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mercoledì, Ottobre 28, 2026

Rho città universitaria: dibattito sull’idea di studentato diffuso

hanno partecipato giovedì 29 gennaio al convegno “Una casa per chi studia. Una città per crescere”, organizzato dal Consiglio comunale di Rho in Sala Consigliare per approfondire le tematiche legate allo studentato diffuso, ovvero la possibilità di diventare città universitaria accogliendo i tanti giovani che andranno a studiare in MIND alla nuova sede della Università Statale di Milano per le facoltà scientifiche o, in ogni caso, nei tanti atenei milanesi.

Il presidente Calogero Mancarella ha introdotto il convegno, ricordando che l’evento è stato frutto di un anno di incontri e collaborazioni, cui hanno contribuito in particolare Paolo Bindi, Christian Colombo, Monica Varasi, Vito Michele Galliani, Andrea Recalcati, Dario Re, Edoardo Conti e Yasmine Bale. “In quest’aula consigliare – ha precisato – si effettuano le scelte politiche volte a progresso e innovazione, ma soprattutto si presta attenzione alla popolazione e alle sue esigenze”.

Paolo Bindi ha fornito alcuni dati per chiarire il contesto: a Milano si contano 237mila studenti totali, fuori sede mediamente sono il 45 %, ovvero 106 mila, un trend in crescita dopo il 2020. A Rho si contano circa mille studenti universitari. La scommessa è di portare a vivere in città 1.200 giovani, 300 con lo studentato concentrato, 900 con lo studentato diffuso, utilizzando 200 abitazioni messe a disposizioni di studenti, dottorandi, ricercatori e anche docenti.

In città si contano 27mila alloggi. Ben 4.753 sono affittati, compresi gli 826 di proprietà pubblica. Ci sono 369 camere di albergo, 15 B&B, 151 posti in case vacanza, 178 in residence, 15 in foresterie. Un totale di 1.570 posti letto. “La mobilità è il punto di forza di Rho – ha spiegato Bindi – Da Stellanda a Mind servono in bus 80 minuti, mentre in bici se ne impiegano 30. Le sedi sono a portata di bicicletta, ma per esempio a Bovisa ci sono pochi stalli protetti”.

Christian Colombo ha mostrato una video intervista a 5 studenti fuori sede, interrogati sui loro bisogni principali: chiedono mezzi pubblici efficienti, aule di studio, una mensa in cui incontrare altri studenti, punti convenzionati per ristorazione e sport, un medico di base, informazioni per trovare alloggi.

Massimo Paschino, di Century 21, ha portato la voce degli operatori immobiliari: “Affittare agli studenti è considerato complicato, pensando a turn over continuo, a feste e serate in cui magari creano disturbo. Ma oggi lo studente sta poco in casa, vive le città e i luoghi di convivenza e ci sono formule di contratto innovative con canoni sostenibili e costanti, da 12 a 36 mesi. Ci sarà un incremento di richieste, pertanto serviranno agenzie pronte ad accompagnare la scelta di ogni studente. Sistemare le case e renderle fruibili darà agevolazioni ai proprietari perché l’immobile acquisterà valore e più giovani rendono viva la città”.

Monica Varasi ha moderato la sezione dedicata agli strumenti a disposizione. Marco Muscogiuri del Politecnico di Milano ha evidenziato come oggi i giovani studino in modo diverso dal passato: in gruppo, fra workshop e call, cosa che non richiede più solo sale silenziose ma spazi adeguati: “Anche Rho deve attrezzarsi per l’offerta di sale studio diffuse con prese elettriche per i pc, per parlare e ripetere assieme”. ll contributo dell’architetto rhodense Lorenzo Margiotta si è focalizzato sulle metrature necessarie all’idoneità degli alloggi e sulla fruizione degli spazi attrezzando le stanze con collegamenti alla rete, la presenza di un tavolo da lavoro e una zona living per rendere la permanenza più consona alle esigenze di studio.

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Davide Falco

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