Due serate introdotte dall’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) Luca Parmitano – in onda su Focus, lunedì 3 novembre, dalle ore 21.20 – celebrano i 25 anni di attività continuativa dell’uomo sulla ISS.
Il primo modulo della ISS viene lanciato nell’indifferenza generale, il 20 novembre 1998. Il 2 novembre 2000, la missione Expedition 1 porta a bordo il primo equipaggio di tre astronauti, che restano per 136 giorni.
Da allora ISS è sempre stata abitata, accogliendo astronauti di varie nazionalità, che hanno prodotto esperimenti e contribuito a riparazioni, manutenzione, ingrandimento e potenziamento delle sue dotazioni.
Nel frattempo, spazio e possibilità di esplorarlo e abitarlo sono tornati a esercitare un grande fascino.
Il 3 novembre, alle ore 21.15, la celebrazione prosegue con la seconda parte di Terrore nello Spazio: allarme rosso sulla Stazione Spaziale Internazionale, seguita dal docufilm – patrocinato da ESA e ASI, con il supporto tecnico di NASA, Roscosmos e IBM – Space Beyond, dove si ricorda l’ultima missione di Luca Parmitano, che nel corso degli anni ha trascorso 366 giorni non-cumulativi nello spazio.
La Casa nello Spazio: 25 anni a bordo della ISS descrive come si svolge il lavoro sulla piattaforma e come gli astronauti impieghino il tempo libero a loro disposizione (e con quale stato d’animo vivano la clausura, il successivo rientro e il conseguente “mal di spazio”), ma anche come ci si possa curare a 400 Km da Terra, tentando di prevenire i gravi danni fisici e psichici cui lunghe permanenze fuori dall’atmosfera terrestre li espone. ISS, infatti, è il più grande laboratorio mai costruito per preparare i futuri viaggi spaziali, ovvero la missione su Marte, che si prevede possa essere realizzata verso la metà degli anni Trenta.
ISS: le agenzie spaziali di Stati Uniti, Russia, Europa, Giappone e Canada, per un totale di 14 nazioni, hanno dato vita al progetto costruendo il primo avamposto umano in orbita nello spazio a 400 km di altezza, assemblandolo come un grande meccano dal 1998.
I primi due moduli sono stati il russo Zarya (alba) e lo statunitense Unity (unità).
L’Italia ha fornito un contributo fondamentale alla realizzazione del più importante e ambizioso programma di cooperazione, a livello mondiale in campo scientifico e tecnologico fino ad oggi intrapreso, di quella che può essere considerata la maggiore opera ingegneristica mai realizzata dall’uomo.
Il nostro Paese ha costruito il Nodo-2 Harmony e il Nodo-3 Tranquility, la Cupola e ha contribuito alla realizzazione del laboratorio europeo Columbus. Con il lancio del modulo Leonardo, l’Italia è quindi diventata la terza nazione, dopo Russia e USA, a inviare in orbita un elemento della ISS.
Oggi, oltre il 40% del volume abitabile della Stazione è realizzato in Italia.
Sulla ISS, in 24 ore si vivono 16 albe e tramonti. È visibile a occhio nudo, pesa 450 tonnellate ed è estesa quanto un campo da calcio : misura 73 metri per 109. Ruota intorno al Pianeta a 28.000 km all’ora e impiega 90 minuti per un’orbita completa. 50 lanci spaziali hanno portato in orbita i 100 diversi elementi della stazione e 159 passeggiate sono state necessarie per il suo assemblaggio. Cibo e rifornimenti sono trasportati da astronavi-cargo, di diversi paesi.
Altri articoli dietrolatv su Dietro la Notizia



