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venerdì, Aprile 24, 2026

Verdi non è di Parma è il titolo del libro di Marco Corradi

Verdi non è di Parma è il titolo del libro di Marco Corradi

L’autore piacentino, di professione avvocato e appassionato di storia, in particolare della storia della sua provincia, attraverso le pagine di questo libro ha voluto dimostrare la “piacentinità” di Giuseppe Verdi, ampliando l’analisi realizzata dalla studiosa statunitense Mary Jane Phillips-Matz.

Nonostante fosse nato in provincia di Parma, Giuseppe Verdi scelse infatti di tornare a vivere a Sant’Agata, in terra piacentina, terra d’origine della sua famiglia. Alla domanda su com’è nata l’idea di scrivere questo libro, Marco Corradi tiene a sottolineare innanzitutto il profondo legame tra Piacenza e l’opera lirica: «l’opera mi è sempre piaciuta perché a Piacenza è molto popolare.

È affascinante vedere come sia una passione trasversale: dalle classi più abbienti alle più umili. Mi è capitato parecchie volte di interloquire con persone che, pur non avendo fatto studi superiori, si esprimono con frasi forbite, frasi fatte prese dalle opere liriche.»

Ma perché proprio Verdi?

«Verdi è un personaggio affascinante. Quello che mi ha colpito di lui è che a un certo punto della sua vita, proprio negli anni più bui, quando sembrava tutto perso e con il destino contro: gli erano mancati la sorella, la figlia, il figlio e la moglie, poi il grande fiasco dell’opera Un giorno di regno alla Scala e il posto da organista negatogli 
a Busseto, lui era stato capace di reagire. Reagì componendo niente meno che il Nabucco. Mi dà quindi l’idea di un eroe, di un titano che si è battuto contro il destino e ha vinto la sua battaglia quando tutto sembrava perduto»

Spiega l’autore e prosegue

«Questo mi ha sempre commosso per cui, attirato dal personaggio, ho approfondito gli studi sulla sua vita e il fatto che avesse vissuto più di cinquant’anni in provincia di Piacenza e che tutta la sua famiglia fosse originaria di Sant’Agata mi ha unito maggiormente a lui spingendomi a
studiarlo ancora più profondamente e a sviscerare il suo carattere decisamente piacentino.» E conclude: «Quindi ho scritto questo libro sia per ristabilire una verità sia come omaggio al territorio e alla sua gente.»

di Elena Gaggini

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