EA7 EMPORIO ARMANI OLIMPIA MILANO – OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA

Olimpia_Milano
Olimpia_Milano

di Stefano Daprile

Milano supera la nobile decaduta Virtus Bologna e mantiene una vetta in campionato dal sapore decisamente più amaro rispetto alla dolcezza che la leadership in classifica dovrebbe offrire.

I motivi sono soprattutto  da ricercarsi fuori dai confini nazionali, con la pessima situazione dell’Emporio  nel girone d’Eurolega che già a novembre sembra essersi tramutata nella classica spada di Damocle pronta a colpire e dar fine a sogni di gloria, o almeno di top 16 delle scarpette rosse.

Ma l’ingrediente che sembra donare l’amaro più deciso è dato probabimente dal potenziale di questo roster. Coach Repesa ci sta decisamente provando a tramutare questo gruppo in una squadra, si vedono infatti geometrie e movimenti non consueti al Forum negli ultimi anni, ma quel che preoccupa è che questa squadra non sembra poter offrire niente di più che buone prestazioni contro le tutt’altro che temibili avversarie della Lega A italiana.

Ci sono evidenti lacune di costruzione sull’asse portante della squadra Play-Pivot.
In regia Lafayette se non entra il tiro dalla distanza è dannoso. Cinciarini appena si sale di livello appare inadeguato. Sotto le plance Barac è stanco di nome e di fatto, Lawal fa venire in mente sempre e solo lo stesso interrogativo (ma c’era proprio bisogno di richiamarlo?), mentre McLean, un pò appannato atleticamente in questo momento, ha lo stesso problema del Samuels della stagione appena trascorsa, in Europa fatica.

Intorno a loro luci e ombre, con capitan Gentile e Simon unici a illuminare con continuità il parquet,   mentre per gli altri qualche lampo e niente più.

Questo Olimpia manca decisamente di qualità e un intervento sul mercato è necessario, ma non è Sanders l’uomo che serviva.

 

 

EA7 Emporio Armani Olimpia Milano – Banco Sardegna Sassari

Assago (Milano), 29 marzo 2015 di Stefano Daprile. Milano sbanca il Banco. E non lo fa semplicemente trovando 2 punti che in regular season non provocano sconvolgimenti sostanziali alla classifica, ma la vittoria di Milano ha un valore ben maggiore, soprattutto in termini di fiducia. Dopo le 2 sconfitte patite contro Sassari in altrettante finali di questa stagione, occorreva ristabilire le gerarchie con una prova convincente che spaventasse i ragazzi di Sacchetti e mandasse loro un chiaro messaggio su quale sia la squadra da battere nei prossimi Play Off.
L’Olimpia ha centrato in pieno l’obiettivo costruendo il successo sin dalla palla a due. Nei primi minuti di gara Hackett, Moss e Gentile hanno francobollato senza sosta gli esterni talentuosi di Sassari, killer delle finali perse, costringendo di fatto Sacchetti a spostare il baricentro del gioco dei suoi sotto le plance, non trovando però gli stessi risultati.
Capitan Gentile conferma il suo ottimo momento di forma e a metà prima frazione i suoi 8 punti mettono già le scarpette rosse avanti in doppia cifra sul 16 a 6. È Kleiza, dalla panchina, a tirare il secondo colpo ai sardi. L’ex nba ha finalmente il mirino tarato e colpisce dall’arco per il 30 a 17 EA7.
Sassari abbozza una reazione sfruttando gli errori di Cerella e quelli di un Brooks sornione che appare fuori dal match. Ma la nuova arma letale dell’Emprio sta solo scaldando i motori e, giunto a temperatura, infiamma il forum con 11 punti consecutivi che lanciano l’Emporio sul +16.
Il Banco è saltato, e in un amen dall’arco Kleiza, Ragland e Gentile scrivono il 50 a 26 sui tabelloni, che profuma già di vittoria, prima che le squadre rientrino negli spogliatoi sul 56 a 33.
Nella ripresa sembra esserci un’altra Sassari e un altro Logan, il grande assente ingiustificato del primo tempo. Ma la reazione dura poco. Moss dall’angolo allontana i potenziali pericoli mentre il resto lo fa Samuels, a colpi di schiaccciate e stoppate, coadiuvato dalla classe del capitano. Milano gioca sul velluto arrivando a dilatare il gap fino al +29 del 85 a 56, prima di rilassarsi e risparmiare energie terminando un match dominato vincendo “solo” 97 a 80.
Pagelle: Ragland 6– Brooks 7,5 – Gentile 7,5 – Gigli 6 – Cerella 5,5 – Melli 5,5 – Kleiza 7 – Elegar 5,5 – James n.e.- Hackett 7 – Samuels 7 – Moss 6,5.

OLIMPIA EA7 EMPORIO ARMANI MILANO – DOLOMITI AQUILA TRENTO

Milano-Trento

Di Stefano Daprile, Assago (Mi) 20.10.14.

