Online video di “Insieme: Grandi Amori”

FRANCESCO RENGA_foto di Toni Thorimbert
FRANCESCO RENGA_foto di Toni Thorimbert

È online da venerdì 29 maggio, il video di “INSIEME: GRANDI AMORI” (Sony Music Italy), il nuovo brano di FRANCESCO RENGA, da pochi giorni in radio e su tutte le piattaforme digitali.

Il video, diretto da Fabrizio Conte, vuole essere, come il brano, un messaggio di speranza e una sferzata di felicità e positività attraverso l’utilizzo di immagini di vita normale, in cui le persone stanno insieme, si abbracciano e si divertono: quella vita prima del lockdown che si spera torni presto ad essere la normalità.
Il video del brano è visibile qui: http://www.youtube.com/watch?v=312Bk1GAmzo

Scritto dallo stesso Francesco insieme a Daniele Coro e Diego Mancino e prodotto da Dario Faini e Daniele Coro, “INSIEME: GRANDI AMORI” è un inno alla vita e rappresenta la voglia di tornare alla normalità e di ritrovare i “grandi amori” appunto, senza dimenticare i valori di comunità e di solidarietà che hanno contraddistinto questo ultimo periodo.
Il brano è disponibile qui: https://SMI.lnk.to/FRinsiemegrandiamori

“Insieme” è un inno alla felicità, alla speranza contro la paura di vivere – racconta FRANCESCO RENGA – È un inno alla vita stessa e a quello che dovrebbe essere il suo motore sempre: è un inno all’Amore. A quel sentimento assoluto che cerco di cantare in ogni mia canzone. Quel sentimento che ci unisce e ci fa sentire una comunità. Perché “la vita non è fatta per vivere da soli, la vita è fatta per amare… altro che cantare canzoni, qui c’è bisogno di grandi Amori… insieme”.

Discografia di PJ HARVEY

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Universal Music/Island e Beggars Group annunciano l’uscita nei prossimi 12 mesi delle ristampe in vinile dell’intera discografia di PJ Harvey, compresi i due album incisi in collaborazione con John Parish. Inoltre, per la prima volta gli album di demos di PJ Harvey saranno disponibili separatamente sia in digitale che in vinile.
É un progetto che celebrerà ogni aspetto della carriera discografica di PJ Harvey ed offrirà uno sguardo completo all’evoluzione di una delle più straordinarie artiste del nostro tempo.

La prima uscita è DRY (24 luglio), il debutto di PJ Harvey ristampato in vinile per la prima volta dopo 20 anni per la Beggars Archive/Too Pure Records. Pubblicato originariamente il 30 marzo 1992, registrato alla Ice House di Yeovil, include i singoli “Dress” e “Sheela-Na-Gig”. DRY testimonia l’esordio di PJ Harvey per iniziare un percorso unico.

“… un biglietto da visita seducente che segnala l’arrivo di una nuova straordinaria artista.” – Robert Hilburn, LOS ANGELES TIMES.

Sempre il 24 luglio vedrà l’uscita degli 11 brani di DRY-Demos, precedentemente pubblicati insieme a DRY 30 anni fa ed ora disponibili per la prima volta separatamente in vinile, CD e digitale.

“Polly trascina questi suoni dal profondo della sua anima e li urla con i pugni chiusi.”
NME (recensione di DRY, 1992)

“Nel suo debutto [DRY], Polly Jean Harvey unisce l’incandescenza di Patti Smith alla carnalità di Bessie Smith, sovrastando tutti gli artisti indie indie britannici e diventando immediatamente una star.” – PITCHFORK

“[DRY]… un’opera senza compromessi di una bellezza esaltante.” – ENTERTAINMENT WEEKLY

DRY – DEMOS:
Le 11 tracce demo di tutte le canzoni dell’album di debutto Dry di PJ Harvey, disponibile per la prima volta dal 1992, con nuovo artwork e foto inedite di Maria Mochnacz.

LP 180g, black vinyl, artwork che include 3 foto inedite, download card

CD Mini-gatefold sleeve con artwork che includes 3 foto inedite

Tracklisting:
Oh my Lover (Demo)
O Stella (Demo)
Dress (Demo)
Victory (Demo)
Happy & Bleeding (Demo)
Sheela-Na-Gig (Demo)
Hair (Demo)
Joe (Demo)
Plants & Rags (Demo)
Fountain (Demo)
Water (Demo)

DRY – STUDIO ALBUM:
Rimasterizzato dal ‘Head’, produttore delle session di “Dry”, fedele replica della versione originale. Disponibile in vinile per Too Pure/Beggars Archive dal 24 Luglio.

