Stefano Chiesa (classe 1990) è un giovane scrittore, filosofo e pianista.
Ha cominciato ad aprirsi a una dimensione multiculturale quando, tra il 2013 e il 2014, ha trascorso un anno in Erasmus, presso l’Université de Paris 1/Panthéon-Sorbonne.
Nel corso della sua carriera letteraria, iniziata a 21 anni (2011) con la redazione di una Tesi in Francese, sull’Esistenzialismo di Jean-Paul Sartre, si è impegnato costantemente in ricerche: filosofia, lingua francese e pianoforte. Ha pubblicato mediamente un libro/anno, tra Narrativa, Poesia, Saggistica e, dal 2020, ha vinto oltre 60 Premi Letterari, nazionali e internazionali.
2 sue Opere (una raccolta di poesie e un romanzo) sono in fase di traduzione, in Inglese (Writers International Edition) e Francese (Edizioni Helicon).
Ha anche tenuto 3 conferenze presso la “Casa della Cultura” di Milano.
Tra il 2024 e oggi, ha ricevuto riconoscimenti di eccellenza (1° Posto per la Poesia al Panorama International Youth Literature Festival 2025, 2° Posto per la Narrativa al Premio Città del Galateo 2024, Libro Eccellenza Saggistica per la Saggistica al Cygnus Aureus 2024).
Dopo tale periodo di intense attività, ecco arrivare, a gran sorpresa, un Dottorato Honoris Causa in Humanidades & Todas las Artes (fine 2025/inizio 2026).
Il titolo è stato rilasciato dalla CIESART (Cámara Internacional de Escritores y Artistas), una ONG, senza scopi di lucro, avente sedi in Spagna e Perù. Conta al suo attivo membri, in oltre 100 Paesi, di cui promuove scrittori e artisti.
Questo non è un Dottorato rilasciato da università e pertanto, si caratterizza in massima parte come onorificenza che premia i meriti e la rilevanza di una carriera dedicata ad Arti e Cultura. Un’università richiederebbe almeno 3 anni, per il titolo di Dottorato/PhD, diverso dall’“Honoris Causa”, che è privo di valore, in senso accademico, ma depositario di una valenza “simbolica”.
A soli 36 anni: un premio di -seppur breve- carriera, ritenuta eccezionale, per i contributi dati alle Scienze Umane. Un percorso di 15 anni (2011-ad oggi), da cui deriva il prestigio, associato ad un’istituzione internazionale, volta a preservare concordia sociale e diplomazia culturale.
Un simile riconoscimento dovrebbe stimolare ulteriormente una “traiettoria” verso cui indirizzare scopi sani, in quanto messaggeri di Pace.
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