Teatro Pasta: ” I due Cirano

I due Cyrano- Giulio Mazzi
I due Cyrano- Giulio Mazzi

Una black comedy scritta da Corrado Accordino e interpretata da Alessandro Betti e Alfredo Colina sarà il secondo appuntamento della rassegna di prosa.

Teatro Pasta di Saronno:
Venerdì 11 novembre | ore 21.00
Sabato 12 novembre | ore 21.00
Domenica 13 novembre | ore 15.30
Alessandro Betti e Alfredo Colina in:
I DUE CYRANO scritto e diretto da Corrado Accordino

“Voi ridete perché sono diverso, io rido perché siete tutti uguali.”
Hanno aperto le selezioni per il casting di Cyrano. Hanno provinato tutti (o quasi). Mancano due attori. Uno dei due arriva prima dell’altro. È nell’anticamera e aspetta di essere chiamato.

È ansioso, come a ogni provino, e pensa di non farcela, come a ogni provino. Quando arriva l’altro candidato, il primo vuole toglierlo di mezzo fingendo di essere lui stesso il direttore del casting.

Tra i due nasce un gioco esilarante e crudele che li porta a tirare fuori la parte peggiore di sé, almeno in un primo momento. In palio c’è il ruolo più importante della loro vita: entrambi vogliono quella parte, ma entrambi sanno di essere inadatti.

 Il tempo scorre, nessuno li chiama ma loro aspettano e l’anticamera in cui si stanno conoscendo diviene la metafora della condizione dell’attore condannato ad aspettare, a sentirsi impreparato e non all’altezza, a dover arrivare prima dell’altro per essere scelto.

Ma la situazione si complica un po’. Uno dei due attori, dopo aver incontrato il regista e aver fatto il provino, torna con il volto e la camicia macchiati di sangue. Non si sa bene cosa sia successo nell’altra stanza, certamente qualcosa di irrimediabile.

I due si ritrovano quindi a dover gestire una situazione paradossale. Il cadavere, o il presunto tale, li mette davanti a delle scelte difficili. Complici involontari di una black comedy che non ha vie d’uscita.

Biglietti:
intero € 27
ridotto over70 € 24
ridotto gruppi organizzati € 22
ridotto under26 € 15

ERYKAH BADU

Festival Villa Arconati

26 giugno – 24 luglio 2012

10 luglio 2012, di Elisa ZiniErykah Badu, vero nome Erica Abi Wright, ha portato una ventata di hip hop, jazz e soul al Festival di Villa Arconati. Pubblico contenuto ma in trepida attesa della cantautrice statunitense, nata a South Dallas, in Texas, il 26 febbraio del 1971.

A soli quattro anni Erykah Badu muoveva i suoi primi passi sul palco del “Dallas Theatre Centre” sperimentando pittura, canto e danza. Grazie al regista svedese Lasse Hallström, nel 1999 interpretò il suo primo ruolo cinematografico importante nel film Le regole della casa del sidro.

Erykah si diploma al “Booker T. Washington High School in Performing and Visual Art” e decide di iscriversi al prestigioso college “Grambling State University”, per dedicarsi al teatro. In seguito la passione per la musica prende il sopravvento. Per donarsi a tempo pieno alla propria carriera musicale lascia la scuola di teatro.

Con l’album d’esordio Baduizm, del 1997, inizia con strepitoso successo la sua carriera vendendo più di 3 milioni di copie e diventando una delle artisti di riferimento del Neo-soul. Giovanissima conosce il fenomeno Hip Hop e inizia a fare free style per una radio locale. L’anima soul, urbana e graffiante, accompagna Erykah Badu da sempre e non manca nelle sue performance dal vivo.

Dodici persone sul palco di Villa Arconati e oltre alle percussioni ben due batterie. Chitarra, basso, flauto traverso e tastiera riempiono di personalità i giardini della Villa. Presente anche un grande schermo sul quale vengono proiettate immagini di persecuzioni razziali e di neri picchiati dalle forze di polizia; si rivivono le emozioni dei ritrovi black degli anni sessanta e settanta, il tutto accompagnato da un sound piacevole che a tratti sorprende.

Nei suoi testi si ritrova una filosofia urbana originale e personale spesso accompagnata da riflessioni politiche e sociali di non facile interpretazione. Erykah, nella sua città natale, è anche impegnata in un’associazione di beneficenza, da lei voluta e sostenuta, la “Beautiful Love Incorporated Non Profit Development”, che aiuta in comunità giovani che si mettono alla prova nelle diverse forme d’arte: dalla musica alla pittura, dalla danza al teatro, alle arti visive.