OPERATORI DI AZIONE CONTRO LA FAME A GAZA E IN CISGIORDANIA
Azione contro la Fame esprime estrema preoccupazione per l’escalation di violenza a Gaza e in Israele e per la sicurezza dei suoi operatori nelle aree colpite, per lo più persone del posto, e delle loro famiglie.
L’organizzazione fa sapere che, fortunatamente, nessuno di loro è stato ferito, anche se diversi colleghi hanno dovuto lasciare le loro case, poiché si trovano in zone designate come obiettivi militari.
“Stiamo monitorando attentamente la situazione e lavorando a tutti i livelli per trasferire i nostri colleghi e le loro famiglie in aree più sicure – dichiara Chiara Saccardi, responsabile di Azione contro la Fame per il Medio Oriente – nel frattempo, stiamo facendo tutto il possibile per ridurre i rischi e garantire loro l’accesso a cibo, acqua ed elettricità”.
“A causa di questa grave situazione di insicurezza – continua Chiara Saccardi – abbiamo sospeso temporaneamente tutte le nostre attività a Gaza. Gli operatori rimangono in allerta per poter tornare a lavorare ai nostri programmi umanitari non appena la situazione lo permetterà”.
Il “blocco totale” di Gaza, annunciato da Israele, è un altro motivo di grande preoccupazione: impedire che carburante, acqua e cibo raggiungano la popolazione civile è contrario al diritto umanitario internazionale.
La protezione dei civili, la fornitura di beni di prima necessità e l’apertura di corridoi umanitari per garantire l’ingresso dell’assistenza umanitaria essenziale, nonché la circolazione sicura delle persone, sono fondamentali.
AZIONE CONTRO LA FAME NEI TERRITORI PALESTINESI OCCUPATI
Azione contro la Fame lavora nei Territori Palestinesi Occupati dal 2002 e ha iniziato a operare a Gaza nel 2005. Le attività che sono state momentaneamente sospese includono la riabilitazione di punti d’acqua sicuri e potabili nei centri sanitari e la collaborazione con le istituzioni per la gestione dell’acqua e il miglioramento dell’approvvigionamento idrico in tutta Gaza.
Azione contro la Fame fornisce formazione agli agricoltori sulle tecniche di coltivazione e sulla costruzione di serre per aumentare la produzione alimentare, e a giovani e donne per aiutarli a entrare nel mercato del lavoro, sia in termini di occupazione che di imprenditorialità.
Secondo le Nazioni Unite (OCHA), nel 2023 2,1 milioni dei 5,5 milioni di palestinesi nei Territori Palestinesi Occupati avevano bisogno di assistenza umanitaria. Di questi, 800.000 erano in Cisgiordania e 1,3 milioni nella Striscia di Gaza. Nel 2022, nei Territori Palestinesi Occupati, Azione contro la Fame ha aiutato 806.142 persone in un contesto di crisi multiple, impiegando fondi per oltre 10 milioni di euro.
CHI È AZIONE CONTRO LA FAME

Azione contro la Fame è un’organizzazione umanitaria internazionale che crede che ogni essere umano ha diritto a una vita libera dalla fame. Specialisti da oltre 40 anni, prevedono fame e malnutrizione, ne curiamo gli effetti e preveniamo le cause. Sono in prima linea in 55 paesi del mondo per salvare la vita dei bambini malnutriti e rafforzare la resilienza delle famiglie con cibo, acqua, salute e formazione.
Guidano con determinazione la lotta globale alla fame, introducendo innovazioni che creano progresso, lavorando in collaborazione con le comunità locali, mobilitando persone e governi, per realizzare un cambiamento sostenibile.
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