Paolo Conte, Via con me

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Paolo Conte, Via con me è un itinerario ideale con la voce narrante di Luca Zingaretti per raccontare un personaggio eclettico e, per certi versi, misterioso. Una grande storia, non soltanto musicale. È un intreccio di parole, versi e musiche che scattano foto del nostro immaginario attraverso le canzoni, i concerti, gli amici e le riflessioni del grande artista astigiano.

Il regista Giorgio Verdelli ha attinto all’immenso patrimonio dell’archivio personale di Conte, unendolo a materiale realizzato ad hoc: interviste, riprese dei tour internazionali e occasioni di una carriera unica. Con una straordinaria carrellata di testimonianze – Roberto Benigni, Vinicio Capossela, Caterina Caselli, Francesco De Gregori, Stefano Bollani, Giorgio Conte, Pupi Avati, Luisa Ranieri, Luca Zingaretti, Renzo Arbore, Paolo Jannacci, Vincenzo Mollica, Isabella Rossellini, Guido Harari, Cristiano Godano, Giovanni Veronesi, Lorenzo Jovanotti, Jane Birkin, Patrice Leconte, Peppe Servillo – il film si inoltra nel labirinto delle canzoni di Conte, anche quelle scritte per gli interpreti più diversi (Adriano Celentano, Enzo Jannacci, Jane Birkin, Caterina Caselli, Bruno Lauzi), oltre che nel labirinto delle sue passioni (il jazz, l’enigmistica, la pittura, il diritto, il cinema).

Alla base del progetto c’è una lunga intervista “intima” di Verdelli a Paolo Conte, in cui i racconti di personaggi, canzoni e vicende umane mescolano tenerezza, ironia e charme tipici dell’avvocato di Asti che ci accompagnano in una scoperta continua tra il noto e l’inedito, tra le storie, i versi e le canzoni di quello straordinario altrove che è il mondo di Conte.

Paolo Conte, Via con me è prodotto da Sudovest Produzioni, Indigo Film in collaborazione con Rai Cinema e sarà nelle sale italiane solo il 28, 29, 30 settembre distribuito da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Capital, MYMovies.it, Rockol.it e con Concerto Music.

Montalbano al Cinema

Montalbano_al_Cinema
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Il commissario Montalbano è uno di famiglia: molti di noi ormai si sentono a casa tra le pareti del commissariato di Vigata, come tra i muretti a secco, sulla terra arsa e gli ulivi, nelle tonnare abbandonate, nei ristoranti sul mare e sulle terrazze con vista sul tramonto.

Dopo aver raccolto oltre un miliardo e duecento milioni gli spettatori in vent’anni su Rai1, in attesa del grande evento televisivo della primavera 2020, il commissario, nato dalla penna di Andrea Camilleri – che con le sue opere ha venduto oltre 20 milioni di copie nel mondo – e interpretato da Luca Zingaretti, arriva per la prima volta al cinema per un evento straordinario in anteprima assoluta.

Il nuovo attesissimo episodio della collection evento si intitola “SALVO AMATO, LIVIA MIA” ed è diretto da Alberto Sironi e Luca Zingaretti. Interpretato da Luca Zingaretti, Cesare Bocci, Peppino Mazzotta, Angelo Russo, Sonia Bergamasco, “SALVO AMATO, LIVIA MIA” arriverà al cinema solo il 24, 25, 26 febbraio (elenco sale su www.nexodigital.it) in un evento speciale e prossimamente sarà in onda su Rai1.

In questo nuovo episodio, il brutale omicidio di Agata Cosentino, il cui cadavere viene ritrovato in un corridoio dell’archivio comunale, non può lasciare indifferente Montalbano.

Perché la vittima era una cara amica di Livia, una ragazza timida e riservata, che concedeva la sua amicizia e il suo amore a poche persone. E su quelle si concentra l’indagine di Montalbano, perché gli è presto chiaro che a uccidere Agata è stato qualcuno che le era molto vicino.

Si tratta forse una violenza sessuale degenerata in omicidio, ma da subito questa ipotesi non convince Montalbano, che inizia la sua indagine partendo proprio dalle conoscenze della vittima.
“SALVO AMATO, LIVIA MIA”, una produzione Palomar con la partecipazione di Rai Fiction, sarà distribuito nei cinema italiani da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it.

“55 Giorni. L’Italia senza Moro”

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Per ricordare l’anniversario di uno degli avvenimenti più cruciali della storia contemporanea italiana, il sequestro Moro, Rai1 e Rai Fiction presentano Luca Zingaretti in “55 Giorni. L’Italia senza Moro”, un’orazione civile dall’omonimo libro di Stefano Massini, in onda martedì 8 maggio alle 20.30 su Rai1.

