Secondo una indagine dell’ONU, martedì 15 novembre la popolazione mondiale raggiungerà gli 8 miliardi, rappresentando una “pietra miliare nello sviluppo umano” prima che i tassi di natalità inizino a rallentare.
“Questa crescita senza precedenti è dovuta al graduale aumento dell’aspettativa di vita dell’uomo grazie ai miglioramenti della sanità pubblica, della nutrizione, dell’igiene personale e della medicina. È anche il risultato del persistere di alti livelli di fertilità in alcuni Paesi”, si legge nella dichiarazione delle Nazioni Unite.
La notizia è stata accompagnata da un avvertimento delle Nazioni Unite secondo cui la popolazione mondiale, pur continuando a crescere, inizierà presto a ridursi.
“Mentre ci sono voluti 12 anni perché la popolazione mondiale passasse da 7 a 8 miliardi, ci vorranno circa 15 anni (fino al 2037) per raggiungere i 9 miliardi, segno che il tasso di crescita complessivo della popolazione mondiale sta rallentando”, ha dichiarato l’ONU.
Secondo le Nazioni Unite, le nazioni con la più alta crescita demografica a livello globale sono anche quelle con il più basso reddito pro capite, la maggior parte delle quali si trova nell’Africa sub-sahariana.
Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Etiopia, India, Nigeria, Pakistan, Filippine e Tanzania – dove l’accesso ai contraccettivi è ancora fortemente limitato, così come il rispetto dei diritti delle donne.
“In questi Paesi, una crescita demografica rapida e sostenuta può ostacolare il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), che rimangono la strada migliore per un futuro felice e sano”, si legge nella dichiarazione.
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