I risultati dell’indagine Protolabs “In Charge”
L’Indagine Protolabs “In Charge” ha intervistato 201 aziende di 7 paesi europei, 30 delle quali italiane, operanti nel settore elettrico, suddivise in aziende produttrici di batterie al Litio, aziende produttrici di componenti per batterie, produttori di sistemi di accumulo diversi dal Litio, produttori di veicoli elettrici e automobili, produttori di sistemi ad energia solare, metà delle quali fatturano più di 200 milioni di Euro all’anno.
L’urgenza è il comun denominatore che emerge dall’indagine: entro il 2030 il 70% delle auto vendute sarà elettrico e questo richiede un nuovo approccio alla produzione per far fronte alla crescente domanda in così poco tempo. Nell’immediato va ripensata la supply chain: l’80% degli intervistati dichiara che entro 12 mesi avvicineranno la supply chain agli stabilimenti di produzione per far fronte alla crescente domanda. L’82% dichiara che in meno di un anno presenterà nuove batterie con una tecnologia alternativa agli ioni di Litio. E i tempi potranno essere rispettati perché i 4 quinti degli intervistati si avvarranno o amplieranno la capacità produttiva interna grazie alla manifattura additiva. E per fare tutto questo per più di metà dei rispondenti è necessario il supporto degli Stati attraverso investimenti e defiscalizzazione, come peraltro messo in evidenza dal piano da 2,9 miliardi di euro della Commissione Europea per il sostegno alla ricerca e innovazione nel campo delle batterie.
Capacità proprie dell’industria di crescere in poco tempo
Sono infatti emersi tre pilastri su cui il settore fonda le basi per lo sviluppo futuro: la consapevolezza di poter attrarre e mantenere talenti – solo il 16% dovrà selezionare una parte del personale al di fuori della EU – la capacità di entrare velocemente in nuovi mercati e disegnare prodotti fortemente innovativi.
A ben guardare, combinando i risultati di quest’indagine alle recenti notizie sull’approvazione e la consegna del piano Next Generation EU da parte della Commissione Europea all’Italia, il futuro che si sta allineando sembra sgombero da nuvole: 220 miliardi di euro disponibili per l’Italia per investimenti nella green economy, nella digitalizzazione dell’industria e nella mobilità elettrica che trovano parte dei settori industriali più coinvolti già pronti a raccogliere la sfida. E un ultimo dato che emerge è particolarmente importante, soprattutto in questo momento dove la carenza di materie prime sta portando i prezzi alle stelle: su questo i due terzi degli intervistati sono d’accordo, vi è l’urgente necessità di riciclare di più, sia per raggiungere prima gli obiettivi di ESG – Environmental, Social, Governance – sia per ottenere materia prima riutilizzabile, in altre epoche destinata alle discariche.
Nonostante le (poche) nuvole all’orizzonte, l’industria dei sistemi di accumulo elettrico in Europa pare sia avviata ad uno sviluppo impressionante, combinato disposto tra la sua capacità di competere e il supporto pubblico ad un mondo più sostenibile.
L’indagine è disponibile in inglese al seguente link: https://ottenere.protolabs.it/batteries/in-charge/



