Ospedale San Carlo: nessuna chiusura

Palazzo Lombardia103
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“Il San Carlo non corre nessun rischio di chiusura”. Lo ha detto l’assessore al Welfare della Regione Lombardia a margine del sopralluogo all’ASST dei Santi Paolo e Carlo con la direzione strategica coordinata dal direttore generale, Matteo Stocco, spiegando che l’ospedale “è e rimarrà un polo di riferimento per il territorio, anche dopo la realizzazione dell’ospedale unico, con la riqualificazione di alcuni edifici esistenti e ulteriori servizi specifici che saranno definiti nel dettaglio. Gli allarmismi sono infondati e fuorvianti”.

“A breve – ha aggiunto – formuleremo una proposta operativa al Comune e al Municipio 7 per la declinazione dei servizi e degli spazi che dovranno essere specificati sulla base dei nuovi bisogni e delle nuove esigenze di carattere socio sanitario.
Siamo inoltre in fase di definizione dell’Accordo di programma per la realizzazione del nuovo ospedale unico e presto trasmetteremo al Comune di Milano il piano dettagliato dell’operazione. Non possiamo permetterci di interrompere la corsa all’innovazione che si concretizza con la realizzazione di un nuovo presidio moderno e funzionale, strutturato sulle eccellenze dei due poli esistenti. Ma non saranno smantellati i servizi ad esempio legati alla cronicità, a beneficio dei cittadini che animano questo popolato quartiere di Milano accanto al San Carlo”.

Menopausa e sindrome dell’ovaio policistico

MioDottore
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Complici i ritmi frenetici della quotidianità e il ruolo sempre più pervasivo della tecnologia nelle abitudini e nello stile di vita delle persone, quasi la totalità degli italiani (85%) si affida alla rete per trovare informazioni sulla propria salute e per chiarire dubbi su sintomi e patologie.

Ma quali sono state le malattie più ricercate dai milanesi e dagli abitanti delle principali città italiane durante l’anno appena concluso? Per scoprirlo, MioDottore – piattaforma leader in Italia e nel mondo specializzata nella prenotazione online di visite mediche e parte del gruppo DocPlanner – ha analizzato le ricerche condotte sulla sua piattaforma nel 2018 facendo emergere curiosità che caratterizzano gli utenti delle diverse regioni, nonchè analogie e differenze rispetto al 2017.

La top 10 di Milano nel dettaglio
Che le donne siano molto attente alla propria salute è ormai risaputo: lo dimostra il fatto che al primo posto tra le malattie più cercate a Milano si confermi per il secondo anno consecutivo la parola chiave “menopausa”. Si tratta di un tema che sta particolarmente a cuore agli italiani, tanto da essere in cima alla classifica nazionale e presente in tutte le top 10 delle altre tre principali città del Bel Paese prese in esame (1° a Roma, 5° a Napoli e 2° a Catania).

Da notare che più in generale l’area delle malattie ginecologiche è stata al centro delle ricerche dei milanesi nel 2018, con ben tre patologie nella top 10 – oltre a menopausa anche sindrome dell’ovaio policistico (2°) e cistite (6°) – che rappresentano insieme circa il 13% delle ricerche totali realizzate nel capoluogo lombardo lo scorso anno.

Lo stesso non è stato però nelle altre città: solo a Catania e Napoli oltre alla menopausa è rientrata in classifica anche un’altra patologia tipicamente femminile, ovvero l’endometriosi (rispettivamente 1° e 3°).
Mettendo a confronto la classifica di Milano con quella delle altre tre città italiane prese in esame – Roma, Napoli e Catania – emergono grandi differenze rispetto alle aree tematiche che hanno catalizzato l’interesse degli utenti: infatti, ben 5 patologie su 10 non ricorrono negli altri ranking.

Oltre alla già citata ginecologia, le differenze riguardano prettamente la dermatologia: le malattie più cercate sono state onicomicosi (7°), dermatite atopica (8°), alopecia areata (9°) e acne rosacea (10°), solo quest’ultima compare alla decima posizione delle malattie più cercate dai romani.

