25.7 C
Milano
domenica, Agosto 2, 2026

Donazione di sangue, l’altruismo trionfa sulla paura: lo studio di Serenis

La donazione del sangue rappresenta un gesto che ha un impatto significativo sulla vita di molti. Ogni anno, circa 630 mila persone vengono salvate grazie alle trasfusioni di sangue, in particolare i pazienti affetti da patologie croniche.

Quest’atto di altruismo non solo aiuta il ricevente, ma giova anche al donatore, aumentando il livello di gioia e stimolando il meccanismo di gratificazione nel cervello. Infatti, secondo Serenis e Fondazione Telethon, compiere un atto di altruismo giova non solo al prossimo, ma anche a se stessi.

Tuttavia, quali sono le motivazioni dietro la scelta di donare o meno il sangue? Per comprendere meglio le ragioni che spingono a compiere questo gesto, Serenis, una piattaforma di benessere mentale, ha coinvolto 235 persone in un sondaggio.

I risultati della survey: le emozioni dietro la donazione del sangue

Secondo gli esiti, i donatori rappresentano il 59% degli intervistati. Di questi, solo il 14,9% dichiara di aver smesso, principalmente a causa del malessere pre o post prelievo, o per i requisiti molto rigidi richiesti in fase di donazione. D’altra parte, i non donatori equivalgono al 40,8% delle persone, bloccati soprattutto da paure come quella per l’ago (14,4%).

Nonostante ciò, le sensazioni negative legate alla donazione, come ansia e paura, sono riscontrabili solo nel 17% degli intervistati. Si può quindi notare che il timore cede il passo a emozioni positive quali altruismo, orgoglio, benessere, gratitudine e soddisfazione.

Come spiega Martina Migliore, esperta di Superhero Therapy e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale di Serenis: “Il nostro lato sociale, quello che ci spinge a stare insieme e ad aiutarci, è fondamentale per farci sopravvivere. Ma perché aiutiamo gli altri? Per incentivare lo spirito di solidarietà, la compassione o per compiere un atto di fede: in molte religioni, infatti, aiutare il prossimo viene considerato un principio centrale. Ma possiamo anche farlo per occupare il tempo, incontrare nuove persone, ridurre il senso di colpa o ricevere gratificazioni. Insomma, per premesse più “egoistiche”. Per esempio, una persona può scegliere di donare il sangue perché ritiene che sia un dovere, avendone la possibilità, ma forse nel suo processo decisionale influisce anche il vantaggio di controllarsi periodicamente, grazie alle analisi regolari e gratuite. Questo ovviamente non toglie il valore del gesto, né rende la persona meno “altruista”, anzi, sapere che fare del bene può giovare anche a noi stessi può essere un motivo ulteriore per impegnarsi nel volontariato o nella beneficenza”.

Altri articoli di salute su Dietro la Notizia

Davide_Falco
Davide Falco

Articoli

- Advertisement -spot_img

Ultimi Articoli