Mike Lennon: “Libero”

MikeLennon
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Mike Lennon, il giovane artista di origine vietnamita, svela finalmente il suo vero volto.
Dopo essersi fatto conoscere al grande pubblico e ai media giocando con ironia e sarcasmo con gli stereotipi dell’asiatico percepito normalmente dalla comunità occidentale, adesso è pronto a svelare la sua vera identità.

Lo fa attraverso il documentario in uscita oggi “From Mono to Stereo” (I miei 2 anni tra musica e follia alla rincorsa di un sogno) – interamente ideato e realizzato da Mike stesso – nel quale racconta al suo pubblico la genesi e le necessità che lo hanno spinto a creare e recitare un’identità così particolare.

<<“From Mono to Stereo” rappresenta pienamente il mio passaggio dalla “L” alla “R”, senza escludere nessuna delle due. Il Mike Lennon che avete conosciuto fino ad ora è solo una delle sfaccettature e delle personalità che mi compongono, ora finalmente avrete modo di apprezzarmi a pieno, nella mia totale libertà di espressione musicale e visiva.>>

Dietro al personaggio di Mike c’è una storia fatta di sacrifici, di studi, di idee e di lavori umili svolti per mantenersi e potersi creare così un futuro nel mondo della musica.
Un percorso che ha portato Mike a recitare un ruolo, facendo leva e ironizzando sulle sue origini, estremizzandole e volgendole a suo favore: Mike è diventato così il primo rapper asiatico in Italia, il primo esponente di quello che è stato definito dai media “asian rap”. Sagacia e sarcasmo, caratteristiche che fanno parte dell’identità’ di Mike Lennon, sono però sempre state accompagnate da un forte ed esplicito messaggio sociale. Con la sua musica e il suo personaggio, Mike ha cercato di combattere il razzismo e i pregiudizi, cercando di abbattere tutti i cliché sul mondo asiatico (di cui da bambino è stato anche vittima).
Inclusione sociale, forza d’animo, ambizione, genialità e ironia sono le parole chiave che stanno alla base del progetto Mike Lennon.

Il video racconta anche l’entusiasmo con il quale è stato accolto il suo personaggio: la sua musica ha iniziato ad essere virale, il consenso dei media unanime – dalla radio, al web, alla televisione – gli eventi live tutto esauriti.
Adesso è arrivato il momento di far conoscere il vero volto di Mike, e portare il progetto ad un livello successivo: Il documentario anticipa l’uscita del suo primo singolo con la R, dal titolo LIBERO, che uscirà il 17 luglio per Carosello Records.

“La coscienza di Zeno”

Zeno - Corrado Tedeschi Laila Pozzo-1_low
Zeno – Corrado Tedeschi Laila Pozzo-1_low

Dal 14 febbraio al 1 marzo, in prima nazionale al Teatro San Babila di Milano, Corrado Tedeschi sarà Zeno, protagonista de “La coscienza di Zeno”, tratto dal grande classico di Italo Svevo. Ad accompagnarlo sulla scena Claudio Moneta, Roberta Petrozzi e Camilla Tedeschi e le musiche dal vivo si Gianluca Sambataro, per la regia di Marco Rampoldi.

Zeno Cosini, sotto la giuda dell’emblematico Dottor S., ripercorre analiticamente i momenti principali della sua esistenza. Ciò che nel romanzo è affidato alla scrittura di un diario, sul palcoscenico acquista l’evidenza di una rievocazione concreta, gli spettatori sono invitati ad assistere a una sorta di seduta psicoterapeutica aperta al pubblico.

Con le armi dell’ironia e del sarcasmo, Corrado/Zeno affonda le mani nella vita di ‘un uomo che inciampa continuamente nella vita’ per cercare di trovare l’origine della sua inettitudine e del suo costante senso di inadeguatezza, dal difficile rapporto col padre alle complesse relazioni con l’universo femminile, a causa delle quali Zeno si trova da una parte ad avere come moglie una donna per cui non prova nessuna attrazione, dall’altra a inseguire costantemente passioni chimeriche e fugaci, per parlare poi degli antagonisti che finiscono per diventare amici, fino all’ossessivo obiettivo del liberarsi dal vizio del fumo.

