Bollate. #Ciabbracceremoforte

CIABBRACCEREMOFORTE
CIABBRACCEREMOFORTE

Bollate. #Ciabbracceremoforte. La vendita benefica delle magliette approda al Festival di Villa Arconati

Torna la vendita benefica promossa dal Comune di Bollate a favore dei cittadini messi in difficoltà dall’emergenza Covid. E torna il titolo della canzone che l’Amministrazione ha scelto come slogan per ripartire tutti insieme, uniti da un comune spirito di comunità. Questa volta il punto di raccolta fondi è davvero eccezionale. Il banchetto del Comune, infatti, sarà allestito in due serate (il 4 e il 6 settembre) del Festival di Villa Arconati, grazie alla disponibilità di Fondazione Augusto Rancilio.

La canzone, lo ricordiamo, è quella che nei mesi scorsi e ancora oggi sta spopolando sui social: Ci Abbracceremo forte. Il suo autore e cantante è Gianluca Frassinelli, in arte Frassi, bollatese da sempre e cantautore per hobby, che durante il lockdown ha scritto il testo pensando alla riapertura tanto desiderata da tutti.

Ci Abbracceremo forte è una canzone di speranza che l’Amministrazione comunale ha deciso di valorizzare e far diventare la colonna sonora del dopo COVID. Ma per incidere maggiormente con il messaggio che contiene si è deciso di collegarla anche a un progetto benefico: la maglietta con il titolo della canzone creato da una giovanissima bollatese, Sofia Picca, e il logo del Comune è in vendita per sostenere progetti a sostegno delle emergenze. Le occasioni per l’acquisto sono state diverse in passato e ora l’iniziativa approda, per due serate, al Festival di Villa Arconati FAR.

I fondi raccolti con la vendita delle magliette (da 5 euro l’una) andranno a incrementare il fondo COVID creato dal Comune nel periodo dell’emergenza e parzialmente usato per l’acquisto delle mascherine per i cittadini.

Festival di Villa Arconati-FAR

villa arconati
villa arconati

Ci concediamo il lusso di citare il maestro Enzo Jannacci per raccontare la trentesima edizione del Festival di Villa Arconati-FAR, che per l’occasione torna alle sue dimensioni più logiche offrendo spazi e palco degni dell’anniversario.

Si torna infatti con una platea in grado di contenere circa 2.000 posti, per un calendario che cerca come sempre di offrire qualità, energia e cura nella scelta di artisti e musiche “possibili” per un pubblico sempre fedele e attento che rappresenta la vera scommessa vinta in questi trent’anni di proposte.

In occasione di questa edizione viene realizzata un’anteprima ad ingresso gratuito domenica 1 luglio al Cantun Sciatin, nel cuore di Bollate, città dove Mario Panzeri, il grande paroliere della canzone italiana ha vissuto per quasi 30 anni: Mario Panzeri e la sua epoca.

La XXX edizione si inaugura giovedì 5 luglio con una leggenda della musica, una voce che dagli anni Sessanta ad oggi ha cantato storie belle, importanti e molto, molto intime: Graham Nash.  Alla base dello spettacolo ci sarà “Over the Years”, il doppio album antologico dedicato alla carriera solista di Nash, in uscita il 29 giugno.

Il Festival è da sempre uno spazio di sperimentazione a vari livelli, e venerdì 6 luglio i giardini della villa riprenderanno a essere il centro del divertimento dell’intero complesso settecentesco, proprio come quando era una “Villa di delizia”.

Sarà un’occasione inedita, durante il tradizionale appuntamento del venerdì sera di Birra in Villa, per sperimentare la forza emozionale che nasce dal connubio tra il silenzio di un luogo carico di storie, che hanno attraversato i secoli, e la musica che ciascuno sceglierà come propria colonna sonora da ascoltare in cuffia.

