Il padre dei miei figli

Regia di Mia Hansen – Love

Con C. Caselli, A. Gautier, D. Frot, A. Marcon

Drammatico, FRANCIA 2009

Elisa Zini – Sullo sfondo una Francia dei nostri giorni: frenetica, moderna, solare, contraddittoria. Il film narra la storia di Grègoire Canvel, un uomo che ha tutto: una donna che lo ama, tre figlie deliziose, un mestiere che lo appassiona. Grègoire Canvel è un produttore cinematografico, al suo lavoro dedica tutto il tempo e le sue energie. La famiglia ne risente, a volte è trascurata, ma lo comprende, condivide con lui la passione di una vita che non può abbandonare. Ha carisma Grègoire. Nella sua carriera ha prodotto parecchi film, rischiato molto, fatto emergere nuovi brillanti registi e accumulato tanti, troppi debiti. Per assecondare le richieste di un regista danese si indebita ulteriormente cercando fino all’ultimo di permettergli la fine delle riprese, invano. La sua Moon Film è sull’orlo del fallimento. Lui resiste, lotta fino allo stremo delle forze ma il danno è ormai irreparabile. Spalle al muro sceglie di uscire di scena con un gesto estremo e nessuna spiegazione. Moglie e figlie dovranno decidere se continuare nella passione di Grègoire che gli ha dato vita e morte. Un film descrittivo, didascalico, dalle buone intenzioni. Originale la denuncia alla visione della cultura come merce da sottomettere alle leggi di mercato ma il film non sempre è capace di tradurre, tutto questo, in immagini. I personaggi sono delineati ma non prendono forma, non coinvolgono lo spettatore. Un esempio di come un buon messaggio non basti alla realizzazione di un film. Sulla pellicola devono rimanere impresse poesia, leggerezza, magia, dolcezza: emozioni che raggiungono il nostro “io” più profondo e atavico senza troppe spiegazioni. E’ questa l’arte cinematografica.