Si ricomincia da dove si era finito. Altra festicciola prepartita al Forum, con lo stendardo del 26esimo scudetto issato nel “cielo” del palazzetto, e con i discorsi scritti e trascritti di Coach Banchi e sua maestà Giorgio Armani, entrambi assai più a loro agio nelle loro consuete vesti, che come speaker abili ad alzare il volume degli spalti.

Spettatrice della premiazione, la quieta Trento, vincitrice lo scorso anno della Lega 2, e neo promossa nella massima serie per la prima volta nella sua storia.

Gli starting five sul parquet vedono Ragland, Brooks, Moss, Melli e Samuels per Milano, Forray, Grant, Mitchell,  Owens e Baldi Rossi per l’Aquila Dolomiti.

L’avvio di stagione ha già dato le prime indicazioni. Milano soffre le partenze. Anche contro Trento i ragazzi di Coach Banchi faticano nelle prime fasi di gara a trovare la concentrazione, lasciando condurre agli ospiti i giochi. Le 3 triple consecutive delle nuove guardie Brooks e Ragland, 2 volte, ribaltano l’inerzia e allontano fastidi con il 13 a 9 EA7, preludio del più ampio 19 a 11 firmato dall’appoggio al tabellone dell’intimidatore Shawn James.

Ancora James in avvio di seconda frazione firma il primo vantaggio in doppia cifra dell’Emporio. Sembra tutto già scritto se non fosse che un parziale di 11 a 2 per l’Aquila rimette tutto in discussione. Ricompattatosi, Milano sforna 3 belle giocate con Kleiza perfetto terminale offensivo. 7 punti personali dell’Ex NBA rimettono il +7, prontamente ricucito dall’intensità doppia degli ospiti, in netta contrapposizione con l’atteggiamento da infradito di alcune scarpette rosse. Grant impatta il match a quota 35 prima che l’intervallo lungo premi l’Olimpia con un misero 40 a 39.

 

Mitchell e Owens mettono la freccia per Trento in virtù del +4  in avvio di ripresa.  Partono i primi fischi ma erroneamente contro la terna arbitrale. Brooks è il primo del match ad andare in doppia cifra per il nuovo equilibrio sul 46 pari. Ancora l’Ex Nets, nonostante le liti col ferro in lunetta, rimette Milano avanti, che piano piano si scioglie trovando 2 triple di Melli e ancora Brooks per il nuovo +10.  Non è molto, non entusiasma nessuno, ma per la fine del terzo quarto può bastare anche il 64 a 56 scritto sui tabelloni.

 

L’ultimo periodo si apre con l’ennesima palla persa imbarazzante di Milano, questa volta di James. Trento è vicina. Ci vuole partita vera, cosa che James e Meacham non possono garantire, il primo per ragioni fisiche, il secondo per doti tecniche. Banchi controvoglia aggiusta il quintetto e chiede uno sforzo extra a Samuels e Ragland.  Non si vedono fuochi d’artificio ma bensì il semplice minimo sindacabile. L’ex Cantù Ragland trova la tripla del +9 con 180 secondi residui.  Per la vittoria  può bastare, Trento molla e virtualmente è già in direzione Brennero.  Milano vince faticando con un bugiardo 90 a 75, ma per il prosieguo della stagione urge faticare ancora molto per convincere.

 

La Partita

Pagelle: Ragland 6,5 – Brooks 6 –  Gentile 5,5 – Giglie N.E. –  Cerella 5,5 – Melli 5,5 –  Meacham 5,5 – Kleiza 6,5 –  James 6 – Hackett Squal. –  Samuels 7  – Moss 5,5.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Vuelle Pesaro

Assago (Milano), 31 marzo 2014 di Stefano Daprile. La partita: il testacoda di campionato vede partire in quintetto Petty, Turner, Johnson, Trasolini e Anosike per il fanalino di coda Pesaro, mentre Jerrells, Moss, Gentile, Kangur e Samuels sono lo starting five dei primi della classe.

Dopo aver divorato le più grandi squadre d’Europa, difficile mantenere la concentrazione alta in un impegno sulla carta troppo agevole. Il 2 a 8 con cui Pesaro apre il match al Forum è l’esemplificazione netta e chiara di questo concetto. Ci vuole un timeout-sveglia per le menti rilassate delle scarpette rosse per entrare nel match. Coach Banchi striglia i suoi, e Moss, Gentile e Samuels in un amen dimostrano di aver recepito il concetto firmando il controsorpasso sull’11 a 10. La diga marchigiana è già crepata. Il crollo avviene già a fine frazione a suon di colpi di triple di Kangur che frantumano la Libertas con un sonoro 25 a 15 scritto sui tabelloni.