Durante la serata, su palchi allestiti in aree suggestive del giardino, si esibiranno artisti esponenti di diverse tradizioni musicali e culturali. Nuove proposte artistiche che proiettano il Festival verso altri percorsi sonori da ascoltare anche senza cuffia. Inizio dalle 21.30.

Dopo il salto forzato della data di martedì 10 luglio – era previsto il concerto di Cristiano De Andrè, cancellato per motivi di salute dell’artista – il Festival riprende con un gradito ritorno, quello di Noa & Band, in concerto al Festival Villa Arconati-FAR con la sua band mercoledì 11 luglio per una serata speciale in collaborazione con EMERGENCY.

Un altro dei colori musicali più intensi nella storia del Festival è quello del jazz e, per rappresentarlo degnamente, lunedì 16 luglio sarà sul palco Chick Corea con la sua Akoustic Band, formata da due virtuosi come John Patitucci e Dave Weckl.

“La musica spesso è tutto un equilibrio lungo la follia”, cita il testo di una delle canzoni più belle e intense di Vasco Rossi. Gogol Bordello – in concerto mercoledì 18 luglio – è un’originale e stravagante band che sta proprio in quell’equilibrio, magico e scatenato, “manovrato” dall’eccentrico e talentuoso musicista e attore Eugene Hütz.

Villa Arconati-FAR è da anni uno degli scenari artistici più intensi ed amati tra le varie location musicali dell’estate di Milano e dintorni. Tra il pubblico e la Villa c’è un amore importante e duraturo come per molti artisti che tornano a suonare in città scegliendo proprio Villa Arconati-FAR.

E’ il caso dei Baustelle, band milanese d’adozione, che con la seconda parte de “L’amore e la violenza”, uscito quest’anno, tornano in Villa venerdì 20 luglio con una serie di nuove composizioni, in bilico fra canzone d’autore, rock vintage e un solido e lucido male di vivere contemporaneo e moderno.

L’ultima tappa dell’edizione del trentennale viene affidata a una voce femminile, come consuetudine del Festival che, da sempre, riserva spazio e attenzione alle artiste e alla loro espressività.
Lunedì 23 luglio, infatti, ecco Melody Gardot, jazz singer di grande classe con cinque milioni di dischi venduti in tutto il mondo, una voce straordinaria e una rarissima combinazione di un sofisticato talento naturale, forza e grazia musicale. È così che dal vivo riesce a ipnotizzare il pubblico.

Il Festival di Villa Arconati parte dal Centro di Bollate

Arconati
Arconati

La trentesima edizione del Festival di Villa Arconati, nel suo ripensare il proprio percorso, inizia eccezionalmente dalla piazza di Bollate, cittadina che, ospitando territorialmente la Villa, nel 1989 ne fece la sede del Festival.

Una grande anteprima gratuita, che ricorderà il grande paroliere e compositore Mario Panzeri, vissuto a Bollate per quasi 30 anni, attraverso alcune delle sue canzoni più popolari e amate, come: “Grazie dei fiori” (vincitrice del primo Festival di Sanremo), “Maramao perché sei morto?”, “Pippo non lo sa”, “Papaveri e papere”, “Casetta in Canadà”, “Lettera a Pinocchio”, “Nessuno mi può giudicare”, “Fin che la barca va” e molte altre.

Intorno a questi brani, non mancarono, per quei tempi storici, tensioni, sospetti e diffide. Mentre nel 1939 la canzone “Maramao perché sei morto?” diventava un grande successo, Panzeri fu convocato nell’ufficio della Censura perché la canzone in questione era considerata una delle cosiddette canzoni di fronda, ossia canzoni in cui, in maniera non esplicita e con varie allusioni, si attaccavano alcune delle figure di primo piano del regime.
Stessa sorte anche in seguito, per “Pippo non lo sa” e poi, di nuovo, per “Il tamburo della Banda d’Affori”.

