Giornata Mondiale della prematurità

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17 NOVEMBRE, GIORNATA MONDIALE DELLA PREMATURITA’. I GENITORI CHIEDONO ASCOLTO

Vivere Onlus, coordinamento che riunisce le famiglie con bambini nati prematuri, contro la revisione dei criteri di profilassi voluta dall’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco. Ogni neonato suscita tenerezza.

Ogni piccolo scricciolo indifeso scatena emozioni ed un forte desiderio di protezione. Prendere in braccio un bebè significa avere cautela, la massima attenzione verso un esserino leggero che senza di noi non avrebbe alcuna speranza di sopravvivenza.

Stiamo attenti a tutto, ci laviamo le mani, evitiamo di tossire, cerchiamo di non farlo sobbalzare…Un bimbo nato prematuro, a maggior ragione, ha bisogno di molte più cure; uno starnuto a breve distanza nei primi giorni può diventare per lui letale…

I cosiddetti prematuri, sono bambini che da grandi probabilmente diventeranno più forti degli altri, perché son chiamati sin dal primo vagito a lottare un po’ di più per conquistarsi un posticino del mondo, ma nei primi anni meritano  il diritto a tutte le cure neonatali possibili.

Non basta la loro forza e la volontà dei loro genitori. Serve sensibilizzazione, è necessario il contributo di tutti: associazioni, istituzioni politiche, specialisti della rete clinica e la rete di società scientifiche per far sì che anche i bambini nati prematuri abbiano più chances.

Recentemente l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha rivisto i criteri della profilassi delle infezioni respiratorie e secondo Vivere Onlus, coordinamento nazionale che riunisce i genitori di bambini nati prematuri, si è trattato di un grave errore di sottovalutazione della questione.

Secondo l’associazione i criteri stabiliti per la profilassi del virus respiratorio, limitano l’accesso alle cure. “La revisione unilaterale, ovvero solo bambini con età gestazionale inferiore alle 29 settimane entro il primo anno di vita – leggiamo nel loro comunicato stampa –  operata da AIFA senza coinvolgere le società scientifiche sta provocando dei gravi danni ai bambini prematuri tenuto conto altresì del periodo epidemico autunno-inverno”.

I protocolli di cura sono accettati da tutte le Regioni, ma in maniera disomogenea.

La celebrazione della Giornata Mondiale della Prematurità, che dal 2011 si celebra in tutto il mondo il 17 novembre, diventa l’occasione per riaccendere i riflettori sulla questione.“Nel mondo un bambino su 10 nasce prematuro”, è lo slogan della ricorrenza e rende l’idea dell’incidenza del fenomeno.

Vivere Onlus alla luce delle difficoltà attuali chiede, in particolare, che vengano rispettate le linee guida della Società Italiana di Neonatologia, che prevedono che la profilassi sia attuata per i lattanti di età gestazionale inferiore a 29 a settimane ed età cronologica inferiore a 12 mesi all’inizio della stagione epidemica.

Non sembra essere una richiesta impossibile e di fronte alla fragilità di questi bimbi, probabilmente non sarà difficile stimolare un adeguamento dei criteri di prevenzione delle infezioni respiratorie.

L’associazione ha richiesto anche l’intervento del Ministro Lorenzin nella speranza di poter ricevere maggior accesso, supporto e diritto alle cure neonatali. Il problema è serio se pensiamo che le nascite pretermine –cioè quelle prima della 37° settimana di gestazione – coinvolgono ogni anno 45 mila bambiniin Italia (6,8% delle nascite); purtroppo il fenomeno è in costante crescita e l’incremento negli ultimi 10 anni è stato pari al 20%.

Non basta la Carta dei diritti del bambino nato prematuro, approvata dal Senato nel 2010;non  è sufficiente parlarne una volta all’anno, i bimbi prematuri nascono tutti i giorni, in tutto il mondo.Sosteniamoli.

E se come dice la campagna mondiale, “Nel mondo un bambino su 10 nasce prematuro”, immaginiamoci il dito mignolo, ecco, i nostri bimbi prematuri son tanti piccoli mignolini. Fragili dita al confine di una mano, che attendo solo una “stretta di impegno”.