È in libreria il nuovo romanzo di Leonardo Conti: un affresco toccante di un’umanità che ricerca se stessa.
Sinossi
Un esordio sorprendente quello di Conti, che al suo primo romanzo ci accompagna in un viaggio fisico e spirituale al tempo stesso, intrecciando storie personali a destini comuni. I
l lettore è fortemente coinvolto nella ricerca di senso intrapresa dal protagonista: se la strage di Bologna del 2 agosto 1980 ha infatti aperto uno squarcio immenso nella storia italiana, allora non resta che ricostruire quanto è stato spezzato, riannodando quel filo umano che, origine di intrecci sorprendenti, conduce il protagonista – e noi con lui – a riconsiderare se stesso come uomo, padre e scrittore.

“Si muore e basta” mi dico. In mezzo alle cose. Perlopiù senza preavviso. Senza finire quello che si stava facendo.
La fine è un evento intempestivo. Solo i protagonisti dei libri e dei film compiono le proprie storie. Poi fuori si continua a morire, intorno ai libri e ai film.
Anche gli autori muoiono, lasciando talvolta opere incompiute. Ma l’incompiutezza di un’opera non è una morte, piuttosto è un’indeterminatezza, una possibilità aperta sul presente.
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