Riceviamo e pubblichiamo una nota del Pd Novate
Poca trasparenza sull’attuazione dei programmi e assenza di una strategia sul patrimonio comunale.
Il Consiglio comunale ha approvato l’assestamento di bilancio 2026, confermando il mantenimento degli equilibri finanziari dell’ente. Un risultato positivo che tuttavia ha evidenziato diverse criticità nella gestione amministrativa e nella rendicontazione dell’attività svolta.
A nostro avviso, se da un lato i conti del Comune risultano in equilibrio, dall’altro la documentazione tecnica mette in luce aspetti che non possono essere sottovalutati.
GESTIONE DELLE ENTRATE
Le relazioni finanziarie richiamano infatti la necessità di rafforzare le attività di accertamento e, soprattutto, di migliorare la capacità di riscossione. Un tema ritenuto fondamentale perché la tenuta dei conti pubblici dipende anche dalla capacità dell’ente di trasformare le entrate accertate in risorse effettivamente incassate.
GESTIONE DEL PATRIMONIO COMUNALE
La relazione economico-finanziaria invita a valorizzare gli immobili oggi inutilizzati o in via di dismissione, ma manca ancora una strategia chiara per raggiungere questo obiettivo. È quindi legittimo chiedersi quale sarà il futuro utilizzo degli spazi che verranno liberati e quale progetto l’Amministrazione abbia elaborato per valorizzarli, evitando che restino inutilizzati e producendo invece un ritorno economico e funzionale per il Comune.
Per capire meglio ecco alcuni casi concreti: la non chiara destinazione dell’ex Informagiovani, l’assenza di indicazioni sul futuro dell’ex farmacia di via Matteotti e di uno degli spazi del nido temporaneo di via Cornicione, oltre alle incognite sugli immobili di via Repubblica 80 che si libereranno dopo il trasferimento dei Servizi Sociali e della Polizia Locale nel Palazzo comunale.
«Si tratta di beni pubblici che, se lasciati inutilizzati, rappresentano un costo invece che una risorsa per la comunità», è la nostra osservazione rivolta all’Amministrazione.
STATO DI ATTUAZIONE DEI PROGRAMMI
Le critiche più severe, però, riguardano la relazione sullo stato di attuazione dei programmi.
Durante la seduta consiliare abbiamo evidenziato come il documento non offra una reale fotografia dell’avanzamento dell’azione amministrativa, ma si limiti, in molti casi, a descrivere attività in corso senza fornire dati, indicatori o elementi utili a valutare il raggiungimento degli obiettivi fissati.
Tra gli esempi richiamati durante il dibattito c’è il trasferimento della Farmacia 2 di ASCOM, per il quale la relazione si limita a parlare della ricerca di locali idonei senza alcun riferimento alla vicenda dell’impossibilità di rescindere anticipatamente il contratto di locazione del Metropoli che è uno degli aspetti centrali della questione.
Analoghe osservazioni riguardano il Piano Generale del Traffico Urbano, del quale si afferma soltanto che “prosegue l’attuazione”, senza aggiornamenti sugli interventi effettivamente realizzati, e il progetto POLI, citato esclusivamente in relazione all’indizione della gara, senza indicazioni sulle successive fasi di attuazione.
Non manca neppure una critica sul piano formale. Nella relazione viene infatti definita l’Assistenza Educativa Specialistica (AES) una “priorità strategica” dell’Amministrazione, laddove si tratta invece di un servizio sociale obbligatorio e di un Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali (LEPS) che il Comune ha il dovere di erogare. Trattandosi di un adempimento vincolante, la vera priorità strategica dovrebbe semmai tradursi nello stanziamento di maggiori risorse economiche e strutturali, necessarie a garantire un servizio più ampio, capillare e incisivo sul territorio. Una precisione concettuale che, a nostro avviso, riflette una cura redazionale non adeguata all’importanza del documento.
Una relazione sullo stato di attuazione dei programmi dovrebbe consentire al Consiglio comunale di verificare con chiarezza il grado di realizzazione degli obiettivi, evidenziando risultati, ritardi, criticità e possibili azioni correttive. Il documento presentato, invece, è troppo descrittivo e poco utile a svolgere un’effettiva funzione di controllo. Manca una valutazione dello stato effettivo dei programmi, così come manca qualsiasi richiamo alle difficoltà incontrate, ai ritardi accumulati o alle criticità emerse durante l’attuazione.
In sintesi potremmo dire che manca una visione sul futuro della città
Pur riconoscendo il mantenimento degli equilibri di bilancio, riteniamo quindi che restino aperte questioni rilevanti nella gestione delle entrate, nella valorizzazione del patrimonio comunale e, soprattutto, nella qualità della programmazione e della rendicontazione amministrativa. Per queste ragioni abbiamo espresso voto contrario.
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