Vitamina D: contenere il costo con il giusto integratore

Vitamina D
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Vitamina D: prevenire le carenze con una spesa contenuta è possibile scegliendo l’integratore giusto
Mentre l’Aifa pone nuovi limiti alla rimborsabilità dei farmaci a base di vitamina D, questa sostanza si può acquistare anche come integratore, ma non sempre è chiaro come ottenere benefici per ossa e sistema immunitario. Gli esperti di Metagenics: «Fare attenzione ai dosaggi e consultare sempre lo specialista per fare scelte mirate. Così è possibile prevenire le carenze con una spesa contenuta»

Il consumo di farmaci a base di vitamina D in Italia cresce di anno in anno: nel 2017 la spesa pubblica per questi farmaci ha raggiunto i 260 milioni di euro e 12,6 italiani su mille li hanno assunti (il doppio rispetto al 2013) secondo l’AIFA, che proprio lo scorso ottobre, con la nota 96, ha posto nuovi limiti alla prescrivibilità di questi farmaci a carico del SSN. Così, questi medicinali sono rimborsabili solo previo un test a carico del cittadino che accerti la carenza di vitamina D, e solo ad alcune categorie di pazienti (persone con osteoporosi e osteopatie, donne in gravidanza o allattamento, persone che soffrono di carenze iatrogene o hanno malattie che causano il malassorbimento della vitamina). Ma i preparati a base di vitamina D sono presenti sul mercato anche come integratori, quindi acquistabili senza bisogno di ricetta medica: «Si tratta di importanti alleati nella prevenzione, perché le carenze di vitamina D sono molto comuni in tutta l’Italia, non soltanto al Nord. Infatti il 60-80% della popolazione italiana ne è interessato» spiega Maurizio Salamone, direttore scientifico di Metagenics Italia, produttore e distributore di integratori alimentari ad alto impatto che nel 2019 ha visto aumentare le vendite dei propri integratori a base di vitamina D del 40%.

La vitamina D infatti dà un contributo fondamentale alla salute di ossa e denti, alle funzioni del sistema immunitario, alla funzione muscolare, al mantenimento dei livelli di calcio nel sangue e al normale assorbimento del calcio e del fosforo. È una sostanza che viene prodotta dal corpo grazie soprattutto all’esposizione alla luce solare, mentre la dieta ci fornisce solo 20% dell’apporto giornaliero.

«Occorre però fare un po’ di chiarezza – prosegue Maurizio Salamone – perché i cambiamenti sulla mutuabilità della vitamina D hanno generato un po’ di difficoltà nel mondo degli operatori sanitari che sono costretti in molti casi di prescrivere la vitamina D a carico del cittadino».

L’indicazione più importante, sottolineata proprio dall’AIFA nelle avvertenze alla nota 96, recita: “l’approccio più fisiologico della supplementazione con vitamina D è quello giornaliero col quale sono stati realizzati i principali studi che ne documentano l’efficacia”. «Dato che la vitamina D ha la caratteristica di accumularsi nel tessuto adiposo è consigliabile assumere la dose giornaliera raccomandata quotidianamente, piuttosto che un dosaggio più elevato saltuariamente» spiega Salamone. La precisione nella quantità è quindi fondamentale, ed è per questo che Metagenics ha sviluppato una gamma di prodotti calibrate su esigenze diverse: 400 U.I. per i bambini, 1000 U.I. per adolescenti e adulti, 2000 U.I. per gli anziani e le donne in gravidanza, fino alle 4000 U.I. per chi presenta carenze gravi. «La cosa migliore – sottolinea Salamone – è sempre consultare il proprio specialista di fiducia per definire la posologia corretta, in modo da massimizzare i benefici».

Inoltre sono da preferire prodotti facili da assumere e gradevoli al gusto: Metagenics pone grande importanza non soltanto alle formulazioni ma anche alla facilità di assunzione. Nel caso specifico della Vitamina D sono disponibili sia le compresse masticabili al gusto lime, dolcificate con stevia, sia le gocce dal gusto neutro a base di olio MCT (medium chain triglycerides) ben digeribile e tollerabile, adatto anche ai neonati.

Con una scelta mirata e una spesa molto contenuta, quindi, la prevenzione di una delle più diffuse carenze micronutrizionali è davvero alla portata di tutti, eliminando in questo modo il problema della ridotta mutuabilità della vitamina D generata dalla recente nota 96.

