Da venerdì 31 marzo a domenica 2 aprile in scena al Teatro Leonardo Il fanciullino, emozionate testo teatrale che racconta gli amori senza età che sbocciano ai bordi pista delle balere dove centinaia di anziani hanno ballato e parlato d’amore.
“Facevamo l’amore in macchina, io settantacinque anni, lei ottanta. Anche se avevamo due case. Ma volevamo sentire quel pericolo… come due ladri in fuga”. Cesare, 80 anni.
È la notte di Capodanno. Si festeggia alle Orchidee, una sala da ballo ricavata in un capannone nell’hinterland milanese. I muri sono ricoperti di festoni e ghirlande di palloncini. La palla a specchi gira in alto al centro della pista da ballo. Intorno, seduti a mangiare, ci sono donne e uomini di settanta, ottanta, novant’anni.
Stasera si esibisce la Calipso Band: un vero evento per chi frequenta le sale da ballo. Repertorio classico di mazurke, tanghi da sola e polke, ma anche incursioni nella dancehall e nella musica latina.

Con l’aiuto di un paio di bottiglie di spumante, Sandro, Marisa, Vincenzo e Irma raccontano le storie che hanno segnato la loro esistenza, i bambini che sono stati ma anche i loro progetti per il futuro, l’amore, il sesso, la felicità.
Sono nati durante la Seconda Guerra Mondiale e sulle loro spalle portano la storia di un’intera nazione.
Hanno vissuto la guerra e il dopoguerra, gli anni ’60 e il boom economico, il terrorismo, le contestazioni degli anni ’70 e ‘80, i primi flussi migratori degli anni ’90. Hanno quasi quattrocento anni di vita in quattro e portano sulle spalle la storia di un’intera Repubblica.

Eppure ora sono qui a fare i conti non più (o non solo) con quello che sono stati, ma anche con quello che vorrebbero essere ora. Mentre nell’aria si diffonde la musica di una vita: tanghi, mazurke, balli di gruppo, Leonard Cohen, Raul Casadei, Adriano Celentano, Cha Cha, Dean Martin…
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