Il rosso è materia, energia, sangue, terra, memoria.
C’è un rosso che non si limita a colorare: racconta, attraversa, lascia tracce.
Con Rosso, Emanuele Gregolin torna al Teatro Giuditta Pasta dopo la mostra A come A del 2018.
Pittore milanese, Gregolin ha costruito nel tempo una ricerca personale nella quale figurazione, segno e colore si incontrano in immagini sempre più essenziali.
Nelle sanguigne presentate a Saronno il rosso non è semplicemente un colore: è la materia stessa del disegno, una traccia che prende forma sulla carta e conserva qualcosa del gesto che l’ha generata.
La sanguigna conobbe una straordinaria fortuna a partire dal Rinascimento. Leonardo, Michelangelo e numerosi altri grandi maestri la utilizzarono per studi di figura, ritratti e composizioni. Una tecnica antica che, nelle opere di Gregolin, ritrova una sensibilità pienamente contemporanea.



