ERYKAH BADU

Festival Villa Arconati

26 giugno – 24 luglio 2012

10 luglio 2012, di Elisa ZiniErykah Badu, vero nome Erica Abi Wright, ha portato una ventata di hip hop, jazz e soul al Festival di Villa Arconati. Pubblico contenuto ma in trepida attesa della cantautrice statunitense, nata a South Dallas, in Texas, il 26 febbraio del 1971.

A soli quattro anni Erykah Badu muoveva i suoi primi passi sul palco del “Dallas Theatre Centre” sperimentando pittura, canto e danza. Grazie al regista svedese Lasse Hallström, nel 1999 interpretò il suo primo ruolo cinematografico importante nel film Le regole della casa del sidro.

Erykah si diploma al “Booker T. Washington High School in Performing and Visual Art” e decide di iscriversi al prestigioso college “Grambling State University”, per dedicarsi al teatro. In seguito la passione per la musica prende il sopravvento. Per donarsi a tempo pieno alla propria carriera musicale lascia la scuola di teatro.

Con l’album d’esordio Baduizm, del 1997, inizia con strepitoso successo la sua carriera vendendo più di 3 milioni di copie e diventando una delle artisti di riferimento del Neo-soul. Giovanissima conosce il fenomeno Hip Hop e inizia a fare free style per una radio locale. L’anima soul, urbana e graffiante, accompagna Erykah Badu da sempre e non manca nelle sue performance dal vivo.

Dodici persone sul palco di Villa Arconati e oltre alle percussioni ben due batterie. Chitarra, basso, flauto traverso e tastiera riempiono di personalità i giardini della Villa. Presente anche un grande schermo sul quale vengono proiettate immagini di persecuzioni razziali e di neri picchiati dalle forze di polizia; si rivivono le emozioni dei ritrovi black degli anni sessanta e settanta, il tutto accompagnato da un sound piacevole che a tratti sorprende.

Nei suoi testi si ritrova una filosofia urbana originale e personale spesso accompagnata da riflessioni politiche e sociali di non facile interpretazione. Erykah, nella sua città natale, è anche impegnata in un’associazione di beneficenza, da lei voluta e sostenuta, la “Beautiful Love Incorporated Non Profit Development”, che aiuta in comunità giovani che si mettono alla prova nelle diverse forme d’arte: dalla musica alla pittura, dalla danza al teatro, alle arti visive.