Dopo il grande successo de “L’uomo dal fiore in bocca”, debuttato al Teatro Franco Parenti oltre vent’anni fa ma in replica per oltre quindici anni, Corrado Tedeschi torna a Pirandello, ancora con la regia di Marco Rampoldi.

Zelig Cabaret: “Bella domanda Sciò”

Bella Domanda LR
Bella Domanda LR

Ridere, sorridere, sogghignare… sono sinonimi? Bella domanda!
Per conoscere la risposta, non avremmo potuto rivolgerci ad altri se non proprio ai Bella Domanda, duo comico piemontese vincitore dell’ultima edizione di Eccezionale veramente, il talent show de La7 e tra i più apprezzati comici del cast fisso di Colorado.
Arrivano per una sola serata, venerdì 30 novembre, sul palco del teatro Zelig Cabaret di Milano, ore 21 in viale Monza 140.

Nel loro spettacolo “Bella Domanda scio’” la narrazione è affidata agli sketch, il veicolo teatrale preferito da Mafe Bombi e Paolo Carenzo. I Bella Domanda, coinvolgono il pubblico tra situazioni quotidiane dai risvolti surreali e momenti di sana follia.La ricerca di un nuovo vestito, l’organizzazione di un viaggio, la cena in un ristorante stellato o un colloquio di lavoro e ancora, ancora tanto altro…

Del loro spettacolo commentano:
“Non bisogna stare fermi, bisogna fare cose! Il nostro spettacolo è un insieme di sketch che abbiamo portato in giro in questi 4 anni. Sketch raccolti nel tempo ma con un tema in comune: la ricerca del lavoro. Noi, comicamente, cerchiamo di dare dei consigli su come cercare lavoro. Il nostro spettacolo si conclude proprio con il colloquio di lavoro, il nostro sketch più bello!”.

Carenzo e Bombi scelgono la chiave dell’ironia per portare in scena la rincorsa al colloquio di lavoro: un’esperienza faticosa e frustrante che molti di noi ben conoscono. Intorno alla ricerca del colloquio di selezione – prima ancora della ricerca di un’occupazione vera e propria – prende corpo un rocambolesco storytelling giocato sul filo del paradosso e del non sense.

Nella pièce dei due comici piemontesi, trovano spazio molteplici stati d’animo, apparentemente distanti dalla ricerca di un’occupazione, eppure presenti, come ad esempio la vendetta e la comicità. Immersi in un’apparente deprivazione di senso, poiché è solo lì che possono esistere il luogo e il tempo opportuni al racconto e alla rappresentazione teatrale, i ruoli finalmente si rovesciano fino a confondersi e confondere.

Bisogna essere pronti a ‘mescolarsi’ per godere fino in fondo della bellezza di questo spettacolo straordinario.

INIZIO SPETTACOLO ore 21.00
ZELIG CABARET – Viale Monza 140 – 20125 Milano – www.areazelig.it – Ingresso consentito ai maggiori di anni 16
ingresso: tavolo 15 euro – tribuna 12 euro
I prezzi indicati si intendono senza consumazione ed eventuale prevendita

Infoline e prenotazioni tel. 02.255.1774 (dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 – nelle sere di spettacolo anche dalle 18 alle 20.00 – sabato dalle 18.00 alle 20.00). Acquisti online su www.ticketone.it

“Favola” nelle sale SpazioCinema

Arriva nelle sale spazioCinema il 25, 26 e 27 giugno
FAVOLA
la versione cinematografica dello spettacolo teatrale
scritto da Filippo Timi

Lunedì 25 giugno alle ore 19.30 Filippo Timi e Sebastiano Mauri, regista del film, saluteranno il pubblico di Anteo Palazzo del Cinema

