-0.8 C
Milano
martedì, Gennaio 6, 2026

Pubblicità sui mezzi delle associazioni. I rischi legali

L’Associazione Protetti Insieme – Associazione Diritti, con sede a Bologna e operativa su tutto il territorio nazionale, ha avviato un’attività di informazione e tutela rivolta alle associazioni e agli enti del Terzo Settore che utilizzano veicoli concessi in comodato gratuito e ricoperti da messaggi pubblicitari per lo svolgimento di servizi di trasporto a favore di persone con disabilità e cittadini in condizioni di fragilità.

Una prassi diffusa prevede infatti che tali mezzi vengano forniti da società commerciali che finanziano l’operazione attraverso la raccolta di pubblicità da parte di aziende terze. Tuttavia, secondo l’Associazione e una circolare del Ministero dell’Interno questa modalità operativa risulta in contrasto con il Codice della Strada, che consente esclusivamente ad autobus, taxi e noleggi con conducente l’apposizione di messaggi pubblicitari sui veicoli, oltre alla possibilità per imprese e associazioni di pubblicizzare unicamente la propria attività.

Le associazioni che utilizzano veicoli “sponsorizzati”, e secondo una stima dell’associazione sarebbero almeno un’ottantina solo in Lombardia, in circolazione in varie province tra cui spiccano le recenti consegne nelle aree di Abbiategrasso, Castiglione delle Stiviere, Castelgoffredo, Grassobbio, Erba, Flero, Lecco, Legnano, Melegnano, Milano, Pavia, Segrate, Sesto Calende, Tirano, Valtellina, Viadana, e Voghera, rischiano quindi di incorrere, spesso inconsapevolmente, in violazioni dell’articolo 23 del d.lgs. 285/1992 e dell’articolo 57 del d.P.R. 495/1992, configurando un’attività illecita di diffusione di messaggi pubblicitari a titolo oneroso. Le conseguenze possono essere rilevanti: sanzioni amministrative, fermo dei mezzi e interruzione dei servizi, con numerosi veicoli già oggi inutilizzati o bloccati nei garage, danneggiando le associazioni che assistono persone fragili e con disabilità.

A ciò si aggiungono ulteriori profili critici:

  • i contratti di comodato prevedono spesso che la responsabilità delle violazioni ricada esclusivamente sulle associazioni utilizzatrici;
  • l’imposta comunale sulla pubblicità risulta in molti casi non versata, generando debiti occulti non contabilizzati, per i quali rispondono in solido associazioni e aziende inserzioniste;
  • i contratti di comodato potrebbero essere giuridicamente nulli, in quanto fondati su un’attività contraria a norme imperative, con il rischio di ritiro dei veicoli senza possibilità di appello;
  • l’utilizzo di beni concessi gratuitamente per finalità solidaristiche al fine di veicolare pubblicità a titolo oneroso può configurare un impiego distorto di agevolazioni pubbliche, incidendo sulla correttezza dell’attività degli enti del Terzo Settore.

Secondo “Protetti Insieme” il fenomeno nasconderebbe anche significative distorsioni economiche. Le società che forniscono i mezzi raccoglierebbero infatti, per ciascun veicolo, oltre 100 mila euro di pubblicità in due anni, ritirando poi, nella maggior parte dei casi, il mezzo e avviando nuove campagne analoghe. Un modello milionario che, secondo l’Associazione, potrebbe essere sostituito da soluzioni alternative, meno onerose e più trasparenti, in grado di consentire alle associazioni di diventare sempre proprietarie dei veicoli, nel rispetto della legge e con una spesa sensibilmente inferiore.

Il caso solleverebbe inoltre profili di concorrenza sleale e distorsione del mercato, poiché la raccolta pubblicitaria avverrebbe nell’ambito di un’attività non conforme alla normativa, a danno delle imprese e delle concessionarie che operano nel rispetto delle regole. Per questo motivo l’esposto è stato trasmesso anche all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercatooltre che alle Prefetture e alle sezioni locali della Guardia di Finanza.

Tra le possibili soluzioni, l’Associazione segnala che le aziende inserzioniste possono chiedere la restituzione degli acconti versati per le attività non ancora effettuate, contestando la nullità dei contratti pubblicitari ai sensi dell’articolo 1418 del Codice civile. Le somme recuperate potrebbero essere destinate, come erogazioni liberali con benefici fiscali, direttamente alle associazioni beneficiarie, per l’acquisto dei mezzi.

L’attività di informazione promossa da “Protetti Insieme – Associazione Diritti” è supportata da pareri legali del professor Vittorio Angiolini, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Milano, e dell’avvocato Gianluca Luongo, penalista del Foro di Roma. A rafforzare il quadro normativo, viene richiamata anche una circolare del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza, che già dal 2020 chiarisce l’illegittimità della pubblicità su veicoli concessi in comodato a Onlus e associazioni.

L’Associazione invita infine enti, aziende e cittadini a segnalare casi analoghi di sponsorizzazione di mezzi destinati anche a finalità sociali.

Altri articoli di attualità su Dietro la Notizia 

Davide_Falco
Davide Falco

Articoli

- Advertisement -spot_img

Ultimi Articoli