I consumisti non mangiano i bambini

 

 

Teatro della Cooperativa
I CONSUMISTI MANGIANO I BAMBINI

di Riccardo Piferi e Diego Parassole, con Diego Parassole
regia di Marco Rampoldi
dal 19 al 20 settembre 2015

20 settembre 2015, di Elisa Zini – Torna al Teatro della Cooperativa Diego Parassole, che con onestà e intelligenza ripropone il suo spettacolo “I consumisti mangiano i bambini”. Si apre così la nuova stagione teatrale al Teatro della Cooperativa di via Hermada. Tema centrale dell’esibizione il Consumismo, sviscerato in tutti i suoi aspetti: dagli incontri al centro commerciale con l’irresistibile leggerezza degli sconti ai quali è difficile resistere, ai prodotti tecnologici che troppo spesso acquistiamo inutilmente, dalla carta fedeltà alla sovrabbondanza di cibo. Citazioni e letture non mancano e Diego da grande mattatore tiene il palco in maniera ineccepibile, dialogando con il pubblico con sagace ironia. Grande studio e lunga bibliografia per Diego Parassole che prima di realizzare il suo spettacolo ha dovuto leggere, documentarsi e acquisire dimestichezza con la chimica, il marketing e la psicologia. Perché la maggior parte dei prodotti alimentari che sono oggi in commercio contengono così tanti ingredienti che per decifrarli non basta una laurea. Commentando il titolo Parassole rivela: “Certo, è una provocazione. I consumisti non mangiano i bambini…però tutti da tempo stiamo mangiando il loro futuro”. Scenografia semplice, essenziale: un tavolino di legno al centro del palco e due figure di cartone a grandezza umana raffiguranti un uomo delle caverne e un ragioniere, moderno, con cravatta, pancetta e valigetta incorporata. Il pubblico è trascinato in una risata senza fine, guidato con maestria da Parassole battuta dopo battuta, situazione dopo situazione. Divertito e soddisfatto partecipa allo spettacolo fin dalle prime battute seguendo Diego nella ricerca di una verità sugli stili di vita corretti attraverso l’analisi, collettiva, di quelli sbagliati. Un viaggio nell’inconscio attraverso battute comiche spassose, a ripetizione. Due ore di performance, in un monologo equilibrato, colto e ben studiato. Uno spettacolo da consigliare a tutti e da rivedere, da soli o in compagnia.