Anteo Palazzo del Cinema
25 e 27 giugno ore 19.30
26 giugno ore 21.30
Citylife Anteo
25 e 27 giugno ore 21.30
26 giugno ore 19.30
Ariosto spazioCinema
26 giugno ore 21.15
27 giugno ore 15.00 19.30
Teodolinda spazioCinema
26 giugno ore 18.20
27 giugno ore 21.15
spazioCinema Cremona Po
25 e 27 giugno ore 20
26 giugno ore 15.30 e 19.30

Dopo il successo di critica raccolto all’ultimo Torino Film Festival dove è stata presentata lo scorso dicembre, FAVOLA, la versione cinematografica dello spettacolo teatrale prodotto dal Teatro Franco Parenti e scritto da Filippo Timi, arriva nelle sale spazioCinema come evento speciale il 25, 26, 27 giugno.

Diretto da Sebastiano Mauri, Favola ci conduce negli Stati Uniti degli anni Cinquanta dove Mrs Fairytale (Filippo Timi) e Mrs Emerald (Lucia Mascino) s’incontrano ogni giorno per condividere le loro esistenze tranquille e borghesi.

Ma la facciata di perfezione lentamente si sgretola, rotta da segreti terribili e possibilità inaspettate.

Un grande gioco condotto con sapienza, che evoca il cinema dell’età d’oro di Hollywood e ha il ritmo del Carosello, che è improvvisazione scenica e racconto di fantascienza, sullo sfondo delle note alla Nat King Cole, dei jingle pubblicitari e delle carole natalizie.

Nessuna Favola è mai perfetta come sembra, per quanto tu possa resistere, imbalsamata dietro la bugia di un sorriso, la vita, carnosa, brutale e spietata busserà alla tua porta, e nulla sarà mai più come prima…

Un mondo surreale in cui le aspirazioni e i sogni dei personaggi prendono corpo, si scontrano, crollano e si realizzano. Un sogno, forse, in cui chiunque può finalmente essere chi vuole essere, ma dietro al quale si cela un’altra, sconvolgente realtà.

Una commedia fantastica e surreale per confrontarsi con il tema attuale dell’identità, attraverso un’estetica sfarzosa e sorprendente. Una Favola ammaliante, dissacrante, poetica, ironica, vorticosa e sorprendente.
Un mondo artificiale, esagerato e persino impossibile.

Favola è una black comedy in costume che usa l’ironia per farci riflettere su temi seri, e il passato altrui per gettare luce sulle contraddizioni del nostro presente, narrando la presa di coscienza e liberazione di una straordinaria donna americana, bianca, borghese e transessuale.

Teatro Libero: “Mater Certa”

mater certa
mater certa

Da giovedì 7 a martedì 12 giugno andrà in scena al Teatro Libero diMilano, Mater certa, spettacolo che racconta cosa succede quando desiderio di maternità e paternità si scontra con la realtà.

Quali sono le conseguenze di una maternità mancata su una coppia?

Intorno a queste domande ruota Mater certa. Con ironia, ma senza negare il dramma, racconta cosa succede quando desiderio di maternità e paternità si scontra con la realtà.

Si alternano esperienze di fecondazione assistita e consigli della tradizione popolare, mentre piccole angosce si insinuano nella coppia fino a metterne in crisi fiducia e intimità.

La storia si confronta con il mito rivisitando la tragedia a lieto fine di Euripide, Ione, nella quale Creusa e Xuto si recano all’oracolo di Delfi perché non riescono ad avere un figlio. Si sposta poi nel presente, puntando il focus sulla sfera femminile. In scena la protagonista, una versione moderna di Creusa, che cerca risposte in chiunque sia disposto a darle ascolto.

Prende quindi vita un forum in cui donne che vorrebbero un figlio si danno consigli, si confidano segreti, si scambiano angosce. Lo spettacolo racconta il percorso di Creusa e delle donne che le si stringono attorno, mostrando speranze e paure di un coro di madri mancate.