Rispetto al 2017 è interessante notare come i milanesi abbiano modificato i propri interessi di ricerca in ambito della salute: ad eccezione della menopausa, nessuna malattia ricercata negli ultimi 12 mesi figura, infatti, anche nella classifica di MioDottore dell’anno precedente.

Patologie più cercate a Milano nel 2018 (top 10)
1. Menopausa 6. Cistite
2. Sindrome dell’ovaio policistico 7. Onicomicosi
3. Lipoma 8. Dermatite atopica
4. Glaucoma 9. Alopecia areata
5. Herpes zoster 10. Acne rosacea

Estendendo, invece, la ricerca alla regione Lombardia, si possono notare interessanti similitudini e differenze rispetto alle ricerche effettuate nel capoluogo. La classifica si conferma per le prime due posizioni (menopausa e sindrome dell’ovaio policistico), mentre alla terza si posiziona l’alluce valgo, che è addirittura fuori dalla top 10 delle malattie più cercate a Milano.

Patologie più cercate in Lombardia nel 2018 (top 3)
1. Menopausa
2. Sindrome dell’ovaio policistico
3. Alluce valgo

”I ritmi lavorativi spesso serrati e i molteplici impegni quotidiani che affollano le nostre agende possono portare a trascurare la propria salute e, a volte, persino a rimandare l’incontro con uno specialista. Nell’ottica di semplificarci la vita la tecnologia sta assumendo sempre più importanza, semplificando e velocizzando molte attività. In questo contesto MioDottore rappresenta uno strumento indispensabile per avvicinare gli specialisti ai pazienti: attraverso la nostra piattaforma gli utenti non solo possono cercare informazioni, ma anche trovare un esperto, prenotare una visita specialistica e ottenere risposte affidabili alle proprie domande da veri professionisti” dichiara Luca Puccioni, CEO di MioDottore.

Imperfezioni volto

CO2 RUGHE
CO2 RUGHE

Un volto che presenta imperfezioni come cicatrici, rughe, rossori e capillari evidenti, può causare imbarazzo, stress, problemi sul lavoro o con il partner.
Lo dichiara l’88% di chi soffre di queste patologie. Ma riappropriarsi della propria bellezza è possibile grazie alla tecnologia laser

“Come fa quell’attrice ad essere sempre così perfetta? Quale sarà il suo segreto”? Chissà quante volte ci siamo fatti queste domande, magari proprio mentre guardavamo l’ultimo divo di Hollywood al cinema, in televisione, o semplicemente in una fotografia.

Un volto luminoso, levigato, ed una pelle invidiabile, sempre liscia e perfetta. È così che siamo abituati a vedere le celebrità. E spesso, proprio per imitarle, ed avere un viso sempre in ordine, le proviamo di tutte: dal trucco, alle creme anti-age, dalle maschere purificanti, ai rimedi più drastici per nascondere vere e proprie imperfezioni. D’altronde è un fatto ormai appurato: chi presenta inestetismi più o meno significativi al volto, o in altre parti “sensibili” del corpo, nell’88% dei casi sviluppa anche forti disturbi emotivi, che hanno ripercussioni sia sul lavoro (78% dei casi) sia nel privato (77%). Perché, in fondo, diciamocelo: chi di noi vorrebbe avere un volto paonazzo come quello di Bill Clinton, che per anni ha combattuto con la rosacea, o le cicatrici di Darth Vader, tanto per fare un esempio? Ovviamente nessuno. Ma allora cosa si può fare, se la pelle del nostro volto non è più bella come vorremmo?