PJ HARVEY – Discografia:

Dry (1992)
Rid Of Me (1993)
To Bring You My Love (1995)
Is This Desire? (1998)
Stories from the City, Stories from the Sea (2000)
Uh Huh Her (2004)
White Chalk (2007)
Let England Shake (2011)
The Hope Six Demolition Project (2016)

Con John Parish:
Dance Hall At Louse Point (1996)
A Woman A Man Walked By (2009)

Alfio Antico Esce oggi Menza Sira

Alfio Antico @ phGiacomoBrini_b
Alfio Antico @ phGiacomoBrini_b

Alfio Antico

Esce oggi Menza Sira

Il nuovo singolo notturno primitivo e tecnologico

Amare quelle poche grandi persone che ci amano

non essere presuntuosi e stronzi. Amare la pace,

il silenzio che cammina senza stress, l’animo pacifico. Come dire:

“Guardate cretini: la vita e la luce come cambiano”

Alfio Antico

Da oggi, venerdì 29 maggio, sarà disponibile in digital download e sulle migliori piattaforme streaming “Menza Sira” (Al-Kemi/AlaBianca – distr. Warner/Fuga), il nuovo singolo del maestro italiano del tamburo Alfio Antico, che segue l’uscita, il 13 marzo scorso, del nuovo disco prodotto da Cesare Basile.

Il brano si sviluppa su un groove di chitarra costruito su sedicesimi granitici e rieccheggiano le lancette dell’orloggio. Il canto di Alfio Antico è profetico e la sua voce si inserisce con frasi brevi ma solenni dove il dialetto siciliano rivela la sua antica natura e le parole schiudono il loro più profondo significato.

«Ascoltare e ascoltarsi, amare e amarsi. – commenta Alfio Antico – Amare, quelle poche grandi persone che ci amano, non essere presuntuosi e stronzi, amare la pace, il silenzio che cammina, senza stress, l’animo pacifico come dire, guardate cretini la vita, la luce come cambia. La morbidezza i colori, appena tramonta il sole. In quegli attimi spunta la stella Venere tra il crepuscolo. Ascoltare pure quanto piove senza lampi e senza tuoni. La verità. L‘armonia, l’educazione, la natura, scuola di verità. Che certi meravigliosi, i “meravigliosi” di questa società, non hanno un pelo di sensibilità e non possono offrirti niente. Sempre falsi cafoni, belli falsi. Senza rispetto per l’identità. L’unica tetta sincera dove posso ancora attaccarmi è la natura, la gente di campagna che sa dare, come il cielo e sua serenità, questo mio amore e rispetto riesco a scriverlo e portarlo sul palco, grazie al mio animo e ai miei tamburi soprattutto. Non il supermercato o la gente a fafo fefi fifo e fufu.»

Comu un semi spica a mezza sira

arti e culura, natura, arti e puisia

puru quannu chiovi, senza lampi e senza troni

chista esti, la so vera, malatia

Ca nun sunu mai stati, mai, i stissi

chista esti la so vera malatia

Vadda comu cala e scinni lu stiddazzu

Ginirusu, fucusu, lu suli ni saluta

Luminannu luci a tuttu lu munnu

binidicennu a tutti nui la jurnata e la nuttata

Comu un “patriennostru” e un’ “avemaria”

sta terra è a matri a tutti

Brilla già ‘ffruntulina di veniri la stidda

passu passu cu lu celu, passu passu cu la notti

la prima a cumpariri e l’uttima a lassari

ritorni cu l’aurora, ni torni jornu e suli

“Trema la Terra” (Al-Kemi/AlaBianca – distr. Warner/Fuga), in uscita il 13 marzo, unisce le radici musicali di Alfio Antico ad elementi elettrici ed elettronici, inserti rumoristi e sonorità che guardano al grande panorama della world music contemporanea. Tutto al servizio della parola e delle storie raccontate dall’autore.

Come commenta il giornalista siciliano Giuseppe Attardi, questo disco è «Ancestrale e, nello stesso tempo, futurista. Selvaggio e poetico, acustico ed elettronico, tradizionale e sperimentale, colto e popolare, tragico e comico, teatrale e musicale, bucolico e spettrale, minimale e sontuoso. Così appare Alfio Antico in questo album, nel quale tammurriate e tarantelle s’intrecciano con Nick Cave, Battiato, Tom Waits, Quentin Tarantino, punk e bluegrass.» E continua: «il modo di cantare – una sorta di arcaico impasto metafonetico tra gergo pastorizio e lentinese, racconti mitologici, suoni e rumori della natura – è sicilian rap.»