Metagenics – Metagenics, produttore e distributore leader di micronutrizione di livello scientifico, è un gruppo attivo a livello globale. Metagenics Europe serve e coordina l’intero mercato europeo dalla sua sede centrale a Ostenda (Belgio). Questa è anche la sede dell’azienda di produzione. Metagenics Europe impiega 300 persone in Belgio, Paesi Bassi, Germania, Francia e Italia e ha registrato un fatturato totale di 68 milioni di euro nel 2019. La sede di Metagenics Italia è a Milano. www.metagenics.it

“HIV, Presente e futuro del paziente cronico”

Adriano Lazzarin
Adriano Lazzarin

Finalmente si torna a parlare e a fare informazione sull’HIV.
Da troppo tempo le campagne di informazione non hanno più coinvolto la popolazione, specie giovani e giovanissimi, sui rischi di un’infezione che si mostra comunque sempre minacciosa e pronta a approfittarsi dell’ignoranza e del pregiudizio.

Anche nel nostro Paese, i cosiddetti “Millennials” mostrano evidenti lacune ed è compito delle istituzioni, della scuola e delle famiglie contribuire a riempire questo vuoto creatosi in venti anni di rarefazione e scarsa conoscenza.

Uno studio europeo e americano, con l’Italia che ambisce a giocare un ruolo da protagonista contro l’HIV: lo studio clinico Mosaico realizzato da Janssen, la società farmaceutica del gruppo Johnson&Johnson e nato da una partnership pubblico-privato a livello globale, si propone di valutare l’efficacia di un regime vaccinale preventivo anti HIV per il quale è già stata richiesta alle autorità competenti (Ministero Salute, AIFA e Comitati Etici) l’autorizzazione all’esecuzione dello studio clinico.

Il vaccino sperimentale ha raccolto i risultati degli studi di fase 1/2a in termini di sicurezza ed immunogenicità e si appresta ad esser sperimentato all’interno di una popolazione più ampia.

Il regime vaccinale in questione, che possiamo definire “a mosaico”, è stato sviluppato per essere potenzialmente un vaccino con approccio globale per la prevenzione dell’infezione da un’ampia varietà di ceppi virali, responsabili della malattia.

“La prova della sua efficacia – spiega il Prof. Adriano Lazzarin, Ospedale San Raffaele, Milano – la potremo avere solo a studio concluso. La complessità e variabilità dei processi di risposta immune innescati da HIV (linfociti B, linfociti T , cellule accessorie) nel singolo individuo lasciano purtroppo margini di imprevedibilità, e questo trial sarà una buona opportunità per conoscerli meglio”.

Negli ultimi 7 anni in Italia il numero di nuove diagnosi è stato piuttosto stabile, e i nuovi casi sono state provocati soprattutto da infezioni a trasmissione sessuale, sia di tipo sia eterosessuale sia omosessuale. Più del 50% delle nuove diagnosi avviene in condizioni avanzate di malattia, cioè quando il livello di linfociti CD4 è al di sotto delle 350 cellule, o addirittura alla comparsa di sintomi o manifestazioni cliniche legate alla malattia conclamata.

Giornata Mondiale della prematurità

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17 NOVEMBRE, GIORNATA MONDIALE DELLA PREMATURITA’. I GENITORI CHIEDONO ASCOLTO

Vivere Onlus, coordinamento che riunisce le famiglie con bambini nati prematuri, contro la revisione dei criteri di profilassi voluta dall’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco. Ogni neonato suscita tenerezza.

Ogni piccolo scricciolo indifeso scatena emozioni ed un forte desiderio di protezione. Prendere in braccio un bebè significa avere cautela, la massima attenzione verso un esserino leggero che senza di noi non avrebbe alcuna speranza di sopravvivenza.

Stiamo attenti a tutto, ci laviamo le mani, evitiamo di tossire, cerchiamo di non farlo sobbalzare…Un bimbo nato prematuro, a maggior ragione, ha bisogno di molte più cure; uno starnuto a breve distanza nei primi giorni può diventare per lui letale…

I cosiddetti prematuri, sono bambini che da grandi probabilmente diventeranno più forti degli altri, perché son chiamati sin dal primo vagito a lottare un po’ di più per conquistarsi un posticino del mondo, ma nei primi anni meritano  il diritto a tutte le cure neonatali possibili.