Alla vigilia del 40° anniversario del ritrovamento in via Caetani a Roma del corpo esanime dell’allora Presidente della Democrazia Cristiana, Aldo Moro, Luca Zingaretti interpreta “55 Giorni. L’Italia senza Moro”, dall’omonimo libro di Stefano Massini, un’orazione civile che – partendo proprio dai luoghi in cui avvennero quei tragici fatti – rievoca l’Italia di quei 55 giorni del 1978 che più misero alla prova il nostro paese, attraverso un mosaico di vicende e ritratti: visi, nomi, pennellate di storia e di costume.

La cronaca dei fatti che si susseguirono fra il 16 marzo e il 9 maggio 1978 viene qui esposta mediante eventi secondari adombrati dallo stesso caso Moro: oltre al terribile sequestro, cosa accadde in quei 55 giorni? E quanto di quei fatti ci può servire a illuminare la cronaca stessa della condanna a morte di Moro? Che Italia era quella che assisteva alla prigionia dello statista democristiano? Che volti aveva? Cosa pensava? Cosa cantava? Per chi tifava?

Partendo da estratti dell’omonimo ultimo libro di Stefano Massini – lo scrittore italiano più rappresentato sui palcoscenici internazionali – in “55 Giorni. L’Italia senza Moro” nomi, storie, vicende vanno a delineare attraverso l’interpretazione di Luca Zingaretti un racconto incalzante e vertiginoso che non manca di ricostruire attraverso documenti, video e immagini dell’epoca la cronaca del sequestro restituendone soprattutto il fattore emozionale legato all’umanità sottesa.

“L’eccidio di via Fani e i 55 giorni che ne seguirono è qualcosa che ha cambiato direzione alla mia vita come a quella di milioni di italiani – dichiara Luca Zingaretti qui anche nella veste di regista – Mi ricordo perfettamente cosa facevo e dov’ero quando ne arrivò la notizia, dov’ero e cosa stavo facendo quando arrivò la notizia del ritrovamento del corpo dentro una R4 rossa a via Caetani…. Perché allora parlare ancora di Moro e della barbara uccisione della sua scorta dopo 40 anni? Perché dopo 40 anni ancora non sappiamo quasi nulla di quella tragedia che ha modificato il corso della storia del nostro paese”.

Del libro omonimo che ha ispirato “55 Giorni. L’Italia senza Moro” Stefano Massini afferma «Questo non è un libro sul calvario di Moro, ma su ciò che si muoveva sullo sfondo, mentre quei fatti accadevano; perché non esiste storia senza ciò che vi sta dietro».

Da questi due approcci di Zingaretti e Massini, nasce un’orazione civile emozionante e necessaria per uno degli avvenimenti che più ha influenzato l’Italia contemporanea.

Accanto a Luca Zingaretti l’attrice Alessia Giuliani e il pianoforte del Maestro Arturo Annecchino che con la sua musica sottolinea i momenti chiave dell’interpretazione.

55 GIORNI. L’ITALIA SENZA MORO è una produzione Bibi Film Tv – Zocotoco per Rai1 e Rai Fiction. Da un’idea di Luca Zingaretti, tratto dal testo 55 Giorni. L’Italia senza Moro di Stefano Massini, edizioni Il Mulino. Le musiche sono composte ed eseguite dal Maestro Arturo Annecchino. La regia è di Luca Zingaretti

Ospiti a “Che Tempo che fa” del 6 maggio

che tempo che fa
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Nel nuovo appuntamento di Che Tempo che fa di Fabio Fazio, in onda domenica 6 maggio alle 20:35 su Rai1, l’on. Paolo Gentiloni, Presidente del Consiglio dal 2016, il 24 marzo ha rassegnato le dimissioni rimanendo in carica per il disbrigo degli affari correnti.

Per dedicare un ricordo alla memoria di Aldo Moro a 40 anni dal suo eccidio, ospite della puntata Giovanni Moro, figlio dello statista, sociologo e intellettuale che per anni ha studiato il contesto di quell’attacco al cuore dello Stato.

E poi ancora Luca Zingaretti che martedì 8 maggio alle 20.30 aprirà la serata di Rai1 dedicata alla strage di Aldo Moro – il giorno prima del 40° anniversario dal ritrovamento del cadavere dello statista democristiano– con l’orazione civile “55 Giorni.

