“Racconta di me e della mia causa, non dimenticare …”
Sono queste le ultime parole che Amleto morente rivolge ad Orazio, l’amico carissimo, l’unico sopravvissuto della storia.
E questi accoglie la preghiera e ne diventa il testimone. Col procedere del tempo però, com’è normale, il ricordo si sbiadisce e si deteriora e nella mente di Orazio la vicenda si confonde e si scompone.
Lo spettacolo va ad inserirsi nel filone degli spettacoli shakespeariani della Compagnia: Otello, Romeo e Giulietta e Macbeth, allestimenti caratterizzati da messe in scena originali, un linguaggio visivo marcato e quasi cinematografico, ritmo sostenuto, uso drammaturgico delle luci e della musica e spesso mancanza totale di coordinate spazio-temporali concrete e naturalistiche. Un percorso verso la frammentarietà, che qui, con Amleto, raggiunge il suo apice

Con questo Amleto, si invita il pubblico a riflettere sulla fragilità del ricordo e sulla necessità di raccontare, condividere, e vivere attivamente la memoria. Il teatro diventa così un atto di resistenza contro l’oblio, un modo per tenere viva la storia e per far sì che ciò che siamo, ciò che amiamo, e ciò che temiamo, non si perda nel caos del tempo.
Siamo noi, spettatori e narratori, a dover custodire e tramandare le memorie, perché nessuna macchina, per quanto perfetta, può sostituire il cuore umano nel compito di ricordare.
Viviamo in un’epoca in cui affidiamo la nostra vita e i nostri ricordi a macchine, credendo che possano conservarli per sempre. Eppure, anche le tecnologie più avanzate non sono esenti dall’errore e dal deterioramento. La memoria digitale non è più sicura di una pagina antica, e il rischio di perdere ciò che siamo è più grande che mai.
MTM Teatro Leonardo – dal 17 al 27 ottobre 2024
Amleto
di William Shakespeare
progetto e regia di Corrado d’Elia
assistenti alla regia Marco Rodio e Marco Brambilla
con Corrado d’Elia, Chiara Salvucci, Angelo Zampieri, Raffaella Boscolo, Filippo Lai, Gianni Quillico, Marco Brambilla, Giovanni
Carretti, Marco Rodio
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