LE SOLUZIONI VENGONO DAL LASER – Che si parli di un evento traumatico, patologico o di un semplice inestetismo, per fortuna oggi esiste un’unica soluzione in grado di mettere KO le più comuni imperfezioni del volto, come cicatrici, rughe, peli superflui, capillari arrossati. “Contro questi inestetismi lo strumento più completo è sicuramente il laser, nello specifico la combinazione del dye laser con il laser CO2- spiega la dott.ssa Cristina Cuciti, dermatologo e dermochirurgo di Arezzo. – Personalmente utilizzo Synchro VasQ con Smartxide Punto ed i miglioramenti, confermati da tutti i miei pazienti, sono notevoli. Se parliamo sempre del dye laser e del laser CO2 applicati separatamente, li utilizzo rispettivamente anche per il trattamento della rosacea (e di tutte le malformazioni vascolari congenite quali, ad esempio, Port Wine Stain ed emangiomi, anche in età pediatrica) e del ringiovanimento del volto, quindi rughe o trattamento delle cicatrici da acne, anche qui con risultati importanti”. Anche i peli superflui possono essere trattati in modo selettivo e sicuro. L’irsutismo del volto, che crea imbarazzo e disagio anche a livello psicologico, può essere eliminato progressivamente con il laser. “Tra i più efficaci c’è il Duetto MT – continua la Dr.ssa Cuciti – ottimo per la sua capacità, sia con il laser ad Alessandrite che Nd:YAG di trattare efficacemente diversi tipi di peli e di pelle durante tutto l’anno.

RITROVARE LA PROPRIA BELLEZZA – Avere una pelle bella e luminosa non è un’utopia. Serve una cura quotidiana, buone abitudini e, se questo non dovesse bastare, allora la tecnologia ci offre un valido aiuto. Il laser rappresenta una soluzione ideale per migliorare o cancellare le imperfezioni. “Il laser è in grado di restituire al paziente un aspetto naturale, proprio perché favorisce i regolari processi di rigenerazione cutanea della zona trattata”, prosegue la dott.ssa Cuciti.

UN SISTEMA PER OGNI ESIGENZA – Se quindi il laser è un sistema efficace, adatto per i trattamenti più vari, negli ultimi anni sono nate vere e proprie mode, attorno al suo utilizzo. Tra le più recenti c’è sicuramente quella della BEARD DESIGN, la barba scolpita e definita, richiesta dal 65% delle donne ai propri uomini. Il laser, inoltre, viene richiesto anche nel trattamento della rosacea e delle altre patologie vascolari, oppure delle cicatrici causate da un trauma o da un’operazione. Alcune di queste possono trasformarsi in cheloidi, ovvero ispessimenti abnormi di tessuto cicatriziale, che oltre ad essere visivamente invasivi, ricordano costantemente l’evento traumatico che li ha provocati, rischiando di portarsi dietro anche problematiche psicologiche. “Anche per queste lesioni le ultime novità nel campo della chirurgia estetica indicano il laser come soluzione ottimale e ben tollerabile per il paziente – conclude la dott.ssa Cuciti – Serve comunque pazienza, perché i risultati non sono immediati. Alcuni trattamenti richiedono più tempo rispetto ad altri, ed anche tra quelli più lunghi le tempistiche variano da paziente a paziente. Sembra scontato, ma lo è meno di quanto si pensi. I pazienti oggi tendono a volere un risultato in tempi brevissimi e a volte sono anche mal consigliati. Per questo è sempre utile non solo informare, ma anche far vedere quale sarà il risultato finale, attraverso immagini di casi clinici e spiegando “step by step” le varie fasi del trattamento. Se si ha pazienza, i risultati arrivano! E certe volte possono sorprenderci. Non sono rari infatti i casi di pazienti con importanti inestetismi al volto, che hanno difficoltà anche solo ad uscire di casa, ma che grazie alla terapia laser ritrovano non soltanto un aspetto naturalmente bello e privo di imperfezioni, ma anche la loro autostima”.

Giornata della Carenza di Ferro

globuli_rossi_
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Stanchezza, frequenti mal di testa, fiato corto, colorito pallido, capelli e unghie fragili, ma anche irritabilità, scarsa concentrazione, maggiore esposizione alle infezioni: tutte condizioni apparentemente slegate tra loro ma che invece possono avere una causa comune.

Si tratta della carenza di ferro, un problema di notevole rilevanza per l’impatto epidemiologico e sociale – colpisce un terzo della popolazione mondiale1, in particolar modo le donne in età fertile e i bambini sotto i 5 anni4 – eppure ancora ampiamente trascurato e sotto diagnosticato, in gran parte proprio per la difficoltà a riconoscerne i sintomi.

La Giornata della Carenza di Ferro (Iron Deficiency Day), che si celebra ogni anno il 26 novembre, è l’occasione per accendere i riflettori su questa condizione che, se prolungata e non adeguatamente trattata, può portare a gravi conseguenze per la salute di chi ne soffre, sensibilizzare la popolazione sull’importanza di riconoscere tempestivamente i campanelli d’allarme e parlarne con il medico di fiducia.

