Come funzionano gli impianti di rivelazione fumi ? Un impianto antincendio funzionale, avrebbe evitato la tragedia avvenuta nella Casa di Riposo dei Coniugi a Milano? Lo spiega XFIRE, gli esperti di sicurezza antincendio.
I sistemi fissi automatici di rivelazione di incendio hanno la funzione di rivelare automaticamente un principio di incendio e segnalarlo nel minor tempo possibile. In questo caso, il segnale di allarme incendio è trasmesso e visualizzato in corrispondenza di una centrale di controllo e segnalazione ed eventualmente trasmesso ad una centrale di ricezione allarmi ed intervento. Un segnale di allarme acustico e/o luminoso è utile anche nell’ambiente interessato all’incendio, ed eventualmente in quelli circostanti, per un esodo tempestivo fin dallo stato iniziale di incendio.
Gli impianti antincendio con rivelatore di fumi rappresentano una delle migliori tecniche disponibili per avere una diagnosi precoce dell’incendio. La norma Europea EN 54 redatta dal CEN Comitato Europeo di Normalizzazione, definisce i rivelatori di fumo come quei rivelatori che reagiscono alle particelle volatili e agli aero-sol prodotti dalla combustione.
CHE TIPI DI RIVELATORI DI FUMO SONO DISPONIBILI SUL MERCATO?
Esistono tre tipi principali di impianti di rivelazione fumi: a ionizzazione, termo-ottici e fotoelettrici.
Rivelatori di fumo a ionizzazione: questi dispositivi ionizzano l’aria all’interno di una camera chiusa. Quando il fumo entra nella camera, le particelle di fumo interrompono il flusso di ioni, causando un cambiamento nel campo elettrico. Questo cambiamento viene rilevato dal dispositivo, che invia un segnale di allarme. I rivelatori di fumo a ionizzazione sono generalmente più economici rispetto agli altri tipi, ma possono essere meno sensibili ai tipi di fumo più densi e possono essere più suscettibili alle interferenze elettromagnetiche.
Rivelatori di fumo termo-ottici: questi dispositivi utilizzano una sorgente di luce infrarossa per rilevare la presenza di fumo. Quando il fumo entra nella stanza in cui è posizionato il dispositivo, le particelle di fumo assorbono la luce infrarossa, causando una variazione della temperatura all’interno della camera. Questa variazione viene rilevata dal dispositivo, che invia un segnale di allarme. Questi rivelatori sono molto sensibili e affidabili, più costosi rispetto ai rivelatori a ionizzazione.
Rivelatori di fumo fotoelettrici: sono dispositivi che utilizzano una sorgente di luce visibile e una fotocellula per rilevare la presenza di fumo. Quando il fumo entra nella camera del dispositivo, le particelle di fumo interrompono il flusso di luce, causando una variazione nella quantità di luce rilevata dalla fotocellula, che invia un segnale di allarme. Anche questi sono molto affidabili.
Due delle vittime sono decedute a causa delle fiamme, ma le altre quattro a causa dei fumi: se l’impianto di rivelazione fumi fosse stato correttamente funzionante queste morti si sarebbero evitate.
Dopo una segnalazione di una persona di servizio, l’intervento dei Vigili del Fuoco è stato tempestivo, ma le esalazioni hanno ucciso quattro persone e più di ottanta sono in condizioni di intossicazione da fumo. Un bilancio gravissimo che si sarebbe potuto evitare con una semplice manutenzione dell’impianto antincendio con rivelatore fumi che era installato. Questa è davvero una situazione paradossale, ma i tecnici XFIRE si trovano spesso a verificare impianti antincendio a Milano, installati con tutti i requisiti di sicurezza, ma poi non controllati periodicamente.
Come avviene la manutenzione di un impianto di rivelazione fumi?
Per essere certi che il rivelatore funzioni in modo corretto occorre simulare un incendio. I tecnici XFIRE che si occupano della manutenzione di impianti antincendio di rivelazione fumi, ne accertano il funzionamento attraverso appositi kit costituiti da: aerosol, diffusore di aerosol e pali telescopici per diffusori. Creano così il fumo (aerosol) che viene convogliato in un diffusore a imbuto: il diffusore deve essere posizionato sopra il rilevatore in modo da garantire una buona tenuta intorno alla camera di test. Per consentire di testare i rivelatori installati ad altezze non raggiungibili dal piano di calpestio, possono essere utilizzati i pali telescopici appositamente costruiti.
Quando è necessario fare la manutenzione di un impianto di rivelazione fumi?
Lo scorso 5 Settembre 2019 è stata pubblicata la nuova versione della Norma UNI 11224, che regola la manutenzione e il controllo dei sistemi per la rivelazione fumi.
Le principali novità introdotte con la revisione della Norma sono legate soprattutto alla periodicità e alla definizione del processo manutentivo, che viene maggiormente “strutturato” in riferimento all’anzianità dei sistemi e in conformità con l’allineamento della normativa a livello europeo. La Verifica Generale del Sistema diventa obbligatoria dopo i 12 anni di vita dell’impianto ma XFIRE effettua controlli annuali che, come nel caso dell’RSA di Milano, avrebbero scongiurato un disastro di così ampia portata.
Altri articoli di attualità Dietro la Notizia



