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sabato, Agosto 1, 2026

Festival dei Mezaràt, Mario Pirovano porta in scena Dario Fo

Festival dei Mezaràt, Mario Pirovano porta in scena Dario Fo

Il Festival dei Mezaràt, alla sua seconda edizione, è un omaggio a Dario Fo e Franca Rame, due figure emblematiche del teatro italiano, profondamente legate al territorio del Lago Maggiore, in particolare, di Luino e Sangiano. Il titolo del festival richiama  il “Paese dei Mezaràt”, come Fo stesso chiamava Porto Valtravaglia, sottolineando l’importanza delle radici culturali e locali nell’opera dell’autore.

Johan Padan a la descoverta delle Americhe – spiega Pirovano – rappresenta “l’altra storia” della scoperta del Nuovo Mondo: non quella dei conquistatori, ma quella dei marinai, degli ultimi della ciurma, dei ‘nullagonisti’ che, provenienti da ogni angolo d’Europa, si ritrovarono a diventare parte del popolo dei conquistati. Dario Fo scrisse questo racconto nel 1992, a cinquecento anni dall’impresa di Colombo, ispirandosi a cronache dirette e poco note — da Guerrero a Nunez Cabeza de Vaca, da Altavilla a Hans Staden — offrendo una prospettiva nuova, irriverente e potentemente umana”.

Un testo nato con la consueta irriverenza di Fo, che proprio nel 1991 si rese protagonista – involontario – di una clamorosa gaffe in Spagna: “episodio – sottolinea Pirovano – dove io fui diretto testimone. Durante una conferenza stampa a Siviglia, per la presentazione di Mistero Buffo, Il responsabile Culturale del Festival, gli propose di tornare l’anno dopo con ‘Isabella, tre caravelle e un cacciaballe’. Ignorando il contenuto della commedia; Una satira tagliente proprio contro la regina Isabella, la quale veniva celebrata in quei giorni, da una campagna per la sua beatificazione. Dopo aver accennato alla trama, e notato il gelo calato in sala, Fo con prontezza virò su una storia più “neutra”, ambientata proprio a Siviglia, e tutti tirarono un sospiro di sollievo”.

“Portare in scena i testi di Fo e Rame proprio in uno dei posti che ha visto crescere Dario – conclude Pirovano – è anche una sfida ed al tempo stesso, un’esperienza gratificante. La loro satira pungente e la loro capacità di rappresentare la realtà con ironia e sarcasmo sono strumenti potenti per coinvolgere il pubblico e stimolarne la riflessione.”

Protagonista dello spettacolo è Johan Padan, un montanaro costretto a imbarcarsi per sfuggire all’Inquisizione veneta. Dopo essere approdato in Florida, Johan viene catturato dagli Indios, ma con astuzia e cuore si salva, diventa sciamano, “figlio del sole e della luna”, e insegna le storie dei Vangeli per proteggere i nativi dalla violenza dei conquistadores.

La narrazione di Pirovano si sviluppa come un film in rapido montaggio: tra uragani, battaglie, naufragi di maiali, cavalli “domati alla bergamasca”, la scoperta dell’amaca, e un’esplosione di suoni, colori, e personaggi che prendono vita sul palco attraverso la sola forza della parola.

Ma non è una storia di perdenti: è il canto epico di un popolo che resiste, di culture che si incontrano e si reinventano, raccontato con ironia e leggerezza, senza mai perdere di vista la forza e la verità della Storia.

Il Festival è ideato e curato da Serena Nardi e vede anche il coinvolgimento dei Comuni di Sangiano, Luino, Leggiuno e della Provincia di Varese.

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