Mtm Teatro Litta: “Fake”– Prima Nazionale

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FAKE news internazionali, si è affidata a MTM e alla cura di Valeria Cavalli e Filippo Renda per riprodurre un bizzarro caso mediatico realmente avvenuto in Germania tra il 2017 e il 2018.
Quello a cui assisterete è un esperimento socio-scientifico proposto dalla società tedesca al fine di analizzare il proprio operato riproducendo, grazie a due attori, un’intervista svolta a porte chiuse.

I fatti narrati sono accaduti in Germania tra luglio 2017 e giugno 2018, quando una donna su un famoso social media, ha dichiarato di aver vinto una cifra vicina ai 40 milioni di euro e di aver deliberatamente scelto di non ritirare il premio scatenando l’ira e lo sdegno di migliaia di utenti che hanno reso la notizia virale.

dal 15 al 25 novembre 2018 / Teatro Litta

ProduzioneMTM
Manifatture Teatrali Milanesi

Teatro Litta di Milano:The Sense of life for a single man

Alessandro Quattro, Alessandro Mor
Alessandro Quattro, Alessandro Mor

The Sense of life for a single man, in scena per la prima volta in Italia e per la prima volta sarà sul palco del Teatro Litta di Milano (dal 5 al 15 aprile), uno spettacolo dove il sentimento infinito di solitudine diverrà il padrone assoluto del suo essere. L’unica persona a renderlo presente nel mondo l’ha lasciato per sempre.

Sinossi:
George Falconer è un professore inglese di letteratura all’università di Los Angeles. Siamo nei primi anni 60 del secolo scorso e George, seduto nella sua solita poltrona, in una delle tante serate passate in attesa dell’arrivo del suo amato, apprende una “novità” che si presenta al suo cospetto senza possibilità di replica: il suo compagno è morto in un incidente stradale! Incapace di reagire al lutto e all’afflizione, di un amore che durava da sedici anni, si mette a riordinare carte, oggetti e sentimenti. Tenta persino di togliersi la vita con un colpo di pistola ma senza riuscirci.

Charley, una vecchia amica delusa e disillusa, prova a tirarlo fuori dalla malinconia che ormai l’ha pervaso.
La vita di George si è raggruppata in una serie di oggetti e di gesti che gli permettono di ricordarsi che è ancora in vita, mentre il senso della banalità del vivere, si fa sempre più nauseante.

A single man è un mélo intessuto di atti mancati e infiniti (rim)pianti. Il professore, portatore di un dolore universale, vive (e muore) nell’attesa del ricongiungimento all’amato. Sarà proprio il lutto, lo spirito della scena.

The Sense of life for a single man al Teatro Litta

The Sense of life for a single man
The Sense of life for a single man

Dal 5 al 14 aprile 2018 Teatro Litta – Prima Nazionale THE SENSE OF LIFE FOR A SINGLE MAN Liberamente ispirato da “Un uomo solo” (A Single Man)
di Christopher Isherwood

The Sense of life for a single man, in scena per la prima volta in Italia e per la prima volta sarà sul palco del Teatro Litta di Milano, uno spettacolo dove il sentimento infinito di solitudine diverrà il padrone assoluto del suo essere. L’unica persona a renderlo presente nel mondo l’ha lasciato per sempre.

Sinossi:
George Falconer è un professore inglese di letteratura all’università di Los Angeles. Siamo nei primi anni 60 del secolo scorso e George, seduto nella sua solita poltrona, in una delle tante serate passate in attesa dell’arrivo del suo amato, apprende una “novità” che si presenta al suo cospetto senza possibilità di replica: il suo compagno è morto in un incidente stradale!

Incapace di reagire al lutto e all’afflizione, di un amore che durava da sedici anni, si mette a riordinare carte, oggetti e sentimenti. Tenta persino di togliersi la vita con un colpo di pistola ma senza riuscirci.

Charley, una vecchia amica delusa e disillusa, prova a tirarlo fuori dalla malinconia che ormai l’ha pervaso.
La vita di George si è raggruppata in una serie di oggetti e di gesti che gli permettono di ricordarsi che è ancora in vita, mentre il senso della banalità del vivere, si fa sempre più nauseante.