Non basta la loro forza e la volontà dei loro genitori. Serve sensibilizzazione, è necessario il contributo di tutti: associazioni, istituzioni politiche, specialisti della rete clinica e la rete di società scientifiche per far sì che anche i bambini nati prematuri abbiano più chances.

Recentemente l’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco, ha rivisto i criteri della profilassi delle infezioni respiratorie e secondo Vivere Onlus, coordinamento nazionale che riunisce i genitori di bambini nati prematuri, si è trattato di un grave errore di sottovalutazione della questione.

Secondo l’associazione i criteri stabiliti per la profilassi del virus respiratorio, limitano l’accesso alle cure. “La revisione unilaterale, ovvero solo bambini con età gestazionale inferiore alle 29 settimane entro il primo anno di vita – leggiamo nel loro comunicato stampa –  operata da AIFA senza coinvolgere le società scientifiche sta provocando dei gravi danni ai bambini prematuri tenuto conto altresì del periodo epidemico autunno-inverno”.

I protocolli di cura sono accettati da tutte le Regioni, ma in maniera disomogenea.

La celebrazione della Giornata Mondiale della Prematurità, che dal 2011 si celebra in tutto il mondo il 17 novembre, diventa l’occasione per riaccendere i riflettori sulla questione.“Nel mondo un bambino su 10 nasce prematuro”, è lo slogan della ricorrenza e rende l’idea dell’incidenza del fenomeno.

Vivere Onlus alla luce delle difficoltà attuali chiede, in particolare, che vengano rispettate le linee guida della Società Italiana di Neonatologia, che prevedono che la profilassi sia attuata per i lattanti di età gestazionale inferiore a 29 a settimane ed età cronologica inferiore a 12 mesi all’inizio della stagione epidemica.

Non sembra essere una richiesta impossibile e di fronte alla fragilità di questi bimbi, probabilmente non sarà difficile stimolare un adeguamento dei criteri di prevenzione delle infezioni respiratorie.

L’associazione ha richiesto anche l’intervento del Ministro Lorenzin nella speranza di poter ricevere maggior accesso, supporto e diritto alle cure neonatali. Il problema è serio se pensiamo che le nascite pretermine –cioè quelle prima della 37° settimana di gestazione – coinvolgono ogni anno 45 mila bambiniin Italia (6,8% delle nascite); purtroppo il fenomeno è in costante crescita e l’incremento negli ultimi 10 anni è stato pari al 20%.

Non basta la Carta dei diritti del bambino nato prematuro, approvata dal Senato nel 2010;non  è sufficiente parlarne una volta all’anno, i bimbi prematuri nascono tutti i giorni, in tutto il mondo.Sosteniamoli.

E se come dice la campagna mondiale, “Nel mondo un bambino su 10 nasce prematuro”, immaginiamoci il dito mignolo, ecco, i nostri bimbi prematuri son tanti piccoli mignolini. Fragili dita al confine di una mano, che attendo solo una “stretta di impegno”.

NASCE LA SUPERAGENZIA ITALIANA DEL FARMACO

AIFA

Il Direttore Generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco, Prof. Luca Pani, e il Comandante dei Carabinieri per la Tutela della Salute (N.A.S.), Generale di Brigata Cosimo Piccinno, hanno siglato il protocollo operativo che disciplinerà le attività di controllo in materia di farmaci per uso umano e che di fatto sanciscono la nascita della “Superagenzia” italiana del farmaco.

L’intesa, suggellata dal Ministero della salute, con la firma del Dott. Filippo Palumbo, Capo del dipartimento della programmazione e dell’ordinamento del Servizio sanitario nazionale, e del Dott. Romano Marabelli, Capo del Dipartimento della sanità pubblica veterinaria, della sicurezza alimentare e degli organi collegiali per la tutela della salute, formalizza le procedure tecnico-operative per migliorare la qualità dei controlli nel nevralgico settore dei medicinali ad uso umano.

Ha dichiarato il Ministro della Salute Prof. Renato Balduzzi:“è stato finalmente raggiunto un obiettivo di straordinaria portata, frutto di una visione strategica che il nostro Paese persegue oramai da un decennio e che pone l’Italia all’avanguardia”. Il percorso che si conclude oggi ha visto, nel 2003, l’istituzione dell’Agenzia italiana del farmaco, nel 2004, l’introduzione della tracciabilità dei farmaci, nel 2006, il recepimento della direttiva comunitaria sui medicinali ad uso umano, nel 2008, il riordino del Comando Carabinieri per la tutela della salute (N.A.S.), composto da militari dalla professionalità polivalente: ufficiali di polizia giudiziaria, tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro e ispettori investigativi antidoping.