In Europa, il deficit marziale interessa oltre il 30% della popolazione femminile, fino al 77% delle donne in gravidanza e al 48% dei bambini4. Anche chi soffre di patologie croniche infiammatorie è particolarmente a rischio: si stima che ne siano affetti fino al 61% dei pazienti con scompenso cardiaco, fino all’85% dei pazienti con insufficienza renale cronica e fino al 90% dei pazienti con malattie croniche intestinali3.

Il ferro è un oligoelemento essenziale per la vita: interviene nella produzione dei globuli rossi, funge da importante cofattore di varie proteine necessarie per il metabolismo dell’ossigeno e dell’energia, rafforza il sistema immunitario e garantisce la resistenza alle malattie. Si trova, inoltre, nel sistema nervoso centrale dove interviene nei processi enzimatici chiave per la sintesi di neurotrasmettitori come la dopamina – che stimola la motivazione, il piacere, il controllo dei muscoli – e la serotonina – che regola il tono dell’umore.

“Quando le riserve di ferro nell’organismo diventano scarse, l’impatto sulla salute e la qualità di vita è notevole perché ne risentono il metabolismo, il benessere psico-fisico, il desiderio sessuale, la produttività”, afferma la Dott.ssa Elisa Nescis, Ematologa presso l’Ospedale Cardinale Panico di Tricase, Lecce. “Nei bambini – prosegue – la carenza può indurre disturbi della performance cognitiva, motoria e del comportamento. Particolarmente delicato e quindi non trascurabile, è il periodo della gestazione poiché l’aumentato fabbisogno di ferro per lo sviluppo del feto e della placenta può indurre uno stato anemico nella gestante, vera e propria patologia derivante da un deficit importante e prolungato, che a sua volta aumenta il rischio di parto prematuro e di basso peso del bambino alla nascita”.

Oltre all’aumentato fabbisogno fisiologico dovuto alla crescita (gravidanza, infanzia e adolescenza), la carenza di ferro può essere causata, nelle donne, da perdite eccessive di sangue associate, ad esempio, a cicli mestruali abbondanti, o da patologie come l’insufficienza renale cronica, lo scompenso cardiaco e le malattie croniche intestinali.

In questi pazienti, inoltre, l’infiammazione sottostante può determinare una riduzione della disponibilità di ferro, con conseguente riduzione delle riserve marziali e aumento del rischio di morbilità e mortalità. Incide, infine, un apporto nutrizionale non adeguato, derivante dallo scarso consumo di alimenti ricchi in ferro.

“C’è ancora una scarsa consapevolezza del problema e un grande bisogno di informazione sui possibili gravi rischi per la salute causati dalla carenza di ferro. Per questo motivo, è importante sensibilizzare l’opinione pubblica a riconoscere i sintomi e rivolgersi al proprio medico di fiducia, il primo passo per una diagnosi corretta e l’impostazione di una cura appropriata”, dichiara il Prof. Maurizio Volterrani, Primario di Cardiologia presso l’Ospedale IRCCS San Raffaele Pisana, Roma.

“Intervenire tempestivamente per correggere la carenza rappresenta un obiettivo fondamentale, anche alla luce delle diverse strategie terapeutiche che consentono di far fronte al problema: dalla modifica della dieta, all’assunzione di preparati a base di ferro per via orale, alla somministrazione di terapie iniettive quando i farmaci orali sono mal tollerati. I benefici di un trattamento adeguato si sono riscontrati anche nei pazienti nefropatici e con scompenso cardiaco”, conclude.

La diagnosi di carenza di ferro viene effettuata mediante un semplice esame del sangue che misura i livelli di emoglobina (il principale componente dei globuli rossi che fa sì che questi leghino l’ossigeno nei polmoni e lo trasportino ai tessuti e agli organi), la ferritina sierica (che riflette la quantità di riserve di ferro presenti nell’organismo) e la saturazione della transferrina (che indica quanto del ferro disponibile può essere utilizzato per produrre nuovi globuli rossi).