Venerdì scorso il Senato argentino ha approvato all’unanimità la cosiddetta “Legge Lucio”, approvata in seguito al caso di Lucio Dupuy, un bambino di cinque anni picchiato a morte nella provincia di La Pampa.
La madre e la sua compagna sono state condannate per omicidio, all’ergastolo.
La legge, già approvata dalla Camera dei Deputati, mira a prevenire gli abusi sui minori attraverso la creazione di un “Piano federale di formazione sui diritti dei bambini e degli adolescenti”.
In questo modo, si cerca di migliorare i processi statali per l’individuazione dei casi di violenza sui minori.
In cosa consiste la “Legge Lucio”?
La nuova legislazione stabilisce una formazione obbligatoria sui diritti dei minori e sulla violenza contro i bambini e gli adolescenti per tutti coloro che esercitano funzioni pubbliche nei rami esecutivo, legislativo e giudiziario.
Inoltre, prevede la creazione di un protocollo d’azione congiunto tra Esecutivo e Giudiziario che stabilisce le modalità di intervento delle forze di sicurezza, delle agenzie per l’infanzia e dei giudici competenti in materia di famiglia, al fine di unificare le procedure.
La “Legge Lucio” cerca anche di aiutare a individuare e prevenire gli abusi attraverso campagne di sensibilizzazione nei media. A partire dall’attuazione della legge, lo Stato avrà la responsabilità di condurle ogni sei mesi per sensibilizzare i cittadini su come denunciare le situazioni di violazione dei diritti dei minori.
Inoltre, la legislazione stabilisce l’implementazione obbligatoria della linea telefonica gratuita 102 in tutto il Paese per la promozione dei diritti dei minori e incorpora la riservatezza dell’identità, che protegge coloro che denunciano situazioni di abuso sui minori.
Il 17 febbraio 2023, la magistratura argentina ha condannato all’ergastolo Magdalena Espósito Valenti, madre di Lucio Dupuy, per l’omicidio del figlio di 5 anni, e Abigail Páez, compagna della donna, per il duplice omicidio del minore e anche per abuso sessuale.
Lucio è morto il 26 novembre 2021. Secondo le indagini, il bambino di 5 anni era stato vittima di “un modello cronico di abuso” nei mesi precedenti e aveva subito ripetute lesioni, alcune delle quali con “una particolare forma di crudeltà”.
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