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mercoledì, Aprile 22, 2026

La Pietà Rondanini ospite al carcere di San Vittore

di Stefany Sanzone –  La Pietà Rondanini di Michelangelo sarà esposta, in maniera temporanea dalla prossima primavera, nella cappella centrale del carcere di San Vittore e successivamente, durante il prossimo periodo natalizio, in Duomo.

È questa l’idea presentata dall’assessore alla Cultura Stefano Boeri e approvata oggi dalla Giunta comunale di Milano. La scultura, realizzata in marmo, fu iniziata nel 1553 e lasciata interrotta a causa della morte del maestro nel 1564. Dal 1952 fa parte delle Raccolte Civiche del Comune di Milano che la acquistò per 135 milioni di lire, raccolti grazie a una sottoscrizione popolare lanciata dall’allora sindaco Ferrari.

L’opera, tutt’ora esposta nella sala degli Scarlioni del Castello Sforzesco, traslocherà prima nella Cappella centrale del Panottico del carcere di San Vittore, «luogo di dolore», dove sarà visitabile dal pubblico e, dopo, all’interno del Palazzo di Giustizia di Milano, per arrivare in Duomo il prossimo Natale.

«In questo modo – ha affermato l’assessore Stefano Boeri – la Pietà si troverà temporaneamente in un contesto che sappia opportunamente comunicare il significato originario di un’opera su cui Michelangelo ha lavorato fino a poche ore prima della morte, con l’incessante sforzo di trasmetterle una concezione nuova del concetto di Pietà».

Tornerà poi definitivamente negli spazi dell’ex Ospedale spagnolo, al Castello Sforzesco, il cui restauro terminerà entro la fine del 2013. Oltre 600 metri quadri dentro le mura occidentali del Castello saranno destinati a un vero e proprio museo dedicato all’ultima opera di Michelangelo.Gli spazi adiacenti al museo saranno dedicati alla documentazione e alla divulgazione e vedranno la realizzazione di altre aree destinate a servizi per il pubblico.

«La Pietà Rondanini avrà un luogo dedicato – ha detto il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia – che valorizzerà l’opera e che permetterà a tutti i milanesi e ai turisti di ammirare questa scultura che è patrimonio della nostra città, per troppo tempo tenuta in ombra rispetto al valore storico e simbolico che rappresenta. Anche nelle sue collocazioni temporanee, San Vittore e Tribunale, l’opera sarà esaltata nel suo valore simbolico».

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Davide Falco

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