Anche “Papaveri e papere”, insieme a un altro grande successo del paroliere, “Casetta in Canadà”, portarono Panzeri a essere guardato con sospetto, questa volta dai simpatizzanti del socialismo reale che riscontravano, nelle due canzoni, varie e ironiche allusioni alla situazione politica.

Mario Panzeri non rallentò per questo la sua produzione, anzi ebbe ancora successo nell’ambito perfino dello “Zecchino d’Oro”, con “Lettera a Pinocchio” che si staccò ben presto dal mondo dell’infanzia, cui inizialmente era rivolta, per diventare un trionfo popolare e internazionale grazie a Johnny Dorelli e a Bing Crosby.

Il concerto tributo sarà eseguito dalla MONDAY ORCHESTRA, diretta da Luca Missiti.
Ospite solista: Paolo Tomelleri.

Una produzione originale di Bollate Jazz Meeting per la 30° edizione del Festival di Villa Arconati.
Da un’idea di Paolo Nizzola e Giordano Minora.

DOMENICA 01 LUGLIO – Ore 21 – Bollate, Piazza C. A. Dalla Chiesa – “Cantun Sciatin”

INGRESSO LIBERO

Buena Vista Social Club

 

Festival Villa Arconati

2 luglio – 24 luglio 2013

 

17 luglio 2013, di Elisa Zini – Una memorabile serata quella di ieri al Festival di Villa Arconati: l’Orquesta Buena Vista Social Club si è esibita in tutto il suo splendore nei giardini della villa.

Un pubblico eterogeneo, di tutte le età, aspettava di assaporare le note cubane e di vedere i volti degli storici musicisti famosi in tutto il mondo. Sono in quattordici a salire sul palco. Accolti da un applauso affettuoso augurano “Buena noces” e iniziano a presentare i membri dell’orchestra: percussioni, trombe, contrabbasso, pianoforte, trombone, mandolini, chitarra, maracas, non manca niente al sound latino d’oltremare.

Buena Vista Social Club era il nome di un club dell’Avana, riservato ai neri durante gli anni della dittatura di Fulgencio Batista. Dopo la rivoluzione cubana e la successiva formazione del governo comunista, il leader Castro volle abolire tutti quei club riservati a singole etnie favorendo l’apertura di centri di socializzazione senza discriminazioni sociali o etniche e nel 1962 il club fu chiuso. A distanza di quarant’anni un gruppo di musicisti cubani decidono di fondare l’Afro-Cuban All Stars insieme al chitarrista californiano Ry Cooder. L’unico album realizzato in studio, il Buena Vista Social Club, esce nel 1996 riscuotendo un enorme successo di critica e di pubblico: vende in un anno più di un milione di copie conquistando un premio Grammy (Tropical Latin).

Nel 1999 Wim Wenders decide di girare un film documentario sulla vita dei famosi musicisti intitolandolo Buena Vista Social Club. Wim Wenders filmò i vecchi musicisti nelle sale d’incisione e per le vie dell’Avana, ad Amsterdam dove tennero due concerti e a New York dove suonarono al Carnegie Hall. Ry Cooder dichiarò: “La musica è per me una caccia al tesoro. Scavi e talvolta trovi qualcosa. A Cuba la musica scorre come un fiume. Si prende cura di te e ti rigenera dentro”. Wim Wenders a queste parole commentò: “Voglio fare un film che scorra su questo fiume. Senza interferire, soltanto trasportato dalla corrente” e così fece.

Durante il concerto si assiste ad un bellissimo assolo di contrabbasso accompagnato solo da un sottofondo di percussioni, ad un duetto tra un mandolino e le splendide note di un pianoforte e all’intramontabile voce coinvolgente, d’altri tempi, di Omara Portuondo vestita completamente di rosso. Eliades Ochoa, chitarra e voce, incanta. Non mancano le persone che pur avendo un posto a sedere preferiscono ballare ai lati del palco per tutta la serata, contornati dallo splendido scenario della villa.

Un concerto dai sapori genuini, caldi, misti a sudore e polvere, come le vie dell’Avana.

