30.7 C
Milano
martedì, Maggio 26, 2026

L’evoluzione della tecnologia bellica contemporanea: i c.d. Robot Killer

I Robot Killer sono sistemi di arma in grado di selezionare obiettivi di attacco senza un significativo  controllo umano; non sono droni o terminators.

L’assenza di un controllo umano diretto nel comandare i Robot Killer equivale a dire che la decisione di dispiegare la forza letale sarebbe delegata a una macchina, alle macchine. Questo sviluppo di così vasta portata cambierebbe radicalmente il modo in cui la guerra viene concepita e condotta ed è stata chiamata la terza rivoluzione nell’ambito dei conflitti, dopo la polvere da sparo e la bomba atomica.

La funzione di selezionare e attaccare autonomamente i bersagli potrebbe essere applicata a varie piattaforme, per esempio un carro armato, un jet da combattimento o una nave. Un altro termine usato per descrivere queste armi è il sistema di armi letali autonome: LAWS- lethal autonomus weapon systems. Non sono droni, come anticipato. Perché? Perché i droni armati, nelle guerre contemporanee – dal conflitto russo ucraino alle stragi israeliane su Gaza City – hanno ancora un operatore umano che controlla il sistema di arma a distanza ed è responsabile per la selezione e l’identificazione degli obiettivi.

Non sono neanche terminators. Perché? E’ assai  improbabile che questo concetto di fantascienza e fantaguerra  diventi una realtà nei prossimi decenni. I terminators rimangono finzioni più adatte alla cinematografia che li ha prodotti che ad eventuali scenari di guerra di attuale e prossima venuta. Il problema riguarda la rimozione del controllo umano dalle funzioni critiche di selezione e attacco degli obiettivi.

Tale rimozione determinerebbe una sostanziale autonomia dei Robot Killer i quali sarebbero in grado, se evoluti anche grazie all’apporto dell’IA applicata alla tecnologia bellica, di agire con un’autonomia che renderebbe tali ordigni capaci di detonazioni potenzialmente più devastanti rispetto agli attuali sistemi di guerra “consueti”: tale autonomia è già stata sperimentata nell’ultimo, grande attacco dell’Idf a Gaza City, quando i boati terrificanti, le successive onde d’urto, percepibili anche a due o tre chilometri di distanza, e le case tremanti per diversi secondi, sono stati causati dall’impiego da parte delle forze israeliane di nuovi ed efficaci strumenti di morte, prodromici, forse,  a quegli ordigni killer che gestiranno in un vicino futuro, la guerra in totale autonomia, senza efficaci controlli umani.

I racconti dei sopravvissuti a Gaza City parlano chiaro: un nuovo strumento di distruzione si è aggirato tra le strade sventrate di Gaza City e gli scheletri dei palazzi. Si tratta dei vecchi blindati per il trasporto delle truppe, in genere M113, riconvertiti e dotati di un sistema di guida a distanza, quindi senza soldati a bordo. L’esercito israeliano li utilizza come droni killer: li riempie di decine di chili di esplosivo e li invia tra le abitazioni di Gaza City per poi farli esplodere. Ma, in questo caso, un evidente controllo umano su tali ordigni ancora è presente e documentabile. Non sarà così per i Robot Killer, la cui elaborazione potrebbe già essere in fase di sviluppo e potrebbero diventare operativi nei prossimi anni.

Articolo di Yari Lepre Marrani

Altri articoli di curiosità su Dietro la Notizia

Davide_Falco
Davide Falco

Articoli

- Advertisement -spot_img

Ultimi Articoli