“Elvira” al Teatro Grassi

Elvira Servillo OR fotoFabio Esposito
Elvira Servillo OR fotoFabio Esposito

Dopo il tutto esaurito nell’autunno 2016 e una tournée italiana e internazionale salutata da un successo straordinario– la prima tappa è stata a Parigi, al Théâtre de l’Athénée, intitolato a Louis Jouvet– torna a Milano, al Teatro Grassi, dal 29 novembre al 22 dicembre, Elvira, lo spettacolo che Toni Servillo ha tratto dalle sette lezioni che il grande attore francese  tenne al Consevatoire National d’Art dramatique di Parigi, nei mesi dell’occupazione nazista.

Prima di tornare in via Rovello, lo spettacolo sarà al Maly di San Pietroburgo, venerdì 16 e sabato 17 novembre, in occasione della VII edizione del Forum Internazionale della Cultura, che vede quest’anno l’Italia come ‘Ospite d’Onore’, e della XVII edizione del Premio Europa per il Teatro. Poi a Lione, ThéâtredesCélestins (20-24 novembre), e a Cluj-Napoca, in Romania, al Teatro Nazionale ‘LucianBlaga’ (27 novembre).

Piccolo Teatro Grassi(Via Rovello 2 – M1 Cordusio),
dal 29 novembre al 22 dicembre 2018
Elvira
(ElvireJouvet 40) di Brigitte Jaques © Gallimard
traduzione Giuseppe Montesano
regia Toni Servillo

“La madre dei ragazzi”

LaMadreDeiragazzi
LaMadreDeiragazzi

La madre dei ragazzi – primo appuntamento di stagione per la IV rassegna teatrale Palco off dedicata ad “attori, autori, storie di Sicilia” -sarà in scena al Teatro Libero di Milano dal 16 al 18 novembre.

Prima dello spettacolo, come di consueto, verrà offerta al pubblico una degustazione di vini a cura di Mandrarossa e prodotti tipici siciliani a cura di Assapurari. Concluderà le serate un incontro con l’attrice.

Dopo aver recitato da protagonista femminile nel film I cento passi di Marco Tullio Giordana, Lucia Sardo torna ora a rivestire i panni di Felicia Impastato, la donna che con la sua coraggiosa battaglia culturale e civile ha dato alla Sicilia e all’Italia una nuova speranza di riscatto e cambiamento.

Come racconta il film, a questa madre nel 1978 fu trucidato il figlio Peppino, che la mafia fece esplodere con una carica di tritolo. Felicia era moglie di un membro di una cosca, ma si rifiutò di rassegnarsi al lutto e applicare, come tanti altri, il codice di omertà mafioso.

Nemmeno la faida era il suo obiettivo: Felicia decise di chiedere che fosse lo Stato a punire l’assassino di suo figlio e affrontò questo percorso apertamente, prima costituendosi parte civile contro ignoti e in seguito denunciando Tano Badalamenti come assassino di Peppino.

Grazie alla sua ostinazione e al suo coraggio, Felicia è riuscita, ventiquattro anni dopo la morte di suo figlio, a ottenere la condanna all’ergastolo di Badalamenti. Sono stati lunghi anni di lutto, senza cedimenti. Anni in cui questa donna non ha perso occasione per dare un senso alla morte del figlio, per farne un simbolo di testimonianza e di memoria civica.

Lo spettacolo cerca di restituire allo spettatore il ritratto onesto e rappresentativo di questa persona eccezionale.

Avamposti Teatro Festival: “La lunga vita di Marianna Ucrìa”

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Avamposti Teatro Festival continua domenica 23 settembre al Teatro Manzoni di Calenzano (Firenze – ore 21,30) con “La lunga vita di Marianna Ucrìa”, spettacolo tratto dall’omonimo romanzo di Dacia Maraini, con Raffaella Azim nei panni della protagonista, regia di Daniela Ardini.

