Con la sua Compagnia Naturalis Labor il coreografo Luciano Padovani affronta uno degli episodi più drammatici della storia recente italiana: il rapimento di Aldo Moro nel 1978. Attraverso un linguaggio coreografico fortemente radicato nel teatro danza, lo spettacolo rilegge in chiave scenica un evento che ha segnato la memoria collettiva del Paese.
“In questo lavoro del coreografo Luciano Padovani (che seduto sullo sfondo incarna l’immagine divenuta iconica del leader politico prigioniero) si percepisce nell’aria la tensione e il dramma di una storia vissuta, raccontata e inquadrata visivamente da un’angolazione diversa dalla consueta narrazione di una vicenda remota, rivista invece come attraverso l’ottica di un obiettivo capace di rendere materici e gestuali i sentimenti e i tormenti più impalpabili tipici di un’epoca di grandi pulsioni e di battaglie ideologiche.”
Pier Luigi Gentile
Compagnia Naturalis Labor
Creata nel 1988 da Luciano Padovani e Francesca Mosele la compagnia con lo spettacolo Taigà (1989) vince il primo premio al Concorso Internazionale di Coreografia Città di Cagliari.
La sede organizzativa e operativa è a Vicenza. Naturalis Labor svolge un continuativo lavoro di ricerca sulla danza contemporanea, sul tango e sui nuovi linguaggi dell’arte. Progetta e realizza spettacoli ed eventi unici avvalendosi di collaborazioni con realtà nazionali quali Teatro Olimpico di Vicenza, Festival Oriente Occidente, Operaestate Festival, AbanoDanza, Pergine Spettacolo Aperto, Festival d’Autunno, Segni Barocchi, Concerti in Villa. Realizza tournée in Italia e in Europa.
È riconosciuta e sostenuta da Ministero della Cultura, Regione Veneto, Provincia di Vicenza, Comune di Vicenza e Arco Danza. Promuove rassegne tra cui i festival Forti in scena, Visioni di Danza, Danza x 4, Danza D’Autunno.
“La danza è, in fondo, un naturalis labor: un ‘lavoro’ del corpo, paziente e necessario, quotidiano e faticoso, caratterizzante e costruttivo; ‘naturale’ come un gesto, come il corpo che lo produce, come l’occhio che lo vede, come il tempo che lo consuma. » insieme condizione dell’artista e funzione sociale, ricerca di semplicità e di immediatezza. Il resto è forma.” Luciano Padovani
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