Altro passaggio a vuoto in avvio di secondo quarto con il secondo 8 a 0 marchigiano del match. L’uomo che interrompe gli impicci e infiamma gli spalti ovviamente può essere solo San Bruno Cerella da Assago. 5 punti e stoppata al povero Musso lanciato in contropiede, per il venerato idolo del Forum che ricaccia Pesaro nell’abisso. Milano è +17 senza che nessuna se ne accorga per la facilità con cui è arriva il gap. Ci vuole l’ingresso in campo del neo arrivato Athinaiou per dare qualche interesse alla gara. 2 assist per l’uomo destinato ad allungare le già lunghe rotazioni di Milano, aiutano l’Emporio a chiudere il primo tempo sopra 49 a 32.

Il resto della gara tramuta il Forum in una palestra d’allenamento. Pesaro dovrà cercare punti salvezza altrove, mentre per Milano all’orizzonte si intravedono nuove sfide e stimoli, e in un angolino accanto alla panchina biancorossa Langford le aspetta paziente. 95 a 62 il risultato finale.

Pagelle: Gentile 6,5 – Cerella 7 – Melli 6 – Hackett 6 – Kangur 7 – Athinaiou 6 – Langford n.e. – Samuels 7 – Wallace 6,5. – Lawal 6,5 – Moss 7 – Jerrells 7 – Restelli 7.

Olimpia EA7 Emporio Armani Milano – Umana Venezia

Assago (Milano), 2 marzo 2014 di Stefano Daprile. La partita: lo starting five di Venezia è formato da Johnson, Taylor, Linhart, Peric e Crosariol mentre Milano, priva di Langford per un risentimento al ginocchio, rivoluziona il quintetto partendo con Hackett, Moss, Gentile, Wallace e Lawal.

L’inizio è degli ospiti, le triple di Linhart permettono infatti ai lagunari di spaventare un po’ l’Olimpia e condurre i primi minuti di 6 lunghezze, costringendo Coach Banchi a chiamare timeout per scuotere i suoi da una sonnolenza ingiustificata. Alla ripresa l’Umana allunga fino alla doppia cifra di margine con l’8 a 18 scritto sui tabelloni. Nemmeno la tripla di Moss inverte la tendenza e il gap si dilata ancora, fino al 16 a 28 del primo intervallo.

Kangur trova il Jumper giusto, Venezia il +13. E’ il momento del primo scossone per la rimonta. La carica la suonano i 5 punti di Jerrells e la schiacciata di Samuels che riportano l’Olimpia sotto di 8. Milano inizia a correre e ad aprirsi il campo, accorcia a meno 6 ma Linhart dall’altra parte è indemoniato e conduce Venezia a un nuovo +11. Ci vuole un campione che trascini Milano fuori dall’imbarazzo. All’inserzione risponde Daniel Hackett che con 9 punti consecutivi completa quasi da solo la rimonta, prima della parità assoluta a quota 44 firmata da Melli, abile a trovare il tap-in sugli stessi errori ai liberi dell’Ex Siena. C’è ancora spazio per i liberi dell’Ex Vitali che mandano le squadre negli spogliatoi sul 44 a 46.

Milano mette la freccia in avvio di seconda frazione. Samuels con un gioco da 3 punti risponde all’ennesima tripla di Linhart, poi il contropiede in solitaria di Gentile mette per la prima volta Milano davanti sul 52 a 51. L’Olimpia si scrolla di dosso il grigiore del primo tempo e finalmente eleva il suo gioco agli standard dell’ultimo periodo. Entra tutto. Melli, Samuels e Hackett fanno volare l’Emporio a +6. Moss e Samuels mettono la seconda cifra al vantaggio e fan si che la lepre scappi.

Le scarpette rosse diventano inarrestabili e in un amen si ritrovano a +15 prima di andare all’ultimo riposo sul 70 a 60.

Dovrebbe essere una passerella, e invece Venezia ha il merito di tenere viva la partita. Dopo 5 minuti di frazione il quintetto scelto da Banchi con Kangur da 4 combina poco, mentre l’Umana fa girare bene il pallone trovando i canestri del meno 6. Cerella trova un gioco da 3 punti tutto grinta e cuore che fa crescere ancor di più il suo feeling col pubblico di Milano. Ma non basta ancora, Rosselli trova 5 punti consecutivi per il meno 4 esterno. Moss lotta a rimbalzo e conquista il pallone del +6 con poco meno di 3 minuti da giocare. Johnson e Peric costruiscono un bellissimo meno 4 prima che Daniel Hackett travestito da giustiziere peschi la tripla dell’85 a 78 che chiude virtualmente i giochi.

Milano in una serata senza Langford e senza le solite luci vince 91 a 82. Per tornare a vincere qualcosa di importante servono anche queste serate.

Pagelle: Gentile 6,5 – Cerella 7 – Melli 6,5 – Hackett 7,5 – Kangur 5 – Langford n.e. – Samuels 6,5 – Wallace 5. – Lawal 6 – Moss 6,5 – Jerrells 6,5.