Fin dalle sue prime pagine il testo, vincitore nel 1990 del Premio Campiello, immerge il lettore in un tempo scandito da impiccagioni, autodafé, matrimoni d’interesse e monacazioni. Mentre in Europa trionfa il Secolo dei Lumi, a Palermo si consuma la vicenda di Marianna, della nobile famiglia degli Ucrìa.

“Sposare, figliare, fare sposare le figlie, farle figliare, e fare in modo che le figlie sposate facciano figliare le loro figlie che a loro volta si sposino e figlino…”, è questo il motto della discendenza Ucrìa, che in questo modo è riuscita a imparentarsi per via femminile con le più grandi famiglie palermitane.

Marianna, costretta ad andare in sposa a soli tredici anni a suo zio, investita “con rimproveri e proverbi” quando osa sottrarsi al suo ruolo di moglie, sembra all’inizio destinata alla medesima sorte. Lei è però diversa, sordomuta, ma proprio da questa menomazione trarrà la forza per elevarsi al di sopra della chiusura e della meschinità che la circonda.

Nello spettacolo la protagonista Raffaella Azim è affiancata da un interprete della lingua italiana dei segni.

Biglietti 13/10/7/5 euro, riduzioni per over 60, under 25, soci Coop, Arci, ATC, residenti comune di Calenzano e iscritti ai corsi di Calenzano Teatro Formazione. Prevendite alla cassa del teatro dalle ore 18, nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita e online su www.ticketone.it. Info e prenotazioni tel. 055 8877213 – www.teatrodelledonne.com.

Teatro Manzoni Calenzano:”Tutto il male che non ti ho fatto”

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Giovedì 20 e venerdì 21 settembre (ore 21), al Teatro Manzoni di Calenzano (Firenze), anteprima nazionale di “Tutto il male che non ti ho fatto”, spettacolo scritto e diretto da Filippo Renda che porta in scena Elena Arvigo, Antonio Fazzini ed Eugenio Nocciolini.

Il testo si dipana tra principio di piacere e principio di realtà. La storia è ambientata sul palco di un piccolo teatro in cui un attore e un produttore stanno cercando di costruire uno spettacolo di successo coinvolgendo una famosa attrice della televisione che, prima della celebrità, aveva mosso i primi passi sui palcoscenici proprio con quell’attore.

Ben presto lui si accorgerà che il suo “spirito selvaggio” non era altro che una corazza per proteggersi da qualsiasi offesa esterna, dall’altro lei, troverà il coraggio per voltare le spalle ad una vita facile ma infelice e tentare di ricongiungersi con i propri desideri assopiti.

Sono gli stessi personaggi di “Tutto il male che non ti ho fatto” a rivelare i temi dello spettacolo che si apprestano a vivere. Luca e Viola sono due attori che in gioventù erano stati una coppia nel lavoro e nella vita e che adesso, dopo quindici anni di lontananza, si ritrovano a lavorare insieme e a convivere nello stesso spazio vitale, aiutati da Corrado, un giovane produttore privato.

In un gioco continuo di specchi, in cui lo spettatore è allo stesso tempo voyeur e confidente, questa drammaturgia ancora in fieri vuole essere un’immersione nell’abisso della nostalgia di quei passati che, per quanto ci si affanni, è impossibile riportare in vita.
In questa prima anteprima verrà messo in scena il primo tempo dello spettacolo, mentre la seconda parte, ancora in lavorazione, verrà proposta in forma di lettura per far vivere al pubblico il processo di lavoro di uno spettacolo teso a un continuo dinamismo.

Biglietti 13/10/7/5 euro, riduzioni per over 60, under 25, soci Coop, Arci, ATC, residenti comune di Calenzano e iscritti ai corsi di Calenzano Teatro Formazione. Prevendite alla cassa del teatro dalle ore 18, nei punti www.boxofficetoscana.it/punti-vendita e online su www.ticketone.it. Info e prenotazioni tel. 055 8877213 – www.teatrodelledonne.com.