A lungo l’antropologia è stata impegnata in operazioni di “salvataggio” allo scopo di raccogliere e preservare le testimonianze di culture che sembravano condannate alla sparizione, prestando poca attenzione al futuro. Da tempo però lo sguardo si è spostato sulla contemporaneità, compresa non solo a partire dalle diverse eredità culturali che perdurano nel presente, ma anche dal profilarsi di un futuro fatto di speranze, progetti, tendenze, cambiamenti improvvisi, mondi immaginati e catastrofi annunciate. Di più: non si tratta solo di spiegarsi il presente guardando avanti, ma di costruire insieme un futuro desiderabile, un futuro possibile perché socialmente ed ecologicamente sostenibile.
Le iniziative di Anthroday 2025, il cui focus è incentrato sul tema “Futuri, emergenti negati alternativi”, porteranno l’antropologia nei quartieri della città, nelle scuole, nei luoghi del lavoro e del tempo libero. Anche Casa degli Artisti ha aderito organizzando incontri con studiosi e gli artisti della residenza AAA Atelier Aperti per Artista che dialogheranno, in quattro appuntamenti, di circuiti che hackerano gli stilemi bio-capitalistici riabilitando la creazione di utopie e immaginari di singolarità collettiva.
«La dimensione laboratoriale – afferma Ivan Bargna, docente dell’Università di Milano-Bicocca e direttore e coordinatore di Anthroday, – è quella che ci è più congeniale, quindi, da un certo punto di vista, è quella che tiene insieme antropologi e artisti che hanno da sempre, ma soprattutto negli ultimi anni, tanti motivi per incontrarsi e collaborare insieme. Per tanti motivi, perché molto spesso dove gli uni e gli altri lavorano sulla marginalità, lo fanno in una maniera molto concreta e, direi, sensoriale e riflessiva nel contempo, e quindi non è solo uno scambio di esperienze ma uno scambio di pratiche, di modi di fare. Spesso quando si parla di futuro ci si rivolge agli artisti, come se fossero in qualche modo degli indovini o dei profeti e potessero anticipare quello che accadrà. Forse invece quando si tratta degli antropologi, li si cerca quando si tratta di ricostruire un passato che non c’è più a partire dalle sue sopravvivenze»
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