Il contrasto al crimine farmaceutico è oramai divenuto un problema transnazionale ed ha comportato una maggiore e più stretta collaborazione tra le Autorità internazionali istituzionalmente preposte alla vigilanza superando, sul piano investigativo e dei controlli amministrativi, il limite finora rappresentato dal frazionamento delle competenze tra Ministero della salute, Agenzia italiana del farmaco, Regioni e Province autonome.

Un’innovativa ed efficace sinergia interistituzionale consentirà di seguire la vita del “medicinale” nelle fasi della produzione, dell’immissione in commercio, della distribuzione, della dispensazione e della distruzione, per evitare che la filiera ufficiale farmaceutica possa essere inquinata da principi attivi, sostanze e farmaci illegali, potenzialmente pericolosi per la salute pubblica.

Le migliori professionalità del Ministero della salute, dell’Agenzia italiana del farmaco e dei Carabinieri dei N.A.S. porranno in essere una evoluta struttura di intelligence per esaminare informazioni, segnalazioni, flussi commerciali e la coerenza con l’andamento delle patologie sul territorio, al fine di rilevare anomalie di sistema, di migliorare la programmazione dei controlli e di intervenire con la necessaria rapidità in fase di emergenza.

In particolare, saranno eseguite approfondite valutazioni su farmaci per uso umano, medicinali destinati all’esportazione, prodotti e formulati intermedi, prodotti medicinali sfusi e parzialmente confezionati, materie prime farmacologicamente attive, medicinali sperimentali, medicinali preparati industrialmente, prodotti intermedi destinati ad ulteriore trasformazione, medicinali preparati in farmacia, emoderivati e medicinali immunologici, farmaci ad azione stupefacente e psicotropa, farmaci ad azione dopante, nonché sulla pubblicità sanitaria e sull’informazione scientifica.

Il protocollo prevede, tra l’altro, controlli in materia di prezzi, di dispensazione e di distruzione dei farmaci, la standardizzazione delle procedure di attuazione dei piani nazionali e comunitari “Post-Marketing” di Prodotti a Procedura Centralizzata.

Inoltre, notevole rilevanza viene assunta dal percorso formativo per Ispettori ministeriali, dell’AIFA e dei N.A.S. per articolare al meglio le attività operative anche congiunte, che mirano a contrastare  le truffe in danno del Servizio sanitario nazionale e regionale, i furti, le rapine e gli “smarrimenti” di medicinali subiti dagli operatori farmaceutici. Ulteriore vigore – infine – sarà dato alle indagini per affrontare con determinazione i nuovi mercati delle illegalità emergenti, in tema di contraffazione e di distribuzione non controllata di medicinali, di pseudo-farmaci (talora commercializzati come integratori alimentari, preparati erboristici, dispositivi medici e cosmetici), anabolizzanti e smart drugs illegali attraverso i siti Internet.

“Ci si aspetta molto dal connubio Ministero AIFA N.A.S. Carabinieri – dicono i Capi dipartimenti del Ministero della salute, Dott. Filippo Palumbo e Dott. Romano Marabelli – in quanto il nuovo approccio operativo, derivante dall’analisi delle situazioni concrete, non potrà che consentire al Ministero di meglio interpretare i dati della farmacoutilizzazione, di incidere significativamente sul fenomeno degli sprechi in Sanità e di monitorare i prodotti borderline a garanzia della sicurezza alimentare”.

“Con la firma del protocolloafferma il Direttore Generale dell’AIFA, Prof. Luca Pani si consolida la collaborazione già da tempo avviata e si ampliano ulteriormente le aree di mutua cooperazione tra diverse Istituzioni dello Stato, per tutelare con maggiore incisività la salute dei cittadini”.

“Il protocollo formalizzato oggi ha commentato il Comandante dei Carabinieri dei N.A.S., Generale di Brigata Cosimo Piccinnopone l’Italia in una posizione di preminenza in campo internazionale e rappresenta la risposta operativa del nostro Paese all’adesione alla Convenzione “MediCrime”, siglata a Mosca nell’ottobre del 2011, che consentirà di combattere concretamente il crimine farmaceutico in tutte le sue forme dalla contraffazione all’immissione nel mercato di principi attivi di dubbia provenienza, dalle truffe “farmaceutiche” all’abuso di farmaci non terapeutici.”