Io, Moby Dick – Teatro Litta

angelo-redaelli
angelo-redaelli

Dal 3 al 15 marzo 2020/ Teatro Litta
produzione Compagnia Corrado d’Elia

La storia la conosciamo: il Capitano Achab, al comando della baleniera Pequod è alla ricerca di Moby Dick, la terribile balena bianca che durante una battuta di caccia gli ha amputato una gamba, distrutto la nave, mandato a picco il carico e ucciso molti uomini.

Achab, accecato dalla sete di vendetta, conduce la nave per mari pericolosi, alla ricerca ossessiva della balena, che riesce sempre, misteriosamente, quasi diabolicamente, a salvarsi. Intrisa di rimandi allegorici, è questa una strepitosa storia di mare, tra le più avvincenti, una storia a ben dire epica. Moby Dick è ancora oggi il simbolo del desiderio dell’uomo di conoscere, o meglio, della piccolezza dell’uomo davanti al suo desiderio.

A metà tra Ulisse e Caronte, Achab diventa una figura archetipica, fermo lì ad interpretare la lotta impari dell’uomo contro la natura, la sfida della ragione contro l’abisso e la battaglia spirituale dell’uomo con se stesso, alla ricerca oggi più che mai di un senso disperato per la propria vita. Quell’indagine, quel desiderio, quella ricerca di assoluto, quel miraggio di verità e di grandezza che l’uomo insegue da sempre e che non non potrà mai afferrare a pieno.

Teatro Litta: “Mai generation”

Mai Generation_foto Umberto Terr
Mai Generation_foto Umberto Terr

“Mai generation”  – dal 18 al 20 febbraio 2020 / Teatro Litta – è uno spettacolo che vuole parlare al mondo degli adolescenti e al loro naturale desiderio di cambiamento. Tutto si svolge all’interno di una scuola occupata dove i ragazzi possono sentirsi improvvisamente adulti, cittadini del proprio mondo e responsabili delle proprie scelte.Immerso nel presente con tutte le sue contraddizioni, il racconto prende a tratti la strada del confronto generazionale con la stagione del 68: mentre i ragazzi di quegli anni reclamavano il bisogno di uscire da rigidi schemi sociali, gli adolescenti di oggi si sentono in bilico tra aspettative (proprie, collettive e genitoriali) e mancanza di prospettiva. Tra votazioni, slogan e proteste emerge il mondo quotidiano dell’adolescenza fatto di paure, slanci, imbarazzi e nuove scoperte.

TEMATICHE AFFRONTATE
Le aspettative e il giudizio
A partire dal confronto con i ragazzi su cosa voglia dire essere adolescenti oggi, la prima, epidermica, emozione che affiora è quella della paura. Emerge la paura di non essere all’altezza delle proprie aspettative e soprattutto delle aspettative dei genitori, che oggi possono essere restrittivi, ma allo stesso tempo comportarsi da pari, confondendo piani e desideri. Emerge la paura di restare indietro rispetto alle tappe della vita considerate obbligate, quali, su tutte, quelle legate all’affettività e alla scoperta della propria sessualità.

Allo stesso tempo, però, le paure sono accompagnate da un grande senso di rivalsa e da una consapevolezza nuova dei propri turbamenti. I ragazzi intra¬prendono una lotta sotterranea, ma continua, contro aspettative, pressioni sociali e giudizi esterni: questa è la lotta che abbiamo voluto enfatizzare, mettendo in scena storie di adolescenti che tentano, a volte affrontando il fallimento, di ribellarsi agli stereotipi e alle coercizioni imposte dai condizionamenti culturali.

“Fake” al Teatro Litta

Fake
Fake

dal 26 novembre al 1 dicembre Teatro Litta
Produzione Manifatture Teatrali Milanesi

FAKE
di Valeria Cavalli, Filippo Renda – regia Filippo Renda
con Filippo Renda, Irene Serini

Cosa è vero e cosa è falso? Come distinguere ciò che è vero da ciò che è falso? E non è forse vero che c’è sempre un po’ di falso anche nella verità? Perché la verità specchiata non esiste o meglio esiste dentro di noi.

Ma neppure quest’affermazione è del tutto vera soprattutto quando la verità è verbalizzata: in un attimo avviene già una prima mistificazione esattamente come succede a certi alimenti che si anneriscono a contatto con l’aria. Se poi la verità viene messa sotto spietati riflettori davanti a un pubblico che deve giudicare, allora ogni parola cela un significato ambiguo che genera mille sospetti.

E’proprio questa tortura mediatica che dovrà subire la protagonista del nostro “Lie Detector” che, dopo essere salita agli onori della cronaca come “la donna più fortunata del mondo”, si ritrova a sfidare la diffidenza di chi la crede una bugiarda seriale e una irriducibile mitomane.

Mtm Teatro Litta: “Fake”– Prima Nazionale

fake-news
fake-news

FAKE news internazionali, si è affidata a MTM e alla cura di Valeria Cavalli e Filippo Renda per riprodurre un bizzarro caso mediatico realmente avvenuto in Germania tra il 2017 e il 2018.
Quello a cui assisterete è un esperimento socio-scientifico proposto dalla società tedesca al fine di analizzare il proprio operato riproducendo, grazie a due attori, un’intervista svolta a porte chiuse.

I fatti narrati sono accaduti in Germania tra luglio 2017 e giugno 2018, quando una donna su un famoso social media, ha dichiarato di aver vinto una cifra vicina ai 40 milioni di euro e di aver deliberatamente scelto di non ritirare il premio scatenando l’ira e lo sdegno di migliaia di utenti che hanno reso la notizia virale.

dal 15 al 25 novembre 2018 / Teatro Litta

ProduzioneMTM
Manifatture Teatrali Milanesi

Teatro Litta di Milano:The Sense of life for a single man

Alessandro Quattro, Alessandro Mor
Alessandro Quattro, Alessandro Mor

The Sense of life for a single man, in scena per la prima volta in Italia e per la prima volta sarà sul palco del Teatro Litta di Milano (dal 5 al 15 aprile), uno spettacolo dove il sentimento infinito di solitudine diverrà il padrone assoluto del suo essere. L’unica persona a renderlo presente nel mondo l’ha lasciato per sempre.

Sinossi:
George Falconer è un professore inglese di letteratura all’università di Los Angeles. Siamo nei primi anni 60 del secolo scorso e George, seduto nella sua solita poltrona, in una delle tante serate passate in attesa dell’arrivo del suo amato, apprende una “novità” che si presenta al suo cospetto senza possibilità di replica: il suo compagno è morto in un incidente stradale! Incapace di reagire al lutto e all’afflizione, di un amore che durava da sedici anni, si mette a riordinare carte, oggetti e sentimenti. Tenta persino di togliersi la vita con un colpo di pistola ma senza riuscirci.

Charley, una vecchia amica delusa e disillusa, prova a tirarlo fuori dalla malinconia che ormai l’ha pervaso.
La vita di George si è raggruppata in una serie di oggetti e di gesti che gli permettono di ricordarsi che è ancora in vita, mentre il senso della banalità del vivere, si fa sempre più nauseante.

A single man è un mélo intessuto di atti mancati e infiniti (rim)pianti. Il professore, portatore di un dolore universale, vive (e muore) nell’attesa del ricongiungimento all’amato. Sarà proprio il lutto, lo spirito della scena.