22.2 C
Milano
giovedì, Giugno 4, 2026

San Siro, ecco gli ultimi step per il nuovo stadio di Inter e Milan

La decisione del Consiglio comunale milanese del 30 settembre 2025 ha segnato una svolta storica: il “Giuseppe Meazza” andrà ceduto a Inter e Milan per dare spazio a un impianto moderno e funzionale. Da anni si discuteva di restyling, ristrutturazione o sostituzione, ma ora l’operazione, per quanto tutt’altro che priva di rischi o ostacoli, sembra avere una tabella di marcia precisa. Nei prossimi anni Milano vivrà la convivenza tra vecchio e nuovo impianto, con momenti di incertezza, possibili ricorsi e sfide tecniche da superare. Il nuovo stadio non è più un progetto vago, bensì un percorso che va raccontato passo dopo passo.

Il via libera del Comune e il rogito da compilare entro l’autunno

Il primo step è stato la delibera del Comune che ha approvato la vendita dell’area comprensiva dello stadio per 197 milioni di euro. Con 24 voti favorevoli contro 20 contrari, il Consiglio ha deciso di mettere l’operazione nelle mani dei club. Ora Inter e Milan hanno tempo fino al 10 novembre 2025 per formalizzare il rogito, cioè l’atto notarile che farà scattare definitivamente l’acquisto. Se entro quella data l’atto non sarà perfezionato, scatterà un vincolo architettonico sul secondo anello imposto dalla Soprintendenza, che renderebbe impossibile la demolizione. Il versamento iniziale previsto per l’atto è di circa 73 milioni di euro, con il saldo rateizzato e garantito tramite fideiussioni bancarie. Il Comune parteciperà anche con contributi per opere accessorie, come la sistemazione del tunnel Patroclo, stimata in almeno 22 milioni.

Il progetto architettonico e il confronto tra studi

Parallelamente al rogito, Inter e Milan hanno già affidato l’elaborazione del progetto definitivo agli studi Foster + Partners e Manica. L’impianto previsto conterebbe circa 71.500 posti ed è previsto per il 2031, con una capienza leggermente inferiore rispetto al Meazza attuale, puntando a design moderno, sostenibilità e fruibilità. Una volta consegnato il progetto (entro 6–8 mesi circa), esso dovrà passare attraverso la conferenza dei servizi, che coinvolgerà Comune, Regione, enti ambientali, Soprintendenza e altri soggetti. È un iter obbligato, lungo, e non esente da rischi: comitati cittadini, associazioni di tutela del paesaggio e ricorsi legali sono attesi e potrebbero rallentare tutto il percorso. Dal lato operativo è previsto che il nuovo stadio sorgerà nell’area dei parcheggi attigui al vecchio impianto. Durante la fase di costruzione, le due strutture, quella esistente e quella che sarà in costruzione, coesisteranno per qualche tempo. Per gestire gli spazi, è prevista una riorganizzazione della viabilità, lo spostamento del tunnel Patroclo e misure di compensazione ambientale.

L’inizio dei cantieri, l’inaugurazione e la demolizione

La data prevista per l’avvio dei lavori è la prima metà del 2027. In quei mesi si darà il via alle opere strutturali e alle basi del nuovo stadio, mentre il Meazza continuerà a ospitare le partite di Inter e Milan, oltre che la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. La durata stimata del cantiere è di circa quattro anni: l’obiettivo è inaugurare il nuovo impianto nel 2031. Contestualmente all’apertura, inizierà lo smantellamento del vecchio stadio, da completarsi in circa 12 mesi. Il processo di demolizione, nonostante le tante voci contrarie, partirà dal tetto e procederà dall’alto verso il basso: saranno demoliti prima il terzo anello, poi il secondo e infine il primo. È plausibile che una parte del settore sud-est, parte della tribuna arancio e della Curva Sud, rimanga come spunto architettonico o museo.  In uno scenario ideale, entro il 2031-2032 lo smantellamento del Meazza sarà completato e l’area sarà pronta per essere riconvertita: tra verde, strutture commerciali, hotel, uffici e spazi per eventi. Il progetto complessivo dello sviluppo urbano dell’area di San Siro è parte integrante dell’operazione, con la possibilità di creare circa 18mila nuovi posti di lavoro.

Rischi e variabili da monitorare

Se il percorso sembra tracciato, non mancano elementi di fragilità. Il ricorso della Soprintendenza o dei comitati locali può generare sospensivi; la Corte dei Conti e la Procura di Milano potrebbero intervenire su aspetti legati al valore dell’area, alla modalità di vendita e agli accordi urbanistici. Il fatto che il prezzo per metro quadro (440 €/m² circa) sia valutato al di sotto di stime di mercato ha sollevato interrogativi anche fra gli addetti ai lavori. Inoltre, l’obbligo di rispetto ambientale, la sostenibilità carbonica, i vincoli normativi e il reperimento delle risorse finanziarie sono passaggi che non ammettono errori. Se uno snodo dell’iter burocratico venisse bloccato, l’intero progetto potrebbe slittare. Anche le competenze dei soggetti privati (i fondi che controllano Inter e Milan) saranno messe alla prova nel rispettare tempi, costi e qualità.

C’è infine anche un aspetto simbolico, che non va sottovalutato. Anche se negli ultimi 15 anni sia l’Inter sia il Milan hanno vissuto di alti e bassi, con stagioni non all’altezza della loro storia, rimangono due delle realtà più blasonate del calcio italiano, che godono dell’attenzione degli esperti e delle quote sulla Serie A e sulle altre competizioni nazionali e internazionali pure nei periodi meno brillanti, a riprova della loro caratura storica che merita senz’altro un impianto all’avanguardia. Questo rilancio infrastrutturale non è solo funzionale, ma rappresenta un’affermazione di potenza economica e di un valore sportivo e culturale.

Altri articoli di sport su Dietro la Notizia

Davide_Falco
Davide Falco

Articoli

- Advertisement -spot_img

Ultimi Articoli