Alfio Antico è forse l’ultimo depositario di un sapere tradizionale, della cultura pastorale, che ha appreso con un rapporto diretto, e quindi non solo musicale. Allo stesso tempo è anche un innovatore, sia per le sue liriche originali sia per la tecnica strumentale, con l’invenzione del trillo (particolare utilizzo dell’attrito del dito sulla pelle per fare risuonare i sonagli), ancora oggi studiata e imitata.

Alfio Antico nasce il 22 novembre del 1956 a Lentini, nell’entroterra siciliano della provincia di Siracusa. Vive facendo il pastore fra le montagne respirando le favole, le storie, i miti della cultura contadina. In quegli anni la nonna gli insegna, con il proprio magico tamburello, a suonare e lui porterà avanti quell’arte fino all’età di 18 anni, quando lascerà la Sicilia per andare a cercare fortuna altrove. Si stabilisce a Firenze dove, una sera del ’77 mentre suonava in Piazza della Signoria, viene scoperto da Eugenio Bennato. Da quel momento riprende la sua carriera musicale, entra nei Musicanova ed incide con loro cinque LP. Successivamente collabora con la compagnia di Peppe Barra e con Tullio De Piscopo, Edoardo Bennato, Lucio Dalla, Fabrizio De André, Roberto Carnevale, Renzo Arbore e la sua Orchestra Italiana e di nuovo con Eugenio Bennato. Nel 1990 Fabrizio De André lo chiama per registrare il suo tamburo nel brano “Don Raffaè”, per il disco “Le nuvole”. Nel 1995 è ospite d’onore del Festival Internazionale di Sitges (Barcellona). Nel 1996 suona ne “Il ballo di San Vito” di Vinicio Capossela. Nel 2006 inizia la collaborazione con Carmen Consoli che pubblicherà con la sua Narciso Records l’album“Guten Morgen”, impreziosito da un duetto con Fiorella Mannoia nel brano “Cunta li jurnati”. Lo stesso anno il maestro siciliano del tamburo compone la colonna sonora del film “Malavoglia” di Pasquale Scimeca e viene citato nel film francese “Tous les soleils” di Philippe Claudel (2011), dove Stefano Accorsi canta il suo brano “Silenziu D’Amuri”. L’8 gennaio 2016 esce in digitale l’album “Antico”, prodotto da Colapesce e Mario Conte. Il disco riscuote ampio successo di critica proprio grazie alle sonorità in bilico tra passato ancestrale e visioni futuriste, melodie bucoliche e rumori industriali, testi poetici e fonemi. Il 26 novembre 2019 pubblica il nuovo video di “Pancali cucina”, che anticipa l’album “Trema La Terra” in uscita il 13 marzo 2020.

www.alfioantico.it; www.facebook.com/anticoalfio; www.alabianca.it

 

Palmitessa: “Cool”

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palmitessa

Irriverente, ma nello stesso tempo ironica, Palmitessa dal 29 maggio è su tutte le piattaforme digitali con il suo singolo d’esordio, “Cool”, su etichetta One Fingerz/Polydor/Universal Music.

“Cool” è un brano dalle influenze urban /hip hop nato dall’incontro di Palmitessa con il produttore Danti, che l’ha scoperta e voluta come prima artista dell’etichetta One Fingerz.

Yusuf: “Tea for the Tillerman 2”

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A 50 anni dall’uscita dell’originale “Tea for the Tillerman”, l’album del 1970 che consacrò il successo planetario dell’artista britannico, Yusuf / Cat Stevens re-immagina l’album pubblicando “Tea for the Tillerman²” il prossimo 18 Settembre.

“Tea for the Tillerman²” vede Yusuf riproporre gli undici brani con nuovi arrangiamenti mezzo secolo dopo, una bellissima reunion tra l’artista e le canzoni che hanno contribuito a definire le melodie pop anni ’70 e un vero e proprio universo di esperienze: l’impatto di Tillerman è andato al di là della musica e si è sottilmente intrecciato con il tessuto della cultura popolare con canzoni che hanno sviluppato una vita propria attraverso il loro utilizzo in film, TV e numerose reinterpretazioni di altri artisti.

Il concept di Tea for the Tillerman² nasce da una conversazione tra Yusuf e suo figlio su come celebrare il cinquantesimo anniversario dell’album. Da lì l’idea di re-immaginare e ri-registrare le canzoni ed il risultato parla da solo.

La gran parte delle 11 canzoni del Tillerman originale furono scritte da un Cat Stevens ventiduenne immerso nella sua Soho alla fine dei swinging sixties; ora vengono riproposte dopo una vita di introspezione e sono viste da una nuova prospettiva. Sono brani già considerati grandissimi, sia che si faccia riferimento alla loro o a qualsiasi altra epoca, che ritrovano una nuova luce rispetto alle registrazioni originali, amplificando la loro rilevanza continua e collocandosi all’apice del grande cantautorato.