L’Italia senza Moro”, di cui è interprete e regista, realizzata proprio in via Caetani a Roma dove la tragedia ha avuto il suo epilogo. Il testo si ispira al libro omonimo di Stefano Massini uscito il 3 maggio. Ospite della puntata una grande eccellenza italiana conosciuta in tutto il mondo: Andrea Bocelli.

Insieme alla sua Fondazione e a quella di Renzo Rosso, il grande tenore ha appena riaperto una scuola a Sarnano gravemente colpita dal terremoto. In partenza per l’ennesima tournée mondiale, il Maestro Bocelli – che ha appena duettato con Ed Sheeran in “Perfect” – tornerà il 29 e il 30 luglio a dare vita al suo Teatro del Silenzio, l’esclusivo evento sulle colline natie di Lajatico, che quest’anno sarà dedicata alla rappresentazione dell’opera “Andrea Chénier” di Umberto Giordano.

Come promesso torna a Che Tempo che Fa Loredana Berté accompagnata dai Boombadash con i quali presenta “Non ti dico no” il nuovo singolo appena entrato in rotazione radiofonica. Il trait d’union tra questi artisti è il reggae che fu proprio la Bertè a “sdoganare” in Italia già nel 1979 con la sua hit europea “E La luna bussó”. La cantante di origini calabresi partirà poi per un tour estivo dal titolo “Amiche sì!” e il 7 giugno sarà tra i protagonisti del concerto tributo a Pino Daniele allo stadio San Paolo di Napoli.

Infine la musica di Mihail, il cantante di origini russe che con il singolo “Who you are” – che eseguirà in studio – sta letteralmente scalando le classifiche mondiali.
Nel cast anche Luciana Littizzetto, che rilegge l’attualità con la sua ironia, e Filippa Lagerback.

A seguire Il Tavolo di Che tempo che fa con la complicità di Fabio Volo, la comicità surreale di Nino Frassica, le domande impossibili di Gigi Marzullo, la simpatia di Orietta Berti e la partecipazione dell’esilarante Vincenzo Salemme.

Al Tavolo si fermerà Loredana Bertè e saranno presenti inoltre: un numero uno del tennis italiano, Adriano Panatta e accanto a lui la Signora del tennis italiano Lea Pericoli, madrina degli Internazionali di tennis che si disputano a Roma dal 7 al 20 maggio.

Valentina Lodovini e Francesco Mandelli, insieme nei cinema dal 10 maggio con “Si muore tutti democristiani” del Terzo Segreto di Satira. Inoltre, Anna Tatangelo, tornata con il nuovo singolo “Smetti di chiedere scusa”, che anticipa il suo nuovo album in uscita prossimamente e Jocelyn, un’icona del piccolo schermo che in veste di presentatore, autore e regista ha intrattenuto per anni i telespettatori con i suoi spettacoli di varietà.

Piccolo Teatro Strehler: “The Pride”, Luca Zingaretti

Luca zingaretti
Luca zingaretti

Luca Zingaretti dirige e interpreta The Pride – al Piccolo Teatro Strehler dal 15 novembre al 4dicembre – un testo costruito su un’alternanza tra due storie distinte che si svolgono in periodi diversi: il 1958 e il 2015.

Londra 1958 È una serata speciale. Sylvia, una ex attrice reduce da un esaurimento nervoso, sta lavorando alle illustrazioni del libro di Oliver, uno scrittore per ragazzi. Non vede l’ora di presentarlo al marito Philip e quella sera, finalmente, usciranno a cena insieme. Quel lavoro è un’occasione importante per lei e ci tiene che i due uomini più importanti della sua vita vadano d’accordo.

Londra 2015 È una serata da incubo. Oliver, un giornalista gay, ha appena rotto con Philip, un photoreporter con il quale ha avuto una storia di due anni. Sylvia, amica di entrambi, cercherà di indagare i motivi per cui Oliver sta cercando di sabotare una relazione importante come quella che ha con Philip.

A prima vista, i due episodi sembrano non avere nulla in comune, a parte i nomi dei personaggi. Ma via via che ci si inoltra nelle due vicende, si scoprono echi, rimandi e problematiche affini. In entrambe, i tre ruoli principali, oltre a condividere gli stessi nomi, sono interpretati dagli stessi attori, a sottolineare come i personaggi di una storia siano le ombre di quelli dell’altra.

The Pride esplora temi come il destino, l’amore, la fedeltà e il perdono. Pone la grande questione dell’identità e delle scelte che determinano il nostro io più profondo.Perché nella vita, tutti, prima o poi, ci troviamo ad affrontare lo stesso dilemma: scoprire chi siamo veramente, cosa veramente vogliamo dalla vita e rispondere all’interrogativo se saremo capaci di raggiungerlo.