Il LAC Lugano nell’ambito di Lingua Madre – Capsule per il futuro presenta:
Other Lands. Narrazioni non retoriche
disponibile dal 9 maggio
con accesso libero e gratuito sul sito: luganolac.ch/lingua-madre
LAC Lugano Arte e Cultura
Il palinsesto di Lingua Madre – Capsule per il futuro, progetto artistico totalmente inedito ideato da Carmelo Rifici, direttore artistico del LAC, e da Paola Tripoli, direttrice artistica del FIT Festival, prosegue e si sposta all’estero in tre viaggi intrapresi con Other Lands. Narrazioni non retoriche, tra Sudafrica, Egitto/Palestina e Polonia.
A cura di Paola Tripoli, Other Lands è un progetto artistico in cui il teatro vuole porre in primo piano, senza filtri, le narrazioni dei dimenticati. Artisti dimenticati dal mercato dell’arte, artisti che, in quanto tali, in alcuni Paesi sono visti dal potere come pericolosi portatori di idee non allineate. Artisti-attivisti, quindi rivoluzionari, che raccontano “minoranze” che parlano le lingue del ghetto, colorati e oltre il genere, gay, trans.
Il primo viaggio, dal 9 maggio disponibile gratuitamente sul sito del LAC,
porta lo spettatore in Sudafrica con Margine di errore il progetto diretto dal sudafricano Rudi Van der Merwe che coinvolge la fotografa Lee-Ann Olwage, la poetessa Ronelda Kampfer e il rapper Churchill Naudé, tre artisti uniti dal fatto di essere nati, o di conoscere bene, le periferie di Città del Capo, le cosiddette Cape Flats, luoghi in cui esplodono le contraddizioni di una terra dominata da enormi disuguaglianze.
Margine di errore riassume le opere dei tre artisti in tre stanze che si distinguono tra loro per la tipologia di contenuti e per la loro fruizione. Un’immersione nel Sudafrica fatta di contenuti audio, quasi musiche, in lingua originale l’afrikaans (con traduzione disponibile), di poemi/poesie colmi di dolore e di forza, di ballate rap e blues in forma video dove la disperazione non lascia spazio mai all’odio. Si avrà modo di percorrere le strade dei quartieri di cui Olwage, Naudè e Kampfer raccontano la vita, dando voce a chi vive ai margini.
Dal 23 maggio Other Lands si sposta in Egitto con Lexiconality-Imaginaries,
un duo artistico che pratica l’installazione come strumento di ricerca. L’egiziano Mohamed Abdelkarim e la palestinese Noor Abuarafeh in Notions never defined by investigating, a subject we are contemplating compongono una costellazione, una mappa, uno spazio/cielo che guida lo spettatore attraverso foto, video, testi in un percorso soggettivo di conoscenza, libertà, realtà, astrazione.
La terza tappa del viaggio porta il progetto in Polonia
a partire dal 28 maggio dove l’autrice Anka Herbut propone Antibodies una radiotrasmissione dalle “strade polacche” e dall’interno del corpo femminile, dove si svolgono le proteste di All-Poland Women’s Strike (movimento sociale per i diritti delle donne in Polonia). È un manifesto in progress, che si forma e si trasforma a seconda di ciò che il corpo collettivo sperimenta, vive, sente e vuole.