Francesco De Gregori

Festival Villa Arconati

2 luglio – 24 luglio 2013

15 luglio 2013, di Elisa Zini – Elegante e raffinato il concerto tanto atteso di Francesco De Gregori al Festival di Villa Arconati. Sabato 13 luglio il grande cantautore nato a Roma, classe 1951, è salito sul palco con giacca, cappello nero e una chitarra in braccio. Preso in contropiede il pubblico, inizia il primo brano e gli applausi copiosi danno il benvenuto a De Gregori. Un tour, quello del 2013, che stringe un forte legame tra il cantautore poeta e il suo pubblico:” Grazie amici, ben venuti! Adesso facciamo qualche brano dall’ultimo disco Sulla strada, compratelo è molto bello… poi rispolveriamo la vecchia gioielleria”.

Calore e applausi per i nuovi brani. La platea si infiamma sulle note del Titanic: sul palco entrano tre nuovi strumenti, sax, tromba e trombone che regalano magiche note indimenticabili.

Figlio di un bibliotecario e di un’insegnante di lettere, rispettivamente Giorgio e Rita Grechi, Francesco nasce a Roma: il nome gli fu dato in memoria di suo zio, ufficiale degli Alpini e partigiano, ucciso a Porzûs nel 1945. Cresciuto a Pescara torna a Roma per frequentare il liceo classico Virgilio.

De Gregori inizia a esibirsi in pubblico grazie al fratello Luigi che già suonava cover statunitensi e propri brani. Un giorno gli fece ascoltare una canzone “Buonanotte Nina” i cui accordi, presi da un brano di Fabrizio De Andrè, erano suonati in sequenza inversa. Luigi la cantò e fu subito un grande successo. Luigi propose a Francesco di interpretarla personalmente e così fece.

Francesco decide di partecipare alla manifestazione popolare “Un Disco per l’Estate” con la canzone “Alice” e si classifica al primo posto: “Alice non lo sa” diventa così il titolo del suo primo album da solista che esce nel 1973. Seguirà poi il suo secondo album “Francesco De Gregori”.

Il grande successo di pubblico arriva con “Rimmel” nel 1975, album che contiene brani memorabili quali l’omonima “Rimmel”, “Pablo” (scritta insieme a Lucio Dalla), “Quattro cani” e “Pezzi di vetro”.

In cielo una falce di luna e alcuni lampi di calore in lontananza: questa la cornice che avvolge il palco e Francesco De Gregori al Festival di Villa Arconati. Quando il cantautore suona l’armonica a bocca il pubblico lo accompagna con il suo affettuoso applauso. Alle prime note di “Generale” l’entusiasmo è incontenibile e la gente canta insieme a Francesco l’intero brano. De Gregori riconoscente si inchina e ringrazia. Segue “Atlantide” e “Niente da capire” poi Francesco chiede: ” Come va? Vi divertite?” e il legame con il cantautore si fa sempre più forte. Dopo aver eseguito “Viva l’Italia” De Gregori si toglie il cappello e ringrazia il suo pubblico. Dedica “Il bandito e il campione” a suo fratello Luigi Grechi, autore del brano. Lascia la chitarra per suonare al pianoforte le note della canzone “La storia siamo noi” accompagnato da chitarra, violino, batteria, fisarmonica e violoncello. Dopo un omaggio a Lucio Dalla, con il pubblico che si alza in piedi, si diffondono le note di “Un guanto” brano rivisitato e ammaliante con un bellissimo finale tutto strumentale. De Gregori parla ancora: “Eseguirò una canzone di Leonard Cohen Il futuro che ho solo tradotto, non sarà leggera, forse non vi piacerà ma poi se ne faranno altre e questa potete anche ascoltarvela”. Più di due ore di concerto e un bis generoso con brani quali Rimmel, Buonanotte Fiorellino La donna Cannone. Una serata magica, d’altri tempi, che resterà nel cuore.