Piccolo Teatro Grassi: “Arlecchino, servitore di due padroni”

arlecchino1_foto Diego Ciminaghi
arlecchino1_foto Diego Ciminaghi

È un mito del teatro, è famoso in tutto il mondo, dalla Siberia alla Nuova Zelanda, dal Giappone agli Stati Uniti: Arlecchino servitore di due padroni, il classico di Goldoni che Giorgio Strehler ha fermato nel tempo e che “contiene” – come un manifesto – tutti gli spettacoli realizzati dal grande regista, torna al Piccolo, al Teatro Grassi dal 3 al 22 maggio. In questa edizione, dietro la maschera del “batocio” più acclamato al mondo, si alterneranno Ferruccio Soleri, il più grande interprete di Arlecchino della storia, ed Enrico Bonavera, straordinario interprete goldoniano.

Nato nel 1947, il classico di Carlo Goldoni che in qualche modo sintetizza tutto il percorso artistico di Strehler, è ancora leggero, fresco e imprevedibile.

Da vedere e rivedere, come i film di Charlot o le commedie di Totò, per l’energia con cui, da sempre, cattura spettatori di ogni generazione. Emblema di un modo di fare teatro, palestra di attori – da sempre gli allievi della Scuola di Teatro del Piccolo entrano a far parte della grande famiglia di Arlecchino in un ideale passaggio del testimone con i loro predecessori – lo spettacolo rimane un atto d’amore assoluto per il teatro.

Come scriveva Strehler, Arlecchino è “sempre uguale e sempre diverso, ed è libero dal tempo che passa”. Una pièce irripetibile, una vera “storia vivente del teatro” che, da quasi 70 anni, conquista il pubblico di ogni età.

Enrico Bonavera si alternerà nel ruolo di Arlecchino, interpretando Brighella nelle recite in cui Soleri è Arlecchino.

Dopo Milano, lo spettacolo sarà in tournée a Lugano (24 e 25 maggio), a Montpellier, al Festival Printemps des comédiens (3 e 4 giugno) e a Hradec Kralove, Repubblica Ceca, al Festival internazionale Theatre European Regions, il 26 giugno.