Teatro alla Scala – Diana Damrau

DIANA DAMRAU
DIANA DAMRAU – SInger. photographed in New York City.

Lunedì 12 marzo 2018 – ore 20
Teatro alla Scala

Recital del soprano DIANA DAMRAU
Pianoforte Helmut Deutsch
Musiche di Hugo Wolf e Richard Strauss

Diana Damrau nativa di Günzburg an der Donau (Germania), è uno dei più importanti soprani sulle scene internazionali, ospite regolare da vent’anni dei più rinomati teatri d’opera e delle sale da concerto più prestigiose.

Il suo ampio repertorio spazia dai ruoli di soprano lirico a quelli di coloratura, comprendendo, quali cavalli di battaglia, i ruoli eponimi in Lucia di Lammermoor (che ha cantato, oltre che alla Scala, alla Bayerische Staatsoper, al Metropolitan, al Covent Garden), Manon (Staatsoper di Vienna e Metropolitan) e La traviata (oltre che alla Scala, al Metropolitan, al Covent Garden, all’Opéra di Parigi e alla Bayerische Staatsoper), nonché la Regina della Notte nella Zauberflöte (Metropolitan, al Festival di Salisburgo, a Vienna, a Monaco e al Covent Garden).

Nella stagione 2017-18 ha in programma una tournée per promuovere il suo ultimo CD dedicato a Meyerbeer, una serie di recital con Jonas Kaufmann e una tournée in Asia con il marito, il basso-baritono Nicolas Testé. Riprenderà i suoi celebrati ruoli di Lucia e di Violetta e debutterà come Maria Stuarda nell’omonima opera di Donizetti e come Marguerite nel Faust di Gounod. Nel 2007 Diana Damrau è stata insignita del titolo di Bayerische Kammersängerin e nel 2014 ha ottenuto l’Opera International Award come “Cantante dell’anno”.

Hugo Wolf è la punta più avanzata di una scrittura liederistica che scava nei sottintesi del testo con un’acutezza psicologica quasi sensitiva; il Lied è d’altra parte il suo terreno d’elezione, su cui procede per ondate di entusiasmo, componendo prima una cinquantina di Lieder su testi di Mörike, poi circa altrettanti su testi di Goethe, e infine dedicandosi a due raccolte più sbarazzine, che il futuro premio Nobel Paul Heyse aveva tradotto in tedesco rispettivamente dallo spagnolo e dall’italiano, e che riproducevano col linguaggio schietto e colorito della lingua popolare bisticci di innamorati e schermaglie di ragazzi.