Doveva arrivare Pep Guardiola in panchina affinché il Manchester City vincesse per la prima volta nella sua storia la Champions League. E d’altronde non poteva che essere lui l’artefice di un così grande risultato. Uno dei migliori allenatori degli ultimi quindici anni che ha vinto nella sua carriera da tecnico praticamente tutto ovunque è andato tra competizioni nazionali in Spagna, Germania e Inghilterra e, tra le coppe internazionali, tre Champions League, una proprio con il City nell’ultima edizione della competizione battendo in finale l’Inter di Simone Inzaghi grazie al gol di Rodri. Una vittoria conquistata grazie alla forza della rosa, certamente, ma in fondo di squadra perché al di là dei nomi ci deve essere la capacità di un tecnico di saper mettere insieme le “figurine” e farle integrare al meglio, gestendo le diverse personalità per poi metterle a disposizione dell’intero gruppo. E Pep Guardiola è stato magistrale in questo, non solo per conoscenze tattiche e per capacità di lettura delle partite ma anche nella gestione dello spogliatoio.
Come gioca il Manchester City
Il City ha una delle rose più forti del mondo, questo è indubbio. Ed è proprio per questo motivo che i Citizens sono considerati da tutti gli esperti così come grandi favoriti per il trionfo finale. Anche le scommesse sulla Premier League premiano la squadra di Guardiola, considerata favorita davanti ad Arsenal e Liverpool. Una considerazione da parte degli analisti che deriva anche dalla filosofia tattica adottata dall’allenatore spagnolo che può contare innanzitutto sulla forza, la classe e la potenza di un giocatore eccezionale come Erling Haaland. E Guardiola è stato bravo a trovare una via di mezzo tra il suo stile di gioco classico del lungo possesso e la presenza del “falso nueve” con quella della punta di riferimento classica. Con Haaland in campo non si può sacrificare la sua capacità di ariete in area ed ecco perché Guardiola sfrutta al massimo l’alternanza delle giocate, dal gioco in fascia alle verticalizzazioni fino al coinvolgimento di tutti i giocatori nella fase offensiva. Così ad esempio c’è Rodri che offre un aiuto incredibile quando si tratta di difendere, abbassandosi fino alla linea dei difensori ma ripartendo subito in attacco e offrendo manforte per un’azione di spinta sulla fascia.
Così come De Bruyne, classico trequartista di qualità che si è messo a disposizione delle tattiche di Pep, offrendo la sua corsa e il suo fisico per controllare il play avversario senza dargli fiato. Lo stesso vale per giocatori di classe e gamba come Foden e Grealish che arretrano sulla linea mediana per offrire copertura ma, in caso di ribaltamento di fronte, non lesinano energie per cercare subito l’alleggerimento offensivo. E naturalmente in attacco c’è Haaland che si pone in costante pressione offensiva e in fase di possesso fa un movimento di smarcamento preventivo. Nonostante la sua stazza, il norvegese difende certo il pallone ma si pone a servizio dei compagni con corsa e fisico, ricevendo palla dalle fasce grazie alla qualità di Grealish e Bernardo Silva.
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