è stato ottenuto quasi senza ricorso all’utilizzo dell’avanzo per la spesa corrente. Allo stesso tempo abbiamo introdotto il Fondo Nuovi Nati e aumentato le risorse per l’inclusione scolastica degli alunni con disabilità o in condizione di fragilità. Le due misure rispondono alla stessa idea: il welfare deve anticipare i bisogni e accompagnare le famiglie, invece di attivarsi soltanto quando una difficoltà è già diventata
emergenza. La spesa sociale è un investimento nella qualità della vita e nella coesione della comunità.

La manutenzione resta però uno dei temi sui quali i cittadini chiedono risultati più visibili.

È una richiesta fondata. Per troppo tempo la cura di strade, marciapiedi e verde è dipesa da interventi episodici o da risorse disponibili solo a consuntivo. Stiamo portando queste voci nella programmazione ordinaria e pluriennale, con l’obiettivo di arrivare entro la fine del mandato a uno stanziamento strutturale di circa 300 mila euro senza ricorrere agli oneri di urbanizzazione. BLa manutenzione non è un extra da fare con quel che avanza: è il modo più immediato con cui un’Amministrazione dimostra attenzione alla vita quotidiana.

 Come eviterete che le risorse si concentrino soltanto nel centro della città?

La priorità deve andare ai quartieri periferici e alle zone di confine, dove il deficit di cura è più evidente. Questo significa intervenire sui manti stradali, sui marciapiedi e sul verde, ma anche rendere più capillare il lavoro previsto dal PEBA per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Il progetto di via Baranzate deve inserirsi in una strategia più ampia e leggibile, capace di estendere progressivamente l’accessibilità a tutto il territorio.

Lei insiste molto sulla capacità di attrarre finanziamenti esterni. Che cosa è cambiato?

È cambiato l’atteggiamento. Un Comune non può limitarsi ad aspettare i trasferimenti ordinari: deve presidiare i tavoli istituzionali, costruire relazioni e sostenere con continuità le esigenze del territorio. Le risorse intercettate attraverso il confronto con Regione e istituzioni sovracomunali permettono di realizzare interventi utili e di alleggerire la pressione sulle casse comunali. Anche questa capacità fa parte della buona  amministrazione.

La situazione politica è cambiata con l’uscita di NovateSì dalla maggioranza. Perché ha deciso di restare in Giunta?

È stato un passaggio doloroso. Ho guidato quella lista come candidato sindaco e ho ritenuto coerente onorare l’apparentamento sottoscritto al ballottaggio. Ho scelto di continuare il mio lavoro nell’esecutivo e con la maggioranza perché considero più utile assumermi la responsabilità di governo e incidere direttamente sulle decisioni. Il Fondo Nuovi Nati e l’incremento delle risorse per l’inclusione scolastica mostrano che i valori civici di solidarietà e attenzione alle persone diventano atti concreti quando si accetta anche la responsabilità di decidere.

C’è chi potrebbe leggere questa scelta come attaccamento al ruolo.

Le scelte politiche si giudicano dai risultati e dalla coerenza degli atti, non dalle intenzioni attribuite agli altri. Restare in Giunta significa esporsi ogni giorno alla verifica delle decisioni assunte, dei bilanci approvati e dei servizi garantiti. Una posizione esterna può offrire maggiore libertà di critica; governare obbliga a scegliere, trovare le risorse e rispondere pubblicamente degli esiti. È su questo terreno che chiedo di essere valutato.

Come giudica il comportamento delle opposizioni?

Non in modo schematico. In alcuni momenti il confronto è stato segnato dalla ricerca di visibilità e dalla tendenza a rappresentare ogni difficoltà della macchina comunale come immobilismo o crisi politica. Questa dinamica fa parte della dialettica democratica, ma diventa sterile quando prevale sul merito. Ci sono stati, purtroppo, anche atteggiamenti volti a bloccare pregiudizialmnte le progettualità nella logica del “tanto peggio, tanto meglio”, anziché tenere al centro gli interessi della cittadinanza. Così come ci sono stati diversi casi nei quali l’opposizione ha offerto un contributo utile. La convergenza raggiunta nel luglio 2026 sul tema delle infrastrutture ferroviarie e dei loro impatti dimostra che possiamo collaborare quando l’interesse della comunità viene prima del posizionamento. Distinguo sempre la critica costruttiva dal pregiudizio: la prima ci aiuta a fare meglio; il secondo alimenta soltanto la tattica elettorale.

I nuovi equilibri consiliari renderanno più difficile governare?

Renderanno necessario un metodo ancora più rigoroso. Il Bilancio di previsione 2027 dovrà tutelare la spesa corrente essenziale e motivare con precisione ogni intervento. Scuola, welfare, manutenzioni e completamento dei cantieri finanziati dal PNRR resteranno centrali. Sui dossier più complessi — Piano di governo del territorio, rigenerazione delle aree dismesse e mobilità sostenibile — serviranno ascolto preventivo e convergenze costruite nel merito. Il confronto può richiedere più tempo, ma può anche produrre decisioni più solide e durature.

Quale ruolo può svolgere oggi la componente civica presente in Giunta?

Un ruolo di mediazione e di garanzia. Deve mantenere l’azione amministrativa aderente ai problemi reali della città, evitando che prevalgano logiche esclusivamente partitiche e tenendo ferma l’attenzione sull’equità sociale, sulla cura dei quartieri e sul sostegno alle famiglie. Una maggioranza non si rafforza chiudendosi: si rafforza dimostrando la qualità delle proprie proposte e la capacità di renderne conto.

Che cosa chiedono oggi i cittadini di Novate?

Chiedono una maggiore cura dello spazio pubblico, interventi più rapidi su strade, marciapiedi e verde, un abbattimento più diffuso delle barriere architettoniche, servizi scolastici e familiari accessibili e attenzione alla salute ambientale. Riconoscono il rafforzamento della macchina comunale, le nuove misure per le famiglie e le iniziative realizzate con il commercio locale; nello stesso tempo ci chiedono di accelerare sulla manutenzione e di spiegare meglio come le grandi cifre del bilancio si traducano nella
loro strada e nel loro quartiere.

Qual è, allora, l’impegno per la seconda parte del mandato?

Trasformare la solidità costruita in risultati quotidiani ancora più visibili. Dobbiamo rendere il bilancio più leggibile, rafforzare l’ascolto e collegare in modo chiaro risorse, decisioni e risultati. I cittadini non giudicano la Giunta per i suoi equilibri interni, ma per la qualità dei servizi e per i cambiamenti che incontrano ogni giorno. Il nostro impegno è governare con rigore, ascoltare senza sottrarci al confronto e fare in modo che ogni scelta di bilancio produca un beneficio concreto per Novate.

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Davide Falco

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