A single man è un mélo intessuto di atti mancati e infiniti (rim)pianti. Il professore, portatore di un dolore universale, vive (e muore) nell’attesa del ricongiungimento all’amato. Sarà proprio il lutto, lo spirito della scena.

Al Teatro Litta: “Montagne russe”

Montagne russe
Montagne russe

Ironica e profonda. Intelligente e esilarante. Acuta e fruibile. Un serbatoio di emotività assolutamente coinvolgente. Quella che la compagnia teatrale Eccentrici Dadarò porta in scena dal 20 marzo al Teatro Litta di Milano è la commedia dello scrittore, sceneggiatore, commediografo e regista francese Eric Assous dal titolo Montagne Russe.

Attraverso una commedia all’apparenza godibilissima per ritmo e capacità inventiva, Assous riesce a veicolare una tagliente riflessione sul tema dei rapporti familiari e sul valore della responsabilità nei confronti degli altri.

La dinamica implacabile che, per tutto l’arco del testo, impronta il rapporto tra i due personaggi – portati in scena da Antonio Rosti e Rossella Rapisarda – viene ribaltata nel finale, in cui si svela il segreto che lega i due protagonisti.

La regia di Fabrizio Visconti gioca sapientemente sul doppio livello drammaturgico, brillante in superficie e drammatico nel sottotesto, alternando registri diversi di messinscena e seminando lungo il percorso indizi mai svelati della grande svolta che attende lo spettatore nel finale dell’opera.

Il serrato confronto tra i due protagonisti si gioca tutto sulla scena di un set domestico, a tratti “violato” dall’intrusione di suoni e luci del mondo esterno, percepiti in lontananza più o meno marcata, come ad inserire la vicenda particolare dei due personaggi nel più ampio fluire della vita dell’umanità contemporanea.

Mtm Teatro Litta : Riccardo III di W. Shakespeare

Riccardo III
Riccardo III

Dal 20 febbraio al 4 marzo 2018 / Teatro Litta
Compagnia Corrado d’Elia
RICCARDO III di William Shakespeare
adattamento e regia di Corrado d’Elia

Togliere la dimensione storica, filologica a Riccardo III significa mettere a nudo un alfabeto di colori primari: la paura, l’odio, il sospetto e l’ambizione; sentimenti che sono la materia prima del teatro e che diventano nello spettacolo, gli ingredienti di un mondo archetipico in cui si rispecchiano idealmente tutte le società possibili, passate e contemporanee, ugualmente piegate al gioco dell’intrigo e della lotta di potere; un potere che spesso oggi non si riesce neanche a vedere o a identificare.

Riccardo diventa così, in una dimensione contemporanea, asettica e distante, il Big Generator, la mente diabolica assetata di potere e di gloria, capace di desiderare tutto, oltre ogni umana decenza e oltre ogni tollerato pudore. E’ la pura incarnazione del male, il calcolatore spregiudicato che programma, ordisce, tesse trame e con parole sapienti, convince, seduce ed uccide.

E’ il grande virus che muove e conduce il gioco, manovrando il joystick di un videogame dove tutti alla fine, nemici e complici, risultano uguali pedine da abbattere o conquistare, a servizio della propria ambizione.

Tra incubo e realtà, luci psichedeliche e geometrie pulsanti, la voce senza corpo di Riccardo dirige, complotta, seduce e uccide, saltando di livello in livello, in una progressione vertiginosa, finendo per distruggere oltre al suo mondo, anche se stesso, fino al game over finale.

Una continua appassionante soggettiva, lo scanner di una mente perversa e malata, che nella sua cruenta sete di potere, di desiderio e di morte, muove con passione distorta verso il compimento di un destino terribile, grandioso e in qualche modo geniale.
Tutto questo non lascia scampo: il genio, il male, il sogno e il gioco tragicamente insieme.

Il percorso shakespeariano della Compagnia Corrado d’Elia
Lo spettacolo, per cifra stilistica e pulsione immaginifica, completa il percorso di scavo, che da diversi anni la Compagnia Corrado d’Elia persegue sui capolavori di W. Shakespeare.
Otello, Romeo e Giulietta, Macbeth, Amleto e ora appunto Riccardo III.