
di Stefano Daprile
Milano supera la nobile decaduta Virtus Bologna e mantiene una vetta in campionato dal sapore decisamente più amaro rispetto alla dolcezza che la leadership in classifica dovrebbe offrire.
I motivi sono soprattutto da ricercarsi fuori dai confini nazionali, con la pessima situazione dell’Emporio nel girone d’Eurolega che già a novembre sembra essersi tramutata nella classica spada di Damocle pronta a colpire e dar fine a sogni di gloria, o almeno di top 16 delle scarpette rosse.
Ma l’ingrediente che sembra donare l’amaro più deciso è dato probabimente dal potenziale di questo roster. Coach Repesa ci sta decisamente provando a tramutare questo gruppo in una squadra, si vedono infatti geometrie e movimenti non consueti al Forum negli ultimi anni, ma quel che preoccupa è che questa squadra non sembra poter offrire niente di più che buone prestazioni contro le tutt’altro che temibili avversarie della Lega A italiana.
Ci sono evidenti lacune di costruzione sull’asse portante della squadra Play-Pivot.
In regia Lafayette se non entra il tiro dalla distanza è dannoso. Cinciarini appena si sale di livello appare inadeguato. Sotto le plance Barac è stanco di nome e di fatto, Lawal fa venire in mente sempre e solo lo stesso interrogativo (ma c’era proprio bisogno di richiamarlo?), mentre McLean, un pò appannato atleticamente in questo momento, ha lo stesso problema del Samuels della stagione appena trascorsa, in Europa fatica.
Intorno a loro luci e ombre, con capitan Gentile e Simon unici a illuminare con continuità il parquet, mentre per gli altri qualche lampo e niente più.
Questo Olimpia manca decisamente di qualità e un intervento sul mercato è necessario, ma non è Sanders l’uomo che serviva.



