“Floatin’ Pieces”, il nuovo disco degli Using Bridge

Usingbridge
Usingbridge

E’ uscito venerdì 26 gennaio “Floatin’ Pieces”, il nuovo lavoro degli Using Bridge, rock band romagnola arrivata alla quarta pubblicazione dopo un percorso iniziato nel 2002 e costellato da tre lavori precedenti (“Sha-Whao”, 2004; “and I will be heard”, 2012; e il live acustico “a Night in Acousticland”) all’insegna di una mescolanza fra rock settantiano e suggestioni grunge-stoner.

Il disco è disponibile in formato fisico scrivendo alla pagina Facebook della band o su Bandcamp.
Gli Using Bridge presenteranno “Floatin’ Pieces” venerdì 9 febbraio con un release-party allA Yellow Factory di Riccione.

Il nuovo lavoro, totalmente autoprodotto, è formato da nove canzoni che spostano la direzione sonora del gruppo verso gli anni Novanta, riportandone una visione al contempo maestosa ed emozionale, dove le ritmiche potenti di basso e batteria sorreggono le trame efficacemente ad intreccio delle due chitarre, una ad imbastire una sostanziosa rotativa elettrica, l’altra a disegnare frammenti urticanti di melodia o a spargere rumore. Al centro di questo incedere granitico la voce, profonda e screziata di oscurità.

I “pezzi galleggianti” del titolo sono i frammenti sospesi negli anni di vita del gruppo che sono andati accorpandosi in un amalgama capace di rispecchiare la visione sonora degli Using Bridge, nella quale comunque ogni brano fa storia a sé: l’inizio imperioso di “Amigdala”, la chiusura evocativa di “God Knows” con il suo pathos introspettivo che si distende lungo un falsopiano quasi post-rock, un piccolo gioiello fra alberi urlanti come la ballad d’amore “Anymore”.

Le canzoni degli Using Bridge provano a dare ordine al caos (la già citata traccia d’apertura), disegnano salvifiche visioni lisergiche (“Velvet Sky”), raccontano l’amore e l’istinto (la title-track, “Werewolves”), riflettono sull’esistenza (“Leave your skin”), descrivono il potere della memoria (“Can remember”) e dell’ossessione (“Run to you”).

Ogni traccia è l’espressione di una band in eccezionale stato di forma, che ribadisce la forza